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La Corte dichiara parzialmente incostituzionale la norma della legge di stabilità 2015 sul riparto dei fondi per il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale, nella parte in cui prevede che il decreto ministeriale sia adottato solo «sentita» la Conferenza Stato-Regioni anziché «d’intesa» con essa.
Di cosa si tratta
Lo Stato aveva stanziato risorse per rinnovare gli autobus destinati al trasporto pubblico locale, materia di competenza delle Regioni. La Regione Campania contestava che il riparto delle risorse fosse deciso con un decreto ministeriale adottato dopo aver semplicemente «sentito» le Regioni, senza un loro coinvolgimento più forte.
La questione di legittimità costituzionale
La Regione Campania ha impugnato l’art. 1, comma 224, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, in riferimento agli artt. 117, quarto comma, 119, quinto comma, 5 e 120 della Costituzione, lamentando un intervento statale in materia regionale e l’inadeguatezza del meccanismo di leale collaborazione.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma limitatamente alla previsione del decreto adottato «sentita» la Conferenza Stato-Regioni, anziché «d’intesa» con essa. Trattandosi di materia di competenza residuale regionale (trasporto pubblico locale), il riparto delle risorse richiede il più ampio coinvolgimento delle Regioni attraverso lo strumento dell’intesa, tanto più che tra i criteri figura anche il cofinanziamento regionale e locale.
Il principio
Quando lo Stato finanzia interventi che incidono su materie di competenza regionale residuale, il principio di leale collaborazione impone un coinvolgimento «forte» delle Regioni: il riparto delle risorse deve avvenire «d’intesa» con la Conferenza Stato-Regioni, non con il più debole parere reso «sentita» la Conferenza.
Domande e risposte
Cosa ha deciso la Corte?
Ha dichiarato incostituzionale la norma solo nella parte in cui prevedeva il decreto «sentita» la Conferenza Stato-Regioni invece che «d’intesa» con essa.
Perché serviva l’intesa e non il semplice parere?
Perché il trasporto pubblico locale è materia di competenza regionale residuale: il riparto di fondi statali in tale ambito richiede una forma di coinvolgimento decisionale forte delle Regioni.
Lo Stato poteva comunque finanziare il settore?
Sì: la Corte ha ritenuto ammissibile il finanziamento statale per assicurare standard uniformi di sicurezza ed efficienza sul territorio nazionale, ma con il metodo dell’intesa.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — Il trasporto pubblico locale rientra nella competenza residuale regionale ex art. 117, quarto comma.
- Art. 119 della Costituzione — L’autonomia finanziaria regionale e i limiti ai finanziamenti statali di scopo erano in discussione ex art. 119.
- Art. 120 della Costituzione — Il principio di leale collaborazione, che impone l’intesa, si collega anche a questo parametro.
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