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La Corte restituisce gli atti al Tribunale di Firenze sulla parte relativa all’arresto obbligatorio per inottemperanza all’ordine di espulsione, già dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 223/2004; dichiara invece manifestamente inammissibile la parte sul rito direttissimo per difetto di motivazione.

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Di cosa si tratta

Il Tribunale di Firenze aveva sollevato questione di legittimità del combinato disposto dell’art. 558 c.p.p. e degli artt. 13 e 14 del T.U. immigrazione (d.lgs. 286/1998) modificati dalla legge Bossi-Fini (l. n. 189/2002), nella parte in cui prevedevano arresto obbligatorio per il reato contravvenzionale di mancata ottemperanza all’ordine di espulsione e obbligo di procedere con rito direttissimo con nulla osta automatico all’espulsione.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Firenze (con ventisei ordinanze) contestava gli artt. 2, 3, 10, 13, 24, 101 e 111 della Costituzione, ritenendo irragionevole l’arresto obbligatorio per un reato contravvenzionale e lesivo del diritto di difesa il meccanismo automatico di nulla osta all’espulsione.

La decisione della Corte

La Corte dispone la restituzione degli atti per le questioni sull’art. 14, comma 5-quinquies (arresto obbligatorio), già dichiarato incostituzionale con la sentenza n. 223/2004. Dichiara invece manifestamente inammissibili le questioni sul rito direttissimo (artt. 24, 101 e 111 Cost.) per difetto di motivazione.

Il principio

Quando la norma impugnata incidentalmente è nel frattempo stata dichiarata incostituzionale, la Corte restituisce gli atti al giudice rimettente affinché valuti l’incidenza della declaratoria sul giudizio pendente.

Domande e risposte

Perché l’arresto obbligatorio per una contravvenzione era problematico?

Per le contravvenzioni non è applicabile la custodia cautelare (art. 280 c.p.p.). L’arrestato doveva quindi essere immediatamente rimesso in libertà dal PM, rendendo l’arresto privo di utilità processuale e costituzionalmente problematico (art. 13 Cost.).

Cosa aveva deciso la sentenza n. 223 del 2004?

La Corte aveva dichiarato incostituzionale l’art. 14, comma 5-quinquies, nella parte in cui rendeva obbligatorio l’arresto per il reato di inottemperanza all’ordine di espulsione, trattandosi di misura inutile e sproporzionata.

Qual è la differenza tra reato contravvenzionale e delitto ai fini delle misure cautelari?

I delitti consentono misure cautelari personali (art. 280 c.p.p.) quando la pena massima supera tre anni. Le contravvenzioni, invece, non lo permettono in via ordinaria, rendendo l’arresto obbligatorio per tali reati strutturalmente incompatibile con il sistema cautelare.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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