I dati personali raccolti a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica non possono essere utilizzati per adottare atti o provvedimenti amministrativi sfavorevoli all’interessato, salvo che siano utilizzati anche per altre finalità nel rispetto dell’articolo 5 del regolamento .
2.
I documenti contenenti dati personali, trattati a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica , possono essere utilizzati, tenendo conto della loro natura, solo se pertinenti e indispensabili per il perseguimento di tali scopi.
I dati personali diffusi possono essere utilizzati solo per il perseguimento dei medesimi scopi.
3.
I dati personali possono essere comunque diffusi quando sono relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall’interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico.
Articolo in vigore. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo indicava erroneamente come non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.
Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
In sintesi
I dati personali raccolti a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica non possono essere usati per adottare atti o provvedimenti amministrativi sfavorevoli all'interessato.
Questo divieto non si applica se i dati sono usati anche per altre finalità, nel rispetto dell'articolo 5 del regolamento.
I documenti con dati personali trattati per questi scopi possono essere usati solo se pertinenti e indispensabili, tenendo conto della loro natura.
I dati personali diffusi possono essere usati solo per gli stessi scopi di archiviazione o di ricerca storica.
I dati possono comunque essere diffusi quando riguardano circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico.
Indice dei contenuti
L'articolo 101 del Codice privacy fissa alcune regole sulle modalità di trattamento dei dati personali raccolti o trattati a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica. La norma ha tre commi: il primo vieta un certo uso dei dati, il secondo pone dei limiti all'uso dei documenti e dei dati diffusi, il terzo indica quando i dati possono comunque essere diffusi.
Il divieto di atti sfavorevoli all'interessato
Il primo comma stabilisce che i dati personali raccolti a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica non possono essere utilizzati per adottare atti o provvedimenti amministrativi sfavorevoli all'interessato. La stessa disposizione prevede un'eccezione: il divieto non vale se i dati sono utilizzati anche per altre finalità, nel rispetto dell'articolo 5 del regolamento. Per fare un esempio: Tizio compare in un fondo archivistico consultato per una ricerca storica. Secondo il primo comma, quei dati, in quanto raccolti a quel fine, non possono servire per adottare nei suoi confronti un provvedimento amministrativo sfavorevole, a meno che non siano utilizzati anche per altre finalità nel rispetto dell'articolo 5 del regolamento.
Pertinenza e indispensabilità dei documenti
Il secondo comma riguarda i documenti contenenti dati personali trattati a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica. Questi documenti possono essere utilizzati, tenendo conto della loro natura, solo se pertinenti e indispensabili per il perseguimento di tali scopi. La seconda frase del comma aggiunge che i dati personali diffusi possono essere utilizzati solo per il perseguimento dei medesimi scopi. Se Caio, studioso, consulta documenti d'archivio per una ricerca storica, può utilizzarli solo nei limiti di quanto è pertinente e indispensabile alla ricerca stessa.
Fatti resi noti dall'interessato
Il terzo comma prevede che i dati personali possono essere comunque diffusi quando sono relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico. Se Sempronio ha reso noto lui stesso un fatto, oppure il fatto risulta da suoi comportamenti in pubblico, i dati relativi a quel fatto possono essere comunque diffusi.
Domande frequenti
I dati raccolti per ricerca storica possono essere usati per un provvedimento amministrativo contro l'interessato?
No, il primo comma vieta di utilizzarli per adottare atti o provvedimenti amministrativi sfavorevoli all'interessato, salvo che siano utilizzati anche per altre finalità nel rispetto dell'articolo 5 del regolamento.
Quando si possono usare i documenti con dati personali trattati a fini di archiviazione o di ricerca storica?
Secondo il secondo comma, possono essere utilizzati, tenendo conto della loro natura, solo se pertinenti e indispensabili per il perseguimento di tali scopi.
Per quali scopi si possono usare i dati personali già diffusi?
Il secondo comma stabilisce che i dati personali diffusi possono essere utilizzati solo per il perseguimento dei medesimi scopi di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica.
In quali casi i dati personali possono essere comunque diffusi?
Il terzo comma lo consente quando i dati sono relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico.
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
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In sintesi
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L'articolo 101 del Codice privacy fissa alcune regole sulle modalità di trattamento dei dati personali raccolti o trattati a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica. La norma ha tre commi: il primo vieta un certo uso dei dati, il secondo pone dei limiti all'uso dei documenti e dei dati diffusi, il terzo indica quando i dati possono comunque essere diffusi.
Il divieto di atti sfavorevoli all'interessato
Il primo comma stabilisce che i dati personali raccolti a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica non possono essere utilizzati per adottare atti o provvedimenti amministrativi sfavorevoli all'interessato. La stessa disposizione prevede un'eccezione: il divieto non vale se i dati sono utilizzati anche per altre finalità, nel rispetto dell'articolo 5 del regolamento. Per fare un esempio: Tizio compare in un fondo archivistico consultato per una ricerca storica. Secondo il primo comma, quei dati, in quanto raccolti a quel fine, non possono servire per adottare nei suoi confronti un provvedimento amministrativo sfavorevole, a meno che non siano utilizzati anche per altre finalità nel rispetto dell'articolo 5 del regolamento.
Pertinenza e indispensabilità dei documenti
Il secondo comma riguarda i documenti contenenti dati personali trattati a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica. Questi documenti possono essere utilizzati, tenendo conto della loro natura, solo se pertinenti e indispensabili per il perseguimento di tali scopi. La seconda frase del comma aggiunge che i dati personali diffusi possono essere utilizzati solo per il perseguimento dei medesimi scopi. Se Caio, studioso, consulta documenti d'archivio per una ricerca storica, può utilizzarli solo nei limiti di quanto è pertinente e indispensabile alla ricerca stessa.
Fatti resi noti dall'interessato
Il terzo comma prevede che i dati personali possono essere comunque diffusi quando sono relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico. Se Sempronio ha reso noto lui stesso un fatto, oppure il fatto risulta da suoi comportamenti in pubblico, i dati relativi a quel fatto possono essere comunque diffusi.
Domande frequenti
I dati raccolti per ricerca storica possono essere usati per un provvedimento amministrativo contro l'interessato?
No, il primo comma vieta di utilizzarli per adottare atti o provvedimenti amministrativi sfavorevoli all'interessato, salvo che siano utilizzati anche per altre finalità nel rispetto dell'articolo 5 del regolamento.
Quando si possono usare i documenti con dati personali trattati a fini di archiviazione o di ricerca storica?
Secondo il secondo comma, possono essere utilizzati, tenendo conto della loro natura, solo se pertinenti e indispensabili per il perseguimento di tali scopi.
Per quali scopi si possono usare i dati personali già diffusi?
Il secondo comma stabilisce che i dati personali diffusi possono essere utilizzati solo per il perseguimento dei medesimi scopi di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica.
In quali casi i dati personali possono essere comunque diffusi?
Il terzo comma lo consente quando i dati sono relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico.