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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 259/2022 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni con cui lo Stato contestava la disciplina della Regione Basilicata sulle gare per le grandi concessioni idroelettriche.

Di cosa si tratta

Le grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico sono affidate tramite concessioni che valgono molti anni e hanno un forte impatto economico e ambientale. La legge statale ha demandato alle Regioni la disciplina di vari aspetti delle relative gare: requisiti degli operatori, criteri di aggiudicazione, valutazione dei progetti. La Regione Basilicata aveva esercitato questa competenza con una propria legge. Il Presidente del Consiglio dei ministri l’ha impugnata, ritenendo che alcune scelte regionali violassero i principi fondamentali fissati dallo Stato in materia di energia. La Corte, pero, non ha esaminato il merito: ha riscontrato ragioni processuali che le hanno impedito di pronunciarsi. La vicenda mostra come, in settori strategici come l’energia, il confine tra principi statali e disciplina regionale sia spesso oggetto di contenzioso davanti alla Corte costituzionale.

La questione di legittimita costituzionale

Erano impugnate, in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri, varie disposizioni della legge della Regione Basilicata n. 29 del 2021 sulle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, per contrasto con l’art. 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di produzione dell’energia, di competenza concorrente.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni, oltre all’intervento di una societa nel giudizio. Si tratta di una pronuncia di rito: la Corte non ha valutato se le norme regionali fossero o meno legittime, ma ha rilevato ostacoli processuali che le hanno impedito l’esame nel merito. Le disposizioni regionali restano in vigore, ma la questione di fondo non e stata decisa.

Il principio

Nel giudizio in via principale, la Corte puo dichiarare inammissibili le censure quando difettano i presupposti processuali, senza pronunciarsi sulla legittimita delle norme regionali. La ripartizione tra principi statali e disciplina regionale in materia di energia resta cosi impregiudicata.

Domande e risposte

Inammissibile vuol dire che la Regione ha vinto?

No. La Corte non ha detto che le norme regionali sono legittime, ma che non poteva esaminarle per ragioni processuali. Le disposizioni restano in vigore, ma il dubbio sulla loro conformita alla Costituzione non e stato sciolto.

Chi disciplina le concessioni idroelettriche?

La materia dell’energia e di competenza concorrente: lo Stato fissa i principi fondamentali e le Regioni dettano la disciplina di dettaglio, compresi diversi aspetti delle gare per le grandi derivazioni.

Perche conta il riparto di competenze in questo settore?

Perche le concessioni idroelettriche incidono su risorse strategiche e sull’ambiente: stabilire chi puo regolarle e come e essenziale per garantire coerenza e tutela degli interessi pubblici.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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