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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sull’art. 19, comma 2, lett. d), del T.U. immigrazione (d.lgs. n. 286/1998), sollevata dal Giudice di pace di Catania in relazione al divieto di espulsione. Il rimettente chiedeva di estendere il beneficio della sospensione del provvedimento di espulsione anche al padre naturale extracomunitario il cui convivente si trovi in stato di gravidanza o abbia un figlio di età inferiore a sei mesi.

Di cosa si tratta

L’art. 19 del T.U. immigrazione vieta l’espulsione in alcune ipotesi di particolare tutela familiare. La norma, dopo la sentenza n. 376 del 2000 della Corte costituzionale, era già stata estesa al coniuge della donna in stato di gravidanza. Il Giudice di pace di Catania chiedeva un’ulteriore estensione al padre naturale non coniugato convivente con la gestante.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Catania ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 2, lettera d), del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, in riferimento agli artt. 2, 3, 29, 30 e 31 della Costituzione, nella parte in cui non estende al padre naturale extracomunitario il divieto di espulsione in caso di convivente in gravidanza o con prole infrasemestrale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione. Il rimettente non ha dimostrato la sussistenza dei presupposti di rilevanza nel giudizio a quo, non avendo adeguatamente verificato se la situazione concreta rientrasse nell’ambito applicativo della norma eventualmente ampliata in via additiva.

Il principio

Una questione di legittimità costituzionale che chiede alla Corte una pronuncia additiva estensiva di un beneficio deve essere sorretta da una motivazione rigorosa sulla rilevanza nel giudizio a quo: il giudice rimettente deve verificare che, se la norma fosse ampliata nel senso richiesto, la situazione concreta ricadrebbe nell’ambito del beneficio.

Domande e risposte

Chi è protetto dal divieto di espulsione previsto dall’art. 19 T.U. immigrazione?

Tra i soggetti protetti vi sono le donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi al parto, i minori, il coniuge convivente della donna in gravidanza o con figlio infrasemestrale. Le estensioni si sono succedute nel tempo per via legislativa e giurisprudenziale.

La situazione del padre naturale convivente è rimasta priva di tutela?

No: successive pronunce della Corte e modifiche legislative hanno progressivamente esteso le tutele ai conviventi more uxorio e ai padri naturali. La questione era dunque di grande rilevanza pratica per le famiglie di fatto straniere presenti in Italia.

Cosa significa «prole dall’età infrasemestrale»?

Si intende un figlio di età inferiore a sei mesi. Nei primi sei mesi di vita del bambino, l’ordinamento ritiene che la presenza di entrambi i genitori sia particolarmente necessaria, tanto da vietare l’espulsione anche del genitore straniero in situazione irregolare.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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