Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 135 L. 633/1941

Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

Il fallimento dell'editore non determina la risoluzione del contratto di edizione.

Il contratto di edizione è tuttavia risolto se il curatore, entro un anno dalla dichiarazione del fallimento, non continua l'esercizio dell'azienda editoriale o non la cede ad un altro editore nelle condizioni indicate nell'art.

132.

Fonte: Normattiva.it.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

In sintesi

  • Il fallimento dell'editore non determina, di per sé, la risoluzione del contratto di edizione.
  • Il contratto è però risolto se il curatore, entro un anno dalla dichiarazione di fallimento, non continua l'esercizio dell'azienda editoriale.
  • O se non la cede ad altro editore alle condizioni indicate nell'art. 132.
Indice dei contenuti

Il fallimento dell'editore non risolve automaticamente il contratto di edizione; questo si risolve se entro un anno il curatore non continua l'attività editoriale o non la cede ad altro editore alle condizioni dell'art. 132.

Il contratto di edizione e il fallimento

L'art. 135 affronta cosa accade al contratto di edizione quando l'editore fallisce (oggi si parlerebbe di liquidazione giudiziale). La regola di principio è di favore per la continuità: il fallimento dell'editore non determina automaticamente la risoluzione del contratto. Il rapporto, in linea di principio, sopravvive all'apertura della procedura, a tutela dell'interesse alla pubblicazione dell'opera.

La ragione della sopravvivenza

Mantenere in vita il contratto serve a non pregiudicare l'autore e la diffusione dell'opera. Una risoluzione automatica potrebbe interrompere bruscamente la pubblicazione e disperdere il valore costruito attorno all'opera. La legge preferisce dare una chance di prosecuzione, affidando le sorti del contratto alle scelte della procedura concorsuale.

Il ruolo del curatore e il termine di un anno

Il punto di equilibrio è il comportamento del curatore entro un anno dalla dichiarazione di fallimento. Il contratto si risolve se, in quel termine, il curatore non compie una di due scelte: continuare l'esercizio dell'azienda editoriale, oppure cederla ad altro editore. In altre parole, il rapporto sopravvive solo se vi è un soggetto - il curatore o un nuovo editore - che ne assicura la prosecuzione effettiva. In mancanza, l'autore è liberato e riacquista i propri diritti.

Il rinvio all'art. 132

La cessione dell'azienda a un altro editore deve avvenire alle condizioni dell'art. 132. Si applica quindi anche qui il limite a tutela dell'opera: il trasferimento non è ammesso se reca pregiudizio alla reputazione o alla diffusione dell'opera. Anche nel contesto del fallimento, dunque, l'interesse dell'autore al corretto sfruttamento della propria creazione resta protetto: la continuità del contratto non può tradursi in un danno per l'opera.

Casi pratici

Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.

Esempio 1 - La prosecuzione

L'editore fallisce, ma entro l'anno il curatore continua l'esercizio dell'azienda editoriale. Il contratto con Tizio prosegue: il fallimento non lo ha risolto e l'attività editoriale continua.

Esempio 2 - L'inerzia del curatore

Trascorre un anno dalla dichiarazione di fallimento senza che il curatore continui l'attività né ceda l'azienda ad altro editore. Il contratto di edizione di Caio si risolve e l'autore riacquista i propri diritti.

Domande frequenti

Il fallimento dell'editore risolve il contratto di edizione?

No automaticamente: il contratto sopravvive, salvo che il curatore non continui o ceda l'azienda entro un anno.

Entro quanto deve attivarsi il curatore?

Entro un anno dalla dichiarazione di fallimento, continuando l'esercizio dell'azienda o cedendola ad altro editore.

Cosa succede se il curatore resta inerte?

Il contratto si risolve e l'autore riacquista la disponibilità dei propri diritti.

A quali condizioni può essere ceduta l'azienda?

A quelle dell'art. 132: senza pregiudizio alla reputazione o alla diffusione dell'opera.

Perché il contratto non si risolve subito col fallimento?

Per favorire la continuità della pubblicazione e tutelare l'autore e la diffusione dell'opera.

Ultimo aggiornamento redazionale: 6 giugno 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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