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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 32/2023 la Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima una norma pugliese sull’accreditamento delle strutture sanitarie, perché in contrasto con i princìpi fondamentali statali in materia di tutela della salute.

Di cosa si tratta

La legge della Regione Puglia n. 9 del 2017 disciplina l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private. L’accreditamento è il procedimento con cui una struttura viene riconosciuta idonea a erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario, ed è regolato da princìpi fondamentali che lo Stato fissa per garantire uniformità e qualità su tutto il territorio nazionale. Una disposizione pugliese prevedeva una deroga, consentendo modifiche, ampliamenti e trasformazioni di strutture già accreditate al di fuori dei limiti generali. La Corte ha verificato se questa deroga rispettasse i princìpi statali della materia, di competenza concorrente tra Stato e Regioni: in gioco c’era l’equilibrio tra l’autonomia regionale nell’organizzare la sanità e la cornice unitaria che lo Stato deve assicurare.

La questione di legittimità costituzionale

La questione, sollevata in via incidentale, riguardava l’art. 19, comma 3, della legge reg. Puglia n. 9 del 2017, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, che attribuisce la tutela della salute alla competenza concorrente: spetta allo Stato dettare i princìpi fondamentali, alle Regioni la disciplina di dettaglio.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 19, comma 3, della legge reg. Puglia n. 9 del 2017, limitatamente alla parte che introduceva una deroga per modifiche, ampliamenti e trasformazioni di strutture già accreditate. La Regione aveva travalicato i princìpi fondamentali statali in materia di accreditamento sanitario.

Il principio

Nella tutela della salute, materia di competenza concorrente, la Regione non può derogare ai princìpi fondamentali fissati dallo Stato in tema di accreditamento delle strutture sanitarie: la disposizione che lo fa è illegittima.

Domande e risposte

Cosa cambia per le strutture sanitarie pugliesi?

Viene meno la deroga che consentiva modifiche e ampliamenti di strutture già accreditate al di fuori dei limiti generali: si torna ad applicare la disciplina ordinaria conforme ai princìpi statali.

Perché la sanità è materia concorrente?

Perché la Costituzione, all’art. 117, affida allo Stato i princìpi fondamentali della tutela della salute e alle Regioni la disciplina di dettaglio e l’organizzazione concreta dei servizi.

Cos’è l’accreditamento di una struttura sanitaria?

È il riconoscimento che abilita una struttura a erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale, subordinato al possesso di requisiti di qualità e organizzazione.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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