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La Corte ha salvato l’art. 42-bis del testo unico sulle espropriazioni, che disciplina l’acquisizione «sanante» di un immobile occupato senza titolo dalla pubblica amministrazione. La norma è legittima perché ha carattere eccezionale, non retroattivo, richiede una motivazione rigorosa e prevede il ristoro dei danni al proprietario.
Di cosa si tratta
Quando la pubblica amministrazione occupa o modifica senza un valido titolo un immobile per scopi di pubblico interesse, l’art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001 le consente di acquisirne la proprietà con un apposito provvedimento, riconoscendo al proprietario un indennizzo. La Corte di cassazione e il TAR del Lazio dubitavano della compatibilità di questo strumento con la Costituzione e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001, introdotto dal d.l. n. 98 del 2011. I rimettenti (Cassazione a sezioni unite e TAR Lazio) lo censuravano in riferimento agli artt. 42, 111, primo e secondo comma, e 117, primo comma, Cost. (in relazione alla CEDU), oltre agli artt. 3, 24, 97 e 113 Cost., per la presunta lesione del diritto di proprietà e delle garanzie processuali del privato.
La decisione della Corte
La Corte, riuniti i giudizi, ha dichiarato non fondate — nei sensi di cui in motivazione, quanto ai parametri sollevati dalla Cassazione — le questioni relative all’art. 42-bis. Ha dichiarato inammissibili le questioni proposte dal TAR del Lazio. La norma è stata quindi ritenuta compatibile con la Costituzione.
Il principio
L’acquisizione sanante dell’art. 42-bis è conforme alla Costituzione perché ha natura eccezionale (esperibile solo quando non sia possibile ricorrere a una procedura espropriativa ordinaria), opera in forza di un provvedimento previsto e disciplinato direttamente dalla legge, è priva di efficacia retroattiva, presuppone una valutazione comparativa rigorosa degli interessi in conflitto da esibire nella motivazione e riconosce al proprietario il ristoro dei danni.
Domande e risposte
Cos’è l’acquisizione sanante?
È lo strumento con cui la pubblica amministrazione, ai sensi dell’art. 42-bis del testo unico espropri, può acquisire la proprietà di un immobile occupato senza titolo per scopi di pubblico interesse, riconoscendo un indennizzo al proprietario.
Perché la Corte ha ritenuto legittimo l’art. 42-bis?
Perché ha carattere eccezionale e non retroattivo, è disciplinato direttamente dalla legge, richiede una motivazione rigorosa sulla comparazione degli interessi e garantisce il ristoro dei danni al proprietario.
Quali parametri costituzionali erano stati invocati?
Tra gli altri, l’art. 42 Cost. sul diritto di proprietà, l’art. 111 sul giusto processo e l’art. 117, primo comma, in relazione alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Norme collegate
- Art. 42 della Costituzione — è il parametro principale: tutela il diritto di proprietà e la sua funzione sociale, ritenuto non leso dall’acquisizione sanante
- Art. 117 della Costituzione — invocato sotto il primo comma, in relazione ai vincoli derivanti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo
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