Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 57/2023 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime solo alcune disposizioni della legge della Regione Sardegna sulla canapa industriale, salvando la maggior parte della normativa che promuoveva la coltivazione e la filiera.
Di cosa si tratta
La canapa industriale è una coltura agricola consentita, con bassissimo contenuto di principi psicoattivi, usata per fibre, alimenti, cosmetici ed edilizia. La sua disciplina si muove però su un terreno delicato, perché incrocia la normativa statale in materia di sostanze stupefacenti e di ordine pubblico, riservata allo Stato. La legge della Regione Sardegna 11 aprile 2022, n. 6 sosteneva e promuoveva la coltivazione e la filiera della canapa industriale. Il Presidente del Consiglio dei ministri ne ha impugnato varie disposizioni, temendo invasioni della competenza statale. La Corte ha esaminato articolo per articolo, distinguendo tra le norme che effettivamente sconfinavano in ambiti riservati allo Stato e quelle che restavano nel legittimo sostegno regionale all’agricoltura. Il caso è significativo perché mostra come una stessa legge possa contenere parti incostituzionali e parti pienamente valide, e come il controllo della Corte sia chirurgico: colpisce solo ciò che eccede i limiti, preservando il resto.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato più disposizioni della legge reg. Sardegna n. 6 del 2022, in riferimento agli artt. 3 e 4 dello statuto speciale, all’art. 81, terzo comma, e all’art. 117, commi secondo, lettera h), e terzo, della Costituzione, in materia di sostanze stupefacenti, ordine pubblico e copertura della spesa.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, lettere h) e i), della legge reg. Sardegna n. 6 del 2022. Ha dichiarato inammissibili le questioni sull’art. 2, comma 2, lettera c), e non fondate quelle su numerose altre disposizioni (artt. 1, comma 5; 2, comma 2, lettere a) e b); 8, nei sensi di cui in motivazione; e 9, riguardo alla copertura della spesa). La maggior parte della legge è stata quindi salvata, in quanto rientrante nel legittimo sostegno regionale alla filiera agricola.
Il principio
Le Regioni possono sostenere e promuovere la coltivazione della canapa industriale come attività agricola, purché non invadano la competenza statale in materia di sostanze stupefacenti e ordine pubblico. Il controllo della Corte è selettivo: annulla solo le disposizioni che eccedono i limiti, lasciando in vigore quelle legittime.
Domande e risposte
La canapa industriale è una coltura legale?
Sì. La canapa industriale, con contenuto di principi psicoattivi entro i limiti di legge, è una coltura agricola consentita, impiegata in numerosi settori produttivi.
Perché alcune norme sarde sono state annullate?
Perché alcune disposizioni dell’art. 3 sconfinavano in ambiti riservati allo Stato; il resto della legge, relativo al sostegno della filiera agricola, è stato invece ritenuto legittimo.
Cosa significa che la Corte decide «articolo per articolo»?
Significa che il controllo è chirurgico: la Corte non annulla l’intera legge, ma valuta ogni disposizione, colpendo solo quelle incostituzionali e preservando le altre.
La Regione può continuare a finanziare la filiera della canapa?
Sì. La questione sulla copertura della spesa è stata respinta: la disposizione non era immediatamente foriera di nuovi oneri, fermo restando che ogni futura erogazione dovrà avere adeguata quantificazione e copertura.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione – competenza esclusiva statale in materia di ordine pubblico e sicurezza, e riparto con le Regioni.
- Art. 81 della Costituzione – obbligo di copertura della spesa, parametro respinto dalla Corte.
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Vedi anche
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