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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le strisce di raccordo sono strisce continue oblique bianche che segnalano variazioni della larghezza della carreggiata o del numero di corsie.
  • L'inclinazione rispetto all'asse stradale non deve superare il 5% per strade urbane di quartiere e locali, il 2% per tutte le altre strade.
  • Possono delimitare zone della carreggiata escluse al traffico; tali zone possono essere evidenziate con zebratura.
  • Per far divergere il traffico da ostacoli o isole entro la carreggiata si seguono le specifiche tecniche indicate nella figura II.430 del Regolamento.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 142 DPR 495/1992 — Strisce di raccordo

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Le strisce di raccordo sono strisce continue oblique di colore bianco e vanno usate in dipendenza di variazioni della larghezza della carreggiata utilizzabile dal traffico, o delle corsie.

2. L'inclinazione delle linee di raccordo rispetto all'asse stradale non deve superare il 5% per le strade urbane di quartiere e per le strade locali e il 2% per tutti gli altri tipi di strade, fatti salvi i casi in cui ciò risultasse impossibile per la presenza di intersezioni a monte (fig. II.429).

3. Le strisce di raccordo possono delimitare zone della carreggiata dalle quali si voglia escludere il traffico; in tal caso queste zone possono essere visualizzate mediante zebratura.

4. Le strisce di raccordo per far divergere il traffico da ostacoli o isole posti entro la carreggiata devono essere realizzate come indicato in figura II.430.

In sintesi

  • Le strisce di raccordo sono strisce continue oblique bianche che segnalano variazioni della larghezza della carreggiata o del numero di corsie.
  • L'inclinazione rispetto all'asse stradale non deve superare il 5% per strade urbane di quartiere e locali, il 2% per tutte le altre strade.
  • Possono delimitare zone della carreggiata escluse al traffico; tali zone possono essere evidenziate con zebratura.
  • Per far divergere il traffico da ostacoli o isole entro la carreggiata si seguono le specifiche tecniche indicate nella figura II.430 del Regolamento.
Indice dei contenuti

Cosa sono le strisce di raccordo e a cosa servono

Le strisce di raccordo sono un elemento della segnaletica orizzontale disciplinato dall'articolo 142 del DPR 495/1992. Si tratta di strisce continue oblique di colore bianco che vengono tracciate sulla carreggiata in corrispondenza di variazioni della larghezza della sede stradale disponibile al traffico o del numero di corsie. La loro funzione è essenzialmente quella di guidare il conducente attraverso un tratto di transizione: segnalano visivamente che la carreggiata si restringe, si allarga, o che una corsia termina o nasce, consentendo un adeguamento graduale della posizione e della velocità.

Il parametro tecnico dell'inclinazione

L'elemento tecnico centrale dell'articolo è l'inclinazione massima delle linee di raccordo rispetto all'asse stradale. Il Regolamento fissa due soglie distinte:

  • 5% per le strade urbane di quartiere e per le strade locali, dove le velocità sono più contenute e la manovra di aggiustamento della posizione richiede spazi ridotti;
  • 2% per tutti gli altri tipi di strade — strade urbane di scorrimento, strade extraurbane principali e secondarie, autostrade — dove la velocità elevata impone un raccordo molto più dolce, sviluppato su una lunghezza maggiore, per evitare brusche variazioni di direzione.

Il rispetto dell'inclinazione massima si traduce in una lunghezza minima della fascia di raccordo: quanto più bassa è l'inclinazione consentita, tanto più lungo deve essere il tratto di transizione per coprire lo stesso spostamento laterale. Ad esempio, per portare il limite di carreggiata di un metro verso l'interno con un'inclinazione del 2%, la striscia obliqua deve svilupparsi su 50 metri; con il 5% bastano 20 metri. La norma ammette eccezioni all'inclinazione massima solo quando la presenza di intersezioni a monte renda geometricamente impossibile rispettare il parametro.

Strisce di raccordo come delimitazione di zone escluse al traffico

L'articolo 142, al comma 3, prevede un ulteriore utilizzo delle strisce di raccordo: la delimitazione di zone della carreggiata dalle quali si vuole escludere il traffico. In questi casi le strisce oblique contornano un'area che non deve essere percorsa dai veicoli — ad esempio un'isola spartitraffico geometrica, una zona di canalizzazione, o un'area riservata. Per rendere più visibile l'esclusione, queste zone possono essere marcate con la zebratura, ovvero una serie di strisce diagonali parallele bianche su fondo asfaltato, che segnalano inequivocabilmente il divieto di transito sull'area delimitata.

Raccordo per ostacoli e isole entro la carreggiata

Il comma 4 si occupa di un'ipotesi specifica: le strisce di raccordo necessarie per far divergere il traffico da ostacoli o isole fisicamente presenti all'interno della carreggiata. Si tratta, ad esempio, delle isole spartitraffico in calcestruzzo o dei pali di illuminazione collocati sulla sede stradale, o delle isole canalizzatrici nelle intersezioni. In questi casi il Regolamento rinvia espressamente alla figura II.430, che illustra la geometria esatta da adottare. Il riferimento grafico è vincolante: non è lasciata discrezionalità all'ente stradale nella scelta dell'angolazione, perché la coerenza geometrica è essenziale per la leggibilità immediata del segnale da parte del conducente in marcia.

Profili pratici: come leggere le strisce di raccordo alla guida

Per il conducente, le strisce di raccordo costituiscono un indicatore visivo di primo piano. Quando si vede una serie di strisce bianche oblique che convergono verso il centro della carreggiata, significa che la corsia si restringe o termina: è il momento di iniziare l'inserimento nella corsia adiacente con anticipo sufficiente. Ignorare questa segnaletica e procedere dritto fino al termine della corsia obbliga a manovre brusche con rischio di collisione con i veicoli che viaggiano nella corsia contigua. Quando invece le strisce divergono verso il bordo, segnalano l'apertura di una nuova corsia o l'ampliamento della carreggiata. La lettura corretta di questi segnali è fondamentale sulle autostrade e tangenziali, dove le corsie di accelerazione e decelerazione iniziano e terminano proprio con strisce di raccordo.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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