Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con l’ordinanza n. 98/2025 la Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione promosso dal Comitato promotore del referendum sulla cittadinanza contro la delibera della Commissione di vigilanza RAI sulla comunicazione politica per i referendum dell’8-9 giugno 2025.
Di cosa si tratta
In vista dei referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno 2025, la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (la cosiddetta Commissione di vigilanza RAI) ha approvato, il 2 aprile 2025, una delibera sulla comunicazione politica, i messaggi autogestiti e l’informazione del servizio pubblico durante la campagna referendaria. Il Comitato promotore del referendum sulla cittadinanza, ritenendo che quella delibera ledesse le proprie prerogative costituzionali in materia di parita di accesso ai mezzi di informazione (la cosiddetta par condicio), ha promosso un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Questo strumento serve a far decidere alla Corte chi, tra diversi soggetti dotati di poteri costituzionali, abbia titolo a compiere determinati atti. Il giudizio si svolge in due fasi: prima la Corte verifica solo se il conflitto sia ammissibile (cioe se ricorrano i presupposti per esaminarlo), poi, eventualmente, decide nel merito. Questa ordinanza riguarda solo la prima fase.
La questione
Il Comitato promotore Referendum cittadinanza, nella persona del suo legale rappresentante, ha promosso un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della Commissione parlamentare di vigilanza RAI, contestando la delibera 2 aprile 2025 sulla comunicazione politica per la campagna referendaria. Si tratta della fase di ammissibilita del conflitto; relatore Marco D’Alberti.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato ammissibile, ai sensi dell’art. 37 della legge n. 87 del 1953, il ricorso per conflitto di attribuzione. Cio non significa che il Comitato abbia ragione nel merito: l’ordinanza si limita a riconoscere che il conflitto puo essere esaminato. La Corte ha quindi disposto le comunicazioni e le notifiche del ricorso alla Commissione di vigilanza, per consentire la prosecuzione del giudizio nel contraddittorio tra le parti.
Il principio
La dichiarazione di ammissibilita del conflitto attesta solo che ricorrono i presupposti soggettivi e oggettivi per il suo esame: la decisione sulla effettiva lesione delle attribuzioni del Comitato promotore e rinviata alla successiva fase di merito.
Domande e risposte
Cos’e un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato?
E il giudizio con cui la Corte costituzionale stabilisce a quale potere dello Stato spetti compiere un determinato atto, quando uno ritiene che un altro abbia invaso le sue competenze.
La Corte ha dato ragione al Comitato del referendum?
No, non nel merito. Ha solo dichiarato ammissibile il ricorso: il giudizio prosegue e la decisione sostanziale verra presa in una fase successiva.
Cos’e la “par condicio”?
E il principio di parita di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie, a tutela dell’eguaglianza tra le diverse posizioni in gioco.
Cosa succede ora?
Il ricorso e l’ordinanza vanno notificati alla Commissione di vigilanza RAI; il giudizio prosegue nel contraddittorio per la decisione di merito.
Norme collegate
- Art. 21 della Costituzione — liberta di manifestazione del pensiero e informazione.
- Art. 75 della Costituzione — referendum abrogativo.
- Art. 134 della Costituzione — conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato.
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Vedi anche
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