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La norma che assoggetta al segreto d’ufficio tutta la documentazione in possesso della CONSOB acquisita nell’attività di vigilanza (art. 4, comma 10, d.lgs. 58/1998 – TUF) non contrasta con gli artt. 3, 24, 76 e 97 della Costituzione. La questione, sollevata dal Consiglio di Stato, è dichiarata non fondata.
Di cosa si tratta
Una società di revisione contabile coinvolta in un procedimento sanzionatorio CONSOB – poi archiviato – aveva chiesto di accedere al fascicolo che la riguardava, ai fini di una controversia civile con il proprio cliente. La CONSOB aveva negato l’accesso invocando il segreto d’ufficio sancito dall’art. 4, comma 10, del TUF. Il Consiglio di Stato aveva dubitato della costituzionalità di tale norma.
La questione di legittimità costituzionale
Il Consiglio di Stato ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 10, del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), in riferimento agli artt. 3, 24, 76 e 97 Cost., nella parte in cui assoggetta al segreto d’ufficio l’intera documentazione della CONSOB acquisita nell’attività di vigilanza, senza eccezioni.
La decisione della Corte
La Corte dichiara non fondata la questione. Il segreto d’ufficio della CONSOB è giustificato dall’esigenza di garantire l’efficacia dell’attività di vigilanza sui mercati finanziari; la delimitazione normativa è ritenuta compatibile con i parametri costituzionali evocati.
Il principio
Il legislatore può legittimamente estendere il segreto d’ufficio all’intera documentazione acquisita da un’autorità di vigilanza finanziaria nell’esercizio delle sue funzioni, senza che ciò violi il diritto di difesa o il principio di uguaglianza, purché tale scelta sia sorretta da adeguate ragioni di interesse pubblico.
Domande e risposte
Perché la CONSOB può opporre il segreto d’ufficio anche su procedimenti archiviati?
Il TUF non distingue tra procedimenti attivi e archiviati: l’intera documentazione è coperta da segreto. La Corte ha ritenuto questa scelta rientrante nella discrezionalità del legislatore, considerata la necessità di tutelare l’integrità del sistema di vigilanza.
Cosa prevede l’art. 24 Cost. sul diritto di difesa?
L’art. 24 Cost. garantisce il diritto di agire e difendersi in giudizio. La Corte ha ritenuto che il segreto CONSOB non lo comprima in modo irragionevole, poiché esistono altri strumenti per raccogliere prove in sede civile.
Questo segreto vale anche verso i soggetti vigilati?
Sì: la norma non prevede eccezioni nemmeno per i soggetti direttamente coinvolti nel procedimento sanzionatorio. È questa integralità della copertura che il Consiglio di Stato aveva contestato, senza però trovare accoglimento presso la Corte costituzionale.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di uguaglianza e ragionevolezza delle norme
- Art. 24 della Costituzione — Diritto di difesa in giudizio
- Art. 97 della Costituzione — Buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione
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