Testo dell'articoloVigente
Art. 142 DPR 495/1992 – Strisce di raccordo
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Le strisce di raccordo sono strisce continue oblique di colore bianco e vanno usate in dipendenza di variazioni della larghezza della carreggiata utilizzabile dal traffico, o delle corsie.
2. L'inclinazione delle linee di raccordo rispetto all'asse stradale non deve superare il 5% per le strade urbane di quartiere e per le strade locali e il 2% per tutti gli altri tipi di strade, fatti salvi i casi in cui ciò risultasse impossibile per la presenza di intersezioni a monte (fig. II.429).
3. Le strisce di raccordo possono delimitare zone della carreggiata dalle quali si voglia escludere il traffico; in tal caso queste zone possono essere visualizzate mediante zebratura.
4. Le strisce di raccordo per far divergere il traffico da ostacoli o isole posti entro la carreggiata devono essere realizzate come indicato in figura II.430.
In sintesi
Indice dei contenuti
Cosa sono le strisce di raccordo e a cosa servono
Le strisce di raccordo sono un elemento della segnaletica orizzontale disciplinato dall'articolo 142 del DPR 495/1992. Si tratta di strisce continue oblique di colore bianco che vengono tracciate sulla carreggiata in corrispondenza di variazioni della larghezza della sede stradale disponibile al traffico o del numero di corsie. La loro funzione è essenzialmente quella di guidare il conducente attraverso un tratto di transizione: segnalano visivamente che la carreggiata si restringe, si allarga, o che una corsia termina o nasce, consentendo un adeguamento graduale della posizione e della velocità.
Il parametro tecnico dell'inclinazione
L'elemento tecnico centrale dell'articolo è l'inclinazione massima delle linee di raccordo rispetto all'asse stradale. Il Regolamento fissa due soglie distinte:
Il rispetto dell'inclinazione massima si traduce in una lunghezza minima della fascia di raccordo: quanto più bassa è l'inclinazione consentita, tanto più lungo deve essere il tratto di transizione per coprire lo stesso spostamento laterale. Ad esempio, per portare il limite di carreggiata di un metro verso l'interno con un'inclinazione del 2%, la striscia obliqua deve svilupparsi su 50 metri; con il 5% bastano 20 metri. La norma ammette eccezioni all'inclinazione massima solo quando la presenza di intersezioni a monte renda geometricamente impossibile rispettare il parametro.
Strisce di raccordo come delimitazione di zone escluse al traffico
L'articolo 142, al comma 3, prevede un ulteriore utilizzo delle strisce di raccordo: la delimitazione di zone della carreggiata dalle quali si vuole escludere il traffico. In questi casi le strisce oblique contornano un'area che non deve essere percorsa dai veicoli - ad esempio un'isola spartitraffico geometrica, una zona di canalizzazione, o un'area riservata. Per rendere più visibile l'esclusione, queste zone possono essere marcate con la zebratura, ovvero una serie di strisce diagonali parallele bianche su fondo asfaltato, che segnalano inequivocabilmente il divieto di transito sull'area delimitata.
Raccordo per ostacoli e isole entro la carreggiata
Il comma 4 si occupa di un'ipotesi specifica: le strisce di raccordo necessarie per far divergere il traffico da ostacoli o isole fisicamente presenti all'interno della carreggiata. Si tratta, ad esempio, delle isole spartitraffico in calcestruzzo o dei pali di illuminazione collocati sulla sede stradale, o delle isole canalizzatrici nelle intersezioni. In questi casi il Regolamento rinvia espressamente alla figura II.430, che illustra la geometria esatta da adottare. Il riferimento grafico è vincolante: non è lasciata discrezionalità all'ente stradale nella scelta dell'angolazione, perché la coerenza geometrica è essenziale per la leggibilità immediata del segnale da parte del conducente in marcia.
Profili pratici: come leggere le strisce di raccordo alla guida
Per il conducente, le strisce di raccordo costituiscono un indicatore visivo di primo piano. Quando si vede una serie di strisce bianche oblique che convergono verso il centro della carreggiata, significa che la corsia si restringe o termina: è il momento di iniziare l'inserimento nella corsia adiacente con anticipo sufficiente. Ignorare questa segnaletica e procedere dritto fino al termine della corsia obbliga a manovre brusche con rischio di collisione con i veicoli che viaggiano nella corsia contigua. Quando invece le strisce divergono verso il bordo, segnalano l'apertura di una nuova corsia o l'ampliamento della carreggiata. La lettura corretta di questi segnali è fondamentale sulle autostrade e tangenziali, dove le corsie di accelerazione e decelerazione iniziano e terminano proprio con strisce di raccordo.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Cosa distingue una striscia di raccordo da una normale striscia continua?
La striscia di raccordo è obliqua rispetto all'asse stradale - segnala un cambiamento di geometria della carreggiata - mentre la striscia continua è parallela all'asse e indica il divieto di sorpasso o il confine tra corsie di marcia normale.
Posso transitare su un'area delimitata da strisce di raccordo con zebratura?
No. L'area zebratura delimitata da strisce di raccordo indica una zona esclusa al traffico: non è consentita la circolazione né la sosta. La violazione è sanzionata dalle norme del Codice della Strada sulla segnaletica orizzontale.
Perché l'inclinazione della striscia di raccordo è più ridotta sulle strade veloci?
Perché su strade ad alta velocità un raccordo brusco costringerebbe il conducente a manovre brusche e improvvise per seguire la nuova geometria della corsia. Un'inclinazione massima del 2% sviluppa il raccordo su un tratto molto più lungo, lasciando al guidatore tempo sufficiente per adeguare la posizione.
Cosa indica la figura II.430 richiamata dall'articolo 142?
È lo schema grafico obbligatorio per le strisce di raccordo da usare per far divergere il traffico da ostacoli o isole fisicamente presenti nella carreggiata (pali, isole canalizzatrici). Il rispetto della geometria indicata è vincolante per garantire la leggibilità immediata del segnale.
Chi è responsabile della corretta tracciatura delle strisce di raccordo?
L'ente proprietario della strada (Comune, Provincia, ANAS o concessionario autostradale) è responsabile della corretta tracciatura e manutenzione della segnaletica orizzontale, incluse le strisce di raccordo. Strisce consumate, mancanti o tracciate con inclinazione errata possono costituire un'omissione rilevante in caso di sinistro.