Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 143 DPR 495/1992 – Strisce di guida sulle intersezioni

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Le strisce di guida sulle intersezioni sono del tipo "g", di cui alla tabella dell'articolo 138, comma 3, sono curve, discontinue, di colore bianco e possono essere tracciate nelle aree di intersezione per guidare i veicoli in manovra secondo una corretta traiettoria (figg. II.431/a e II.431/b).

2. Le strisce di guida sulle intersezioni possono essere tracciate altresì per indicare i limiti dell'ingombro in curva dei tram.

In sintesi

  • Le strisce di guida sulle intersezioni sono di tipo «g»: curve, discontinue e di colore bianco, tracciate nell'area di incrocio per indicare la traiettoria corretta.
  • Il loro uso è facoltativo: possono essere tracciate, non devono esserlo; la decisione spetta all'ente gestore della strada.
  • Guidano i veicoli in manovra (svolta a destra, svolta a sinistra, inversione) secondo una traiettoria ottimale che evita l'invasione di corsie contigue.
  • Possono essere utilizzate anche per indicare i limiti dell'ingombro in curva dei tram, segnalando lo spazio che il mezzo occupa in viraggio.
  • Appartengono alla segnaletica orizzontale complementare disciplinata dall'art. 138 del regolamento e non hanno di per sé valore di obbligo assoluto per il conducente.
Indice dei contenuti

Natura giuridica e classificazione

L'art. 143 del DPR 495/1992 disciplina le strisce di guida sulle intersezioni, un tipo di segnaletica orizzontale complementare che si distingue dalle strisce di arresto, dalle zebre pedonali e dalle strisce di mezzeria per la sua funzione essenzialmente orientativa. Il riferimento al «tipo g» rinvia alla tabella classificatoria dell'art. 138, comma 3 del medesimo regolamento, che cataloga le strisce orizzontali per geometria, colore e funzione.

Le caratteristiche fisiche identificative sono tre, strettamente connesse alla funzione: (a) curvatura - perché devono riprodurre la traiettoria ottimale che un veicolo dovrebbe seguire in manovra; (b) discontinuità - perché, come tutte le strisce guida non di arresto, non impongono un divieto assoluto ma un orientamento; (c) colore bianco - che le rende parte della segnaletica ordinaria, distinta da quella temporanea (gialla) o da quella speciale.

Funzione pratica nelle intersezioni

Le intersezioni stradali - siano esse a raso, semaforizzate o a rotatoria - sono i punti della rete viaria con la maggiore concentrazione di conflitti tra traiettorie diverse. In assenza di indicazioni, ogni conducente tende a scegliere la propria traiettoria in base alla percezione individuale, con il rischio di tagliare le corsie altrui, invadere zone riservate ai pedoni o percorrere traiettorie che portano a posizionarsi nella corsia sbagliata all'uscita dall'incrocio.

Le strisce di guida risolvono questo problema materializzando sul manto stradale la traiettoria corretta: il conducente che le segue è guidato fisicamente attraverso la manovra. Questo è particolarmente utile in tre tipologie di manovra: la svolta a sinistra (che richiede un raggio più ampio e il rischio di tagliare la corsia dei veicoli proveniente in senso contrario), la svolta a destra in intersezioni ampie (dove senza guida si tende ad allargare eccessivamente), e nelle intersezioni con geometrie irregolari dove la lettura dell'incrocio non è immediata.

La segnalazione dell'ingombro dei tram

Il comma 2 dell'art. 143 aggiunge un'applicazione specifica: le strisce di guida possono essere usate per indicare i limiti dell'ingombro in curva dei tram. I veicoli tranviari, per la loro rigidità strutturale e il vincolo del binario, in curva occupano una porzione di carreggiata più ampia di quella che impegna in rettilineo: la cassa del tram sporge verso l'esterno (o verso l'interno) della curva. Questo ingombro dinamico è invisibile al conducente ordinario che si affianca al tram in fase di manovra.

La striscia di guida tracciata per i tram materializza l'area massima di ingombro della cassa in curva, avvertendo gli altri utenti - specialmente i ciclisti e i motociclisti - di non posizionarsi in quella zona. L'utilità è massima nelle intersezioni urbane dove la linea tranviaria è mista alla circolazione ordinaria: la striscia separa visivamente lo spazio del tram da quello disponibile per gli altri veicoli.

Valore normativo per il conducente

Le strisce di guida non hanno il valore vincolante di una striscia continua di mezzeria o di una striscia d'arresto. La loro natura «orientativa» non significa tuttavia che possano essere ignorate impunemente: il conducente che, in presenza di strisce di guida, imbocca una traiettoria difforme e provoca un sinistro non potrà invocare la mancanza di un divieto espresso per sfuggire alla responsabilità. L'art. 141 CdS impone di tenere una condotta di guida prudente e adeguata alle condizioni della strada, e la presenza di strisce di guida è un elemento della situazione che il conducente prudente deve considerare.

Analogamente, chi ignora le strisce di guida dell'ingombro tranviario e si posiziona nell'area segnalata come zona di invasione del tram in curva assume in proprio il rischio del sinistro che ne deriva, non potendo lamentare la mancata visibilità dell'ingombro se la segnaletica orizzontale lo aveva reso inequivocabile.

Interazione con la segnaletica verticale e i semafori

Le strisce di guida svolgono la loro funzione in modo complementare - e non sostitutivo - rispetto alla segnaletica verticale e agli impianti semaforici. In un'intersezione regolata da semaforo, le strisce indicano la traiettoria da seguire nella fase di verde assegnata alla manovra; in un'intersezione con precedenza, orientano la manovra nel rispetto della precedenza stabilita dai segnali verticali. La presenza delle strisce non modifica le regole di precedenza né la disciplina del semaforo: integra queste regole fornendo un riferimento visivo per la corretta esecuzione della manovra consentita.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Le strisce di guida sulle intersezioni sono obbligatorie?

No. Il regolamento usa il verbo "possono essere tracciate", rimettendo all'ente gestore la decisione di installarle o meno in funzione della geometria dell'intersezione e delle esigenze di sicurezza. La loro assenza non è quindi una violazione di legge da parte dell'ente.

Come si riconoscono le strisce di guida rispetto alle altre strisce orizzontali?

Sono strisce bianche, curve e discontinue, che tracciano una traiettoria all'interno dell'area di intersezione. La curvatura e la discontinuità le distinguono dalle strisce di mezzeria (continue o discontinue ma rettilinee) e dalle strisce d'arresto (trasversali continue).

Un conducente che non segue le strisce di guida commette un'infrazione?

Non esiste una sanzione specifica per il mancato rispetto delle strisce di guida, che hanno funzione orientativa e non impositiva. Tuttavia, in caso di sinistro, ignorarle può essere valutato come elemento di imprudenza ai sensi dell'art. 141 CdS, rilevante nella ricostruzione della responsabilità.

A cosa servono le strisce di guida per i tram?

Indicano l'area massima di ingombro che la cassa del tram occupa in curva, a causa della rigidità del convoglio sui binari. Avvertono gli altri utenti - specialmente ciclisti e motociclisti - di non sostare o transitare in quella zona durante la manovra del tram.

Le strisce di guida modificano le regole di precedenza all'intersezione?

No. Le strisce di guida indicano solo la traiettoria corretta per compiere una manovra già consentita dalla segnaletica verticale e dalle norme di precedenza. Non attribuiscono precedenze, non sostituiscono il semaforo e non modificano il Codice della Strada: integrano la segnaletica esistente con un riferimento visivo per eseguire correttamente la manovra.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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