Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 186 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Pene accessorie)

In vigore dal 01/07/1998

((

1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo importa l’applicazione delle pene accessorie previste dagli articoli 28 , 30 , 32-bis e 32-ter del codice penale per una durata non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni, nonché la pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani, di cui uno economico, a diffusione nazionale. )) ((12))

In sintesi

  • L'art. 186 del TUF (D.Lgs. 58/1998) disciplina le pene accessorie conseguenti alla condanna per i delitti del relativo capo (abusi di mercato).
  • La condanna importa l'applicazione delle pene accessorie degli artt. 28, 30, 32-bis e 32-ter c.p., per una durata da sei mesi a due anni.
  • È prevista la pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico.
  • Le pene accessorie hanno funzione interdittiva e di prevenzione rispetto ai mercati finanziari.
  • Si collegano ai delitti di abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato.
Indice dei contenuti

L'art. 186 del Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58) si inserisce nel sistema repressivo degli abusi di mercato, completando la disciplina dei delitti previsti dal relativo capo con la previsione di un compendio di pene accessorie. La norma riflette una precisa scelta di politica sanzionatoria: alla pena principale, di natura detentiva e pecuniaria, il legislatore affianca conseguenze afflittive ulteriori, dirette a incidere sulla capacità del condannato di operare nei settori sensibili e a dare pubblicità alla condanna. Si tratta di misure pensate per la peculiare offensività degli illeciti finanziari, che minano la fiducia e l'integrità dei mercati.

La funzione delle pene accessorie

Le pene accessorie costituiscono sanzioni che si aggiungono alla pena principale e ne conseguono in via automatica o discrezionale, secondo le regole generali del codice penale. Nel contesto degli abusi di mercato, esse assolvono una funzione spiccatamente preventiva e interdittiva: mirano a impedire che chi ha gravemente leso l'integrità del mercato possa continuare a ricoprire ruoli o esercitare attività nei medesimi ambiti. La loro previsione esprime l'esigenza di tutelare in modo rafforzato il bene giuridico protetto.

Il richiamo agli artt. 28, 30, 32-bis e 32-ter c.p.

La norma stabilisce che la condanna per taluno dei delitti del capo importa l'applicazione delle pene accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32-bis e 32-ter del codice penale. Si tratta, rispettivamente, dell'interdizione dai pubblici uffici, dell'interdizione da una professione o da un'arte, dell'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. Il ventaglio mira a colpire le posizioni di potere e fiducia attraverso cui gli illeciti finanziari sono tipicamente realizzati.

La durata delle pene accessorie

L'art. 186 fissa un limite temporale specifico: le pene accessorie si applicano per una durata non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni. La previsione di una forbice edittale propria, derogatoria rispetto ai criteri generali, consente al giudice di graduare l'interdizione in funzione della gravità del fatto e delle circostanze, assicurando proporzionalità tra l'illecito e la limitazione delle facoltà del condannato.

La pubblicazione della sentenza

Accanto alle interdizioni, la norma prevede la pubblicazione della sentenza di condanna su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico. Si tratta di una misura dal forte valore general-preventivo e reputazionale: dare pubblicità alla condanna rafforza l'effetto dissuasivo, segnala al mercato l'avvenuta repressione dell'illecito e contribuisce alla trasparenza. La scelta di un quotidiano economico risponde all'esigenza di raggiungere il pubblico degli operatori finanziari.

Il collegamento con i delitti di abuso di mercato

Le pene accessorie dell'art. 186 conseguono alla condanna per i delitti del capo, riconducibili in via tipica all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato. Tali figure rappresentano le più gravi aggressioni all'integrità e al corretto funzionamento dei mercati finanziari. La gravità di queste condotte spiega l'apparato sanzionatorio rafforzato, che alle pene principali aggiunge le interdizioni e la pubblicità della condanna.

Profili sistematici

L'art. 186 va letto in connessione con l'intero sistema sanzionatorio del TUF, che articola la repressione degli abusi di mercato su un duplice binario, penale e amministrativo, e con i principi generali del codice penale in tema di pene accessorie. La disposizione esprime la consapevolezza che la tutela dei mercati richiede non solo la punizione del fatto, ma anche l'allontanamento del responsabile dalle posizioni sensibili e la diffusione della notizia della condanna, a presidio della fiducia degli investitori. In questa prospettiva, le pene accessorie non sono un mero accessorio della pena principale, ma un autonomo strumento di tutela preventiva del corretto funzionamento dei mercati.

L'effetto interdittivo sulle posizioni di vertice

Particolare rilievo assume, tra le pene accessorie richiamate, l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. Gli illeciti di abuso di mercato sono tipicamente commessi da soggetti che dispongono di informazioni qualificate o di posizioni di influenza sull'andamento dei titoli: precludere temporaneamente l'accesso agli uffici direttivi mira a neutralizzare proprio la fonte del pericolo. L'interdizione opera così come misura mirata, che colpisce la capacità del condannato di reiterare condotte analoghe sfruttando ruoli di responsabilità all'interno delle imprese.

Il doppio binario sanzionatorio e la graduazione giudiziale

La repressione degli abusi di mercato si articola, nel sistema del TUF, sia attraverso fattispecie penali sia attraverso illeciti amministrativi affidati alla vigilanza della Consob. L'art. 186 si colloca sul versante penale, presidiando con pene accessorie la condanna per i delitti del capo. Il coordinamento tra i due binari è oggetto di apposite regole volte a evitare un trattamento sanzionatorio complessivamente sproporzionato; in linea generale, l'interprete deve avere riguardo a tali meccanismi di raccordo per assicurare il rispetto del principio di proporzionalità della risposta punitiva. In questa cornice si comprende anche il rilievo della graduazione giudiziale: la previsione di una forbice temporale propria - da sei mesi a due anni - affida al giudice il compito di calibrare la durata delle pene accessorie in funzione della concreta gravità del fatto, dell'intensità dell'elemento soggettivo e delle circostanze del caso. La graduazione consente di adeguare la misura interdittiva al disvalore della condotta, evitando automatismi e assicurando proporzionalità. Tale margine di apprezzamento si inscrive nei principi generali sulla commisurazione della pena, adattati alla peculiare natura interdittiva delle conseguenze qui previste.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Che cosa prevede l'art. 186 TUF?

Prevede le pene accessorie conseguenti alla condanna per i delitti del relativo capo, con applicazione delle interdizioni di cui agli artt. 28, 30, 32-bis e 32-ter c.p. e la pubblicazione della sentenza.

Quale durata hanno le pene accessorie?

Si applicano per una durata non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni.

Quali interdizioni richiama la norma?

Richiama l'interdizione dai pubblici uffici, da una professione o arte, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, nonché l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

È prevista la pubblicazione della sentenza?

Sì, su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico, con finalità general-preventiva e di trasparenza.

A quali reati si collegano queste pene accessorie?

Si collegano ai delitti di abuso di mercato del relativo capo, tipicamente abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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