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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato estinto il processo nel giudizio promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri contro la legge della Regione Puglia n. 22 del 2006 (assestamento e prima variazione del bilancio di previsione). L’estinzione è sopravvenuta per rinuncia al ricorso da parte del Governo, presumibilmente a seguito di modifiche normative della regione impugnata.

Di cosa si tratta

Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato davanti alla Corte costituzionale alcune disposizioni della legge regionale pugliese n. 22 del 2006, contestando la disciplina di bilancio e alcune norme tributarie (in materia di tassa automobilistica) per contrasto con gli artt. 81 e 117 della Costituzione. Nel corso del giudizio è intervenuta la rinuncia al ricorso, con conseguente estinzione del processo.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva promosso questioni di legittimità costituzionale del titolo II (capi VI-XI), del titolo III e degli artt. 7 e 31 della legge della Regione Puglia 19 luglio 2006, n. 22, in riferimento agli artt. 81 e 117 della Costituzione e ad altre norme statali sul coordinamento della finanza pubblica.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato estinto il processo, in seguito alla rinuncia al ricorso da parte del Presidente del Consiglio dei ministri. L’estinzione è l’esito tipico dei conflitti Stato-Regioni quando la norma impugnata viene modificata o abrogata prima della decisione di merito.

Il principio

Nei giudizi in via principale (ricorso diretto dello Stato o delle Regioni contro leggi), la sopravvenuta modifica o abrogazione della norma impugnata rende possibile la rinuncia al ricorso, cui consegue l’estinzione del processo costituzionale senza che la Corte si pronunci nel merito della questione.

Domande e risposte

Cosa significa che il processo si estingue per rinuncia al ricorso?

Significa che il ricorrente (nel caso lo Stato) decide di abbandonare il ricorso prima che la Corte si pronunci nel merito. Ciò avviene di solito perché la norma impugnata è stata modificata, abrogata o resa inapplicabile nelle more del giudizio.

Perché il Governo impugna le leggi regionali davanti alla Corte costituzionale?

Il Governo può impugnare in via principale le leggi regionali che ritiene in contrasto con la Costituzione o con la legislazione statale concorrente, entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale regionale. Il giudizio si svolge in camera di consiglio o in udienza pubblica.

L’estinzione ha effetti sulla norma regionale?

No: l’estinzione del processo costituzionale lascia in vigore la norma regionale. Non equivale a una pronuncia di legittimità: la questione potrebbe essere sollevata nuovamente in futuro in via incidentale da un giudice comune.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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