Testo dell'articoloVigente
Art. 121 L. 633/1941
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Se l'autore muore o si trova nella impossibilità di condurre l'opera a termine, dopo che una parte notevole ed a sé stante è stata compiuta e consegnata, l'editore ha la scelta di considerare risoluto il contratto, oppure di considerarlo compiuto per la parte consegnata, pagando un compenso proporzionato, salvo che l'autore abbia manifestato o manifesti la volontà che l'opera non sia pubblicata se non compiuta interamente, o uguale volontà sia manifestata dalle persone indicate nell'art.
23.
Se la risoluzione ha luogo a richiesta dell'autore o dei suoi eredi l'opera incompiuta non può essere ceduta ad altri, sotto pena del risarcimento del danno.
Fonte: Normattiva.it.
In sintesi
Indice dei contenuti
Se l'autore muore o non può completare l'opera dopo aver consegnato una parte notevole e autonoma, l'editore può risolvere il contratto o considerarlo compiuto per la parte consegnata, pagando un compenso proporzionato.
L'opera rimasta incompiuta
L'art. 121 affronta un'evenienza drammatica ma non rara: l'autore muore o diventa impossibilitato a portare a termine l'opera, dopo averne però già realizzato e consegnato una parte notevole e autonoma. La legge offre una soluzione equilibrata, riconoscendo all'editore una scelta ma ponendo limiti a tutela della volontà dell'autore.
La doppia opzione dell'editore
Di fronte all'opera incompiuta, l'editore può considerare risolto il contratto - liberandosi del vincolo - oppure considerarlo compiuto per la parte consegnata, pubblicando quanto ricevuto e pagando un compenso proporzionato al lavoro effettivamente svolto. È una facoltà che consente all'editore di valutare se la parte già realizzata abbia un valore tale da giustificare comunque la pubblicazione.
Il limite della volontà dell'autore
La scelta dell'editore non è però illimitata. Essa è esclusa se l'autore ha manifestato - o se manifestano le persone indicate nell'art. 23 (i familiari legittimati a tutela del diritto morale dopo la morte) - la volontà che l'opera non sia pubblicata se non completa. È il rispetto del diritto morale: nessuno può imporre la pubblicazione di un frammento se l'autore voleva che l'opera apparisse solo finita.
La sorte dell'opera incompiuta
Infine, la norma protegge l'opera incompiuta da usi non graditi. Se la risoluzione avviene su richiesta dell'autore o dei suoi eredi, l'opera incompiuta non può essere ceduta ad altri, sotto pena di risarcimento del danno. Si evita che un'opera che l'autore non ha voluto vedere completata o pubblicata finisca nelle mani di terzi contro la sua volontà, a tutela tanto del profilo morale quanto degli interessi della famiglia.
Casi pratici
Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.
Esempio 1 - La parte pubblicabile
Tizio muore dopo aver consegnato una parte notevole e autonoma dell'opera. L'editore valuta che quanto ricevuto abbia valore compiuto e sceglie di considerare il contratto eseguito per quella parte, pagando agli eredi un compenso proporzionato.
Esempio 2 - La volontà di non pubblicare l'incompiuto
Caio aveva dichiarato che l'opera non andasse pubblicata se non interamente completata. Alla sua morte, l'editore non può pubblicare la parte consegnata: la volontà dell'autore, tutelata dall'art. 121, prevale.
Domande frequenti
Cosa accade se l'autore muore prima di finire l'opera?
Se ha consegnato una parte notevole e autonoma, l'editore può risolvere il contratto o considerarlo compiuto per quella parte, con compenso proporzionato.
L'editore può sempre pubblicare la parte consegnata?
No: non può, se l'autore o i familiari dell'art. 23 hanno manifestato la volontà che l'opera non sia pubblicata se non completa.
Cosa significa compenso proporzionato?
Un compenso commisurato alla parte di opera effettivamente compiuta e consegnata.
L'opera incompiuta può essere data a un altro editore?
No, se la risoluzione avviene su richiesta dell'autore o degli eredi: la cessione ad altri è vietata a pena di risarcimento del danno.
Quale principio protegge questa norma?
Il diritto morale dell'autore e la sua volontà sulla pubblicazione, bilanciati con gli interessi economici dell'editore.