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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara estinto il processo nel conflitto di attribuzioni promosso dalla Regione Calabria contro il DPEF 2010-2013 e la delibera CIPE n. 77/09. La Regione ha rinunciato al ricorso con accettazione dello Stato, determinando l’estinzione del giudizio senza esame del merito.

Di cosa si tratta

La Regione Calabria aveva sollevato conflitto di attribuzioni contro la delibera del CIPE del 31 luglio 2009, n. 77/09 (relativa al Documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2013), ritenendo che le previsioni del DPEF e le risoluzioni parlamentari di approvazione ledessero le proprie attribuzioni costituzionali. Successivamente la Regione ha rinunciato al ricorso.

La questione di legittimità costituzionale

Il conflitto riguardava le attribuzioni della Regione Calabria in relazione alla programmazione finanziaria statale contenuta nel DPEF 2010-2013 e nella delibera CIPE n. 77/09. La Regione lamentava che le scelte di allocazione delle risorse statali incidessero sulle proprie competenze finanziarie e programmatiche.

La decisione della Corte

Ai sensi dell’art. 25 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso seguita dalla relativa accettazione della controparte produce l’estinzione del processo. La Corte prende atto della rinuncia e dell’accettazione dello Stato, dichiarando estinto il giudizio.

Il principio

Nel conflitto di attribuzioni tra enti, come nel ricorso in via principale, la parte ricorrente può rinunciare al ricorso in qualsiasi momento prima della decisione. L’accettazione della controparte — necessaria perché il processo non si estingua automaticamente — determina la cessazione del giudizio senza pronuncia sul merito, lasciando impregiudicate le questioni costituzionali sollevate.

Domande e risposte

Cos’è il DPEF e perché una Regione può impugnarlo?

Il Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF, poi sostituito dal DEF) è l’atto con cui il Governo definisce gli obiettivi di finanza pubblica per il triennio successivo, inclusa l’allocazione delle risorse tra livelli di governo. Se una Regione ritiene che le scelte del DPEF ledano le proprie attribuzioni costituzionali, può proporre conflitto di attribuzioni davanti alla Corte.

La delibera CIPE può essere impugnata in sede costituzionale?

Sì: se la delibera CIPE incide su attribuzioni costituzionalmente garantite alle Regioni, queste possono sollevare conflitto di attribuzioni. Tuttavia, la Corte verifica preliminarmente se l’atto abbia un’autonoma attitudine lesiva della sfera di competenza regionale.

Cosa succede alle attribuzioni regionali dopo l’estinzione del processo?

L’estinzione lascia impregiudicate le questioni costituzionali sollevate: la Regione non rinuncia ai propri diritti costituzionali, ma solo al processo in corso. Potrà in futuro contestare atti analoghi con nuovi ricorsi.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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