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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 181 c.p. – Riabilitazione nel caso di condanna all’estero
Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Le disposizioni relative alla riabilitazione si applicano anche nel caso di sentenze straniere di condanna, riconosciute a norma dell’articolo 12.
Vedi anche
→Cod. pen. art. 180 - Articolo 180 Codice Penale: Revoca della sentenza di riabilitazio…→Cod. pen. art. 182 - Art. 182 c.p.: Effetti delle cause di estinzione del reato o del→Cod. proc. pen. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Penale: Giurisdizione penale→Reati Tributari art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 74/2000 - Definizioni→D.Lgs. 231/2001 art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 231/2001 - Soggetti→Articolo 179 Codice Penale: Condizioni per la riabilitazione→Articolo 183 Codice Penale: Concorso di cause estintive→Articolo 178 Codice Penale: Riabilitazione→Art. 184 c.p.: Estinzione della pena di morte, dell’ergastolo o→Art. 177 c.p.: Revoca della liberazione condizionale o estinzion→Articolo 185 Codice Penale: Restituzioni e risarcimento del danno→Articolo 176 Codice Penale: Liberazione condizionale
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Estende la riabilitazione anche alle condanne penali straniere riconosciute in Italia ai sensi dell'art. 12 c.p.
Ratio legis
L'art. 181 c.p. risponde a un'esigenza di coerenza sistematica: se l'ordinamento italiano riconosce le sentenze straniere come equivalenti a quelle nazionali ai fini della recidiva e di altri istituti penali, sarebbe irragionevole negare al condannato all'estero l'accesso alla riabilitazione. La norma evita che chi ha subito una condanna in un Paese straniero, poi riconosciuta in Italia, si trovi in una posizione deteriore rispetto a chi è stato giudicato da un tribunale italiano, pur avendo entrambi integralmente soddisfatto le pretese punitive dello Stato.
Analisi
La disposizione opera un rinvio recettizio alle norme sulla riabilitazione previste dagli artt. 178-180 c.p., rendendole applicabili anche nel caso di condanne estere previamente riconosciute. Il presupposto indispensabile è il riconoscimento della sentenza straniera nelle forme di cui all'art. 12 c.p., che impone una serie di condizioni: la sentenza deve essere definitiva, deve riguardare un fatto che costituisce reato anche secondo la legge italiana (doppia incriminazione), e non deve essere contraria all'ordine pubblico o ai diritti fondamentali. Solo una volta che la sentenza straniera ha superato questo vaglio e ha acquistato efficacia nell'ordinamento interno, il condannato può avanzare istanza di riabilitazione davanti alla Corte d'appello competente, decorsi i termini di legge e dimostrata la buona condotta.
Quando si applica
L'art. 181 c.p. si applica ogni volta che un cittadino italiano, o uno straniero soggetto alla giurisdizione italiana, ha subito una condanna penale definitiva in un Paese estero, la quale è stata successivamente riconosciuta in Italia ai sensi dell'art. 12 c.p. In tali casi, il condannato che abbia espiato la pena, pagato le obbligazioni civili derivanti dal reato e tenuto buona condotta per il periodo richiesto dalla legge (almeno tre anni dalla scarcerazione per le pene detentive, ridotto in presenza di pene minori), può richiedere la riabilitazione al fine di estinguere le pene accessorie e gli altri effetti penali della condanna.
Connessioni normative
La norma si coordina strettamente con l'art. 12 c.p. (riconoscimento delle sentenze penali straniere), con gli artt. 178-180 c.p. (disciplina generale della riabilitazione) e con le disposizioni del codice di procedura penale in materia di esecuzione delle sentenze straniere. Rilevano altresì le convenzioni internazionali di assistenza giudiziaria cui l'Italia ha aderito, nonché il d.lgs. 161/2010 di recepimento della decisione quadro europea sul reciproco riconoscimento delle sentenze penali.
Casi pratici
Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.
Tizio, cittadino italiano, viene condannato in Germania a due anni di reclusione per un reato di truffa aggravata commesso a Berlino. Dopo aver scontato la pena, rientra in Italia dove la sentenza tedesca viene riconosciuta ex art. 12 c.p. Trascorsi tre anni dalla liberazione, durante i quali Tizio ha tenuto una condotta irreprensibile e ha risarcito la parte lesa, presenta istanza di riabilitazione alla Corte d'appello competente. Grazie all'art. 181 c.p., la Corte dichiara la riabilitazione, estinguendo le pene accessorie che ancora gravano sul casellario giudiziale italiano di Tizio.
Caio, commerciante italiano operante in Francia, subisce una condanna definitiva del Tribunal correctionnel di Parigi per appropriazione indebita. La sentenza viene riconosciuta in Italia. Caio, desideroso di partecipare a gare d'appalto pubbliche precluse ai soggetti con precedenti penali, si rivolge a un legale per verificare se possa ottenere la riabilitazione. Il difensore chiarisce che, proprio grazie all'art. 181 c.p., la condanna francese riconosciuta in Italia è trattata alla stregua di una sentenza italiana: Caio potrà dunque presentare istanza di riabilitazione una volta maturati i presupposti temporali e dimostrata la buona condotta richiesta dalla legge.
Domande frequenti
Cosa prevede l'art. 181 del codice penale?
L'art. 181 c.p. stabilisce che le norme sulla riabilitazione si applicano anche alle sentenze di condanna pronunciate da giudici stranieri, purché tali sentenze siano state previamente riconosciute in Italia secondo la procedura dell'art. 12 c.p.
È necessario che la sentenza straniera sia stata riconosciuta in Italia per poter chiedere la riabilitazione?
Sì. Il riconoscimento della sentenza straniera ai sensi dell'art. 12 c.p. è un presupposto indispensabile. Senza di esso, la condanna estera non produce effetti nell'ordinamento italiano e non vi è quindi alcuna base giuridica per domandare la riabilitazione.
Quali condizioni deve soddisfare il condannato all'estero per ottenere la riabilitazione in Italia?
Le stesse condizioni previste per le condanne italiane: aver espiato la pena o che si sia in altro modo estinta, aver adempiuto alle obbligazioni civili derivanti dal reato e aver tenuto buona condotta per il periodo minimo previsto dalla legge (generalmente tre anni per le pene detentive).
Davanti a quale giudice si presenta l'istanza di riabilitazione per una condanna estera riconosciuta?
L'istanza si presenta alla Corte d'appello nel cui distretto risiede il condannato, che è anche il giudice competente per la riabilitazione nelle condanne ordinarie. La procedura è disciplinata dal codice di procedura penale agli artt. 683 e seguenti.
Quali effetti produce la riabilitazione su una condanna straniera riconosciuta in Italia?
La riabilitazione estingue le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna, compresi quelli iscritti nel casellario giudiziale italiano. Il soggetto riabilitato riacquista la piena capacità giuridica in relazione a quell'episodio, potendo ad esempio partecipare a concorsi pubblici o stipulare determinati contratti.
Fonti consultate: 1 fonte verificate