Testo dell'articoloIn aggiornamento

La Corte restituisce gli atti ai giudici rimettenti affinché rivalutino la rilevanza della questione alla luce delle modifiche legislative sopravvenute al condono edilizio introdotto dall’art. 32 del d.l. n. 269 del 2003.

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

Di cosa si tratta

L’art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003, convertito nella legge n. 326 del 2003, aveva previsto la possibilità di sanare una serie di abusi edilizi (cosiddetto “terzo condono edilizio”). Il TAR Puglia di Lecce, il Tribunale di Viterbo e il Tribunale di Napoli avevano sollevato questioni di legittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 27, 97, 117, 118 e 120 della Costituzione.

La questione di legittimità costituzionale

I giudici rimettenti contestavano l’irragionevolezza della norma (art. 3 Cost.), la sua funzione dissuasiva vanificata (art. 27 Cost.), il contrasto con il buon andamento della p.a. (art. 97 Cost.) e la violazione del riparto di competenze legislative e amministrative tra Stato e Regioni (artt. 117, 118 e 120 Cost.).

La decisione della Corte

La Corte ordina la restituzione degli atti a tutti e quattro i giudici rimettenti per rivalutare la rilevanza delle questioni alla luce delle modifiche normative sopravvenute al condono edilizio dopo la presentazione delle ordinanze di rimessione.

Il principio

Lo jus superveniens che incide sulla norma oggetto di questione incidentale impone la restituzione degli atti al giudice rimettente per la verifica della perdurante rilevanza.

Domande e risposte

Che cosa prevede il condono edilizio del 2003?

Il c.d. “terzo condono” (dopo quelli del 1985 e del 1994) consentiva la sanatoria di abusi edilizi commessi entro il 31 marzo 2003, previo pagamento di un’oblazione. Ha sollevato numerose questioni di legittimità per i suoi rapporti con la competenza regionale in materia di governo del territorio.

Perché i giudici rimettenti ritenevano la norma irragionevole?

Consentire la sanatoria anche a chi era già sottoposto a procedimento sanzionatorio vanificava il vantaggio della spontanea denuncia dell’abuso, rendendo la norma sproporzionata rispetto allo scopo dichiarato.

Cosa succede ai procedimenti sanzionatori per abusi edilizi durante il condono?

La presentazione di domanda di condono sospende generalmente i procedimenti sanzionatori amministrativi. Se la domanda è accolta, l’abuso è sanato; se rigettata, i procedimenti riprendono.

Norme collegate

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.