- L'art. 119 disciplina i quattro segnali che indicano la cessazione di un divieto: VIA LIBERA, FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ, FINE DIVIETO DI SORPASSO e FINE DIVIETO DI SORPASSO per veicoli pesanti.
- Il segnale VIA LIBERA indica il punto esatto in cui cessano tutte le prescrizioni imposte in precedenza.
- Il segnale FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ ripristina i limiti generali di velocità vigenti per quel tipo di strada; se si vuole imporre un limite inferiore, si usa direttamente il segnale di LIMITE MASSIMO DI VELOCITÀ.
- Il segnale FINE DIVIETO DI SORPASSO scioglie il divieto per tutti i veicoli, mentre quello specifico riguarda i soli veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 t non adibiti al trasporto di persone.
- Tutti i segnali di fine divieto hanno fondo bianco con simboli in grigio scuro e barra obliqua nera.
Testo dell'articoloVigente
Art. 119 DPR 495/1992 — Segnali di fine divieto
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. I segnali che indicano la fine di un divieto sono: a) il segnale VIA LIBERA (fig. II.70). Indica il punto ove le prescrizioni precedentemente indicate cessano di essere valide; b) il segnale FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ (fig. II.71). Deve essere usato ogniqualvolta si vogliano ripristinare i limiti generalizzati di velocità vigenti per quel tipo di strada. Qualora si voglia imporre un diverso limite di velocità inferiore ai limiti suddetti, in luogo del segnale FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ deve essere usato il segnale LIMITE MASSIMO DI VELOCITÀ (fig. II.50) indicante il nuovo limite. c) il segnale FINE DIVIETO DI SORPASSO (fig. II.72). Indica la fine del divieto di sorpasso per tutti i veicoli. d) il segnale FINE DIVIETO DI SORPASSO PER I VEICOLI DI MASSA A PIENO CARICO SUPERIORE A 3,5 t (fig. II.73) indicata dalla carta di circolazione non adibiti al trasporto di persone.
2. I segnali sono a fondo bianco con simboli in grigio scuro e barra obliqua nera.
Stesso numero, altri codici
- Art. 119 Cod. Amb. — principio del recupero dei costi relativi ai servizi idrici
- Art. 119 D.Lgs. 159/2011 — Entrata in vigore
- Art. 119 D.Lgs. 209/2005 — Doveri e responsabilità verso gli assicurati
- Art. 119 D.Lgs. 42/2004 — (Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale)
- Art. 119 Codice Civile: Interdizione
- Articolo 119 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
In sintesi
Indice dei contenuti
Funzione sistematica dei segnali di fine divieto nel sistema della segnaletica verticale
I segnali di fine divieto costituiscono la «chiave di chiusura» del sistema della segnaletica di prescrizione: ogni divieto imposto da un segnale verticale ha un'efficacia spaziale che, in assenza di termini espliciti, si protrae fino al successivo segnale di fine divieto o fino all'incrocio più vicino. L'art. 119 del DPR 495/1992 elenca e descrive i quattro segnali che assolvono questa funzione di revoca, consentendo all'utente della strada di sapere con precisione il punto in cui può tornare a comportarsi in modo ordinario.
La corretta comprensione di questi segnali è essenziale per evitare violazioni inconsapevoli del Codice della Strada: chi non riconosce un segnale di FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ e continua a circolare al limite ridotto non commette infrazioni, ma chi prosegue come se il divieto fosse già terminato prima del segnale di fine può essere sanzionato. Il Codice della Strada (artt. 142 e seguenti) stabilisce le sanzioni per le infrazioni ai limiti di velocità e al divieto di sorpasso, mentre il regolamento ne disciplina la segnaletica.
Il segnale VIA LIBERA: portata generale e posizionamento
Il segnale VIA LIBERA (fig. II.70 del regolamento) ha la portata più ampia: indica il punto in cui tutte le prescrizioni precedentemente imposte dalla segnaletica cessano di essere valide. È utilizzato tipicamente al termine di una serie di divieti che si sono sovrapposti (ad esempio, una zona a traffico moderato con limitazioni di velocità, divieto di sorpasso e obbligo di dare precedenza), quando si voglia revocare l'intero blocco di prescrizioni con un unico segnale. Il posizionamento corretto è determinante: il segnale deve essere collocato esattamente nel punto di fine dell'area prescrittiva, non prima né dopo.
FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ: ripristino dei limiti generali e rapporto con nuovi limiti
Il segnale FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ (fig. II.71) ha una funzione specifica: ripristina i limiti generali di velocità vigenti per quel tipo di strada, stabiliti dall'art. 142 del Codice della Strada (50 km/h in area urbana, 90 km/h su strade extraurbane secondarie, 110 km/h su strade extraurbane principali, 130 km/h in autostrada). L'indicazione al conducente è quindi implicita: da quel punto può tornare al regime ordinario senza che vi sia un segnale numerico che lo espliciti.
La norma introduce però una precisazione operativa importante: qualora si voglia imporre un limite di velocità diverso da quello generale ma comunque inferiore ad esso, il segnale FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ non può essere utilizzato, perché darebbe un messaggio sbagliato (il conducente supporrebbe il ripristino del limite generale). In questo caso si deve collocare direttamente il segnale LIMITE MASSIMO DI VELOCITÀ con il nuovo valore. Questa regola ha conseguenze pratiche rilevanti nella progettazione della segnaletica sulle strade urbane, dove spesso si passa da un limite a un altro senza mai raggiungere il limite generale.
FINE DIVIETO DI SORPASSO: la distinzione tra veicoli ordinari e veicoli pesanti
Il segnale FINE DIVIETO DI SORPASSO (fig. II.72) revoca il divieto di sorpasso per tutti i veicoli indistintamente. Viene collocato dopo i tratti stradali in cui la segnaletica ha vietato il sorpasso per ragioni di sicurezza (curva, dosso, scarsa visibilità, lavori in corso): da quel punto il conducente può tornare a sorpassare nel rispetto delle norme generali.
Il segnale FINE DIVIETO DI SORPASSO PER I VEICOLI DI MASSA A PIENO CARICO SUPERIORE A 3,5 t (fig. II.73) ha invece un'efficacia soggettiva più ristretta: riguarda esclusivamente i veicoli pesanti non adibiti al trasporto di persone, la cui massa a pieno carico indicata dalla carta di circolazione supera tale soglia. La distinzione è rilevante: un autobus da 8 tonnellate che trasporta passeggeri non è soggetto al divieto specifico per i veicoli pesanti (è adibito al trasporto di persone), mentre un autocarro da 4 tonnellate è soggetto al divieto. Il segnale di fine divieto segue la stessa logica selettiva del corrispondente segnale di divieto.
Caratteristiche grafiche: il codice visivo dei segnali di fine divieto
Tutti e quattro i segnali descritti dall'art. 119 condividono la stessa struttura grafica: fondo bianco, simboli in grigio scuro e barra obliqua nera. La barra obliqua è il tratto distintivo che comunica visivamente la «negazione» del divieto, o meglio la sua cessazione. Il fondo bianco differenzia questi segnali da quelli di divieto attivo (fondo bianco con bordo rosso) e da quelli di pericolo (giallo): il conducente che vede una barra obliqua su fondo bianco sa immediatamente di trovarsi di fronte a una revoca. Questa uniformità grafica facilita il riconoscimento anche a distanza o in condizioni di scarsa visibilità.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti