- Il patrimonio culturale è composto da beni culturali e beni paesaggistici.
- I beni culturali comprendono le cose mobili e immobili di interesse storico, artistico, archeologico, etnoantropologico, archivistico o bibliografico.
- I beni paesaggistici riguardano gli immobili e le aree di rilievo paesaggistico ex artt. 134 e seguenti.
- La definizione è unitaria ma si articola in due regimi giuridici distinti.
- Restano salve le testimonianze di identità culturale collettiva (art. 7-bis).
Testo dell'articoloVigente
Art. 2 D.Lgs. 42/2004 — Patrimonio culturale
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio
1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.
2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.
3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all'articolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge.
4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.
Commento
L'articolo 2 costituisce la norma definitoria fondamentale del Codice. Stabilendo cosa sia il patrimonio culturale, traccia il confine tra ciò che è soggetto alle norme di tutela e ciò che non lo è. La scelta del legislatore è di adottare una nozione unitaria e bipartita: il patrimonio è uno, ma si compone di due categorie con regimi diversi.
La nozione bipartita
Da un lato i beni culturali — disciplinati dalla Parte II (artt. 10-130) — che includono cose mobili e immobili portatrici di un valore storico, artistico, archeologico, etnoantropologico, archivistico, bibliografico, fotografico o documentario. Dall'altro i beni paesaggistici, oggetto della Parte III (artt. 131-159), che riguardano immobili e aree il cui aspetto esteriore esprime valori identitari del territorio.
Perché due regimi
La distinzione non è meramente classificatoria. La tutela dei beni culturali agisce in via diretta e individualizzata su singole cose: vincolo, autorizzazione, prelazione, restauro. La tutela paesaggistica opera invece su porzioni di territorio, anche di vasta scala, attraverso piani paesaggistici, autorizzazioni edilizie qualificate e sanzioni ambientali. Le finalità convergono, ma gli strumenti sono diversi.
Riferimento all'art. 7-bis
Il rinvio finale alle espressioni di identità culturale collettiva, introdotte dall'art. 7-bis nel 2008 in attuazione della Convenzione UNESCO del 2003 sul patrimonio immateriale, segnala l'apertura del Codice a forme di tutela ulteriori, sebbene priva di un autonomo regime sanzionatorio.
Il rilievo della definizione
Conoscere la definizione di patrimonio culturale è il primo passo di qualsiasi valutazione: una pratica edilizia su un casolare in area vincolata richiede autorizzazione paesaggistica; lo stesso intervento, se il casolare è anche bene culturale dichiarato, richiede contestualmente l'autorizzazione ex art. 21. I due regimi possono sovrapporsi e i tempi procedimentali si dilatano.
Cosa non rientra
Sono esclusi gli immobili recenti, le cose seriali industriali, gli oggetti di uso comune privi di valore qualificato, salvo riconoscimento espresso. Tuttavia il Codice contempla, all'art. 11, una categoria intermedia di cose soggette a specifiche disposizioni di tutela anche in assenza di dichiarazione.
Casi pratici
Caso 1: Casa colonica in area vincolata
Caso 2: Doppio regime
Domande frequenti
I beni paesaggistici sono beni culturali?
In senso stretto no: appartengono al patrimonio culturale ma sono regolati dalla Parte III del Codice, con strumenti diversi (piano paesaggistico, autorizzazione ex art. 146).
Un'opera d'arte contemporanea è patrimonio culturale?
Solo se acquisita la qualità di bene culturale tramite dichiarazione ex art. 13 oppure se rientra nelle categorie automatiche dell'art. 10. La novità dell'opera non è preclusiva ma occorre l'eccezionale rilievo richiesto dall'art. 10, comma 3, lett. d-bis.
Cosa si intende per patrimonio culturale immateriale?
Le pratiche, rappresentazioni e tradizioni riconosciute come espressioni di identità culturale collettiva (art. 7-bis): non sono oggetto di vincolo, ma rilevano in chiave di promozione e cooperazione internazionale.
Vedi anche