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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 21 della L. 218/1995 stabilisce il criterio per risolvere, nell'ambito dei rapporti internazionali, il problema della commorienza: quando occorre accertare chi tra due persone sia sopravvissuta all'altra e non risulti quale delle due sia morta per prima, il momento della morte si determina in base alla legge che regola il rapporto giuridico rispetto al quale l'accertamento è rilevante. Si tratta di una norma di conflitto che rinvia alla lex causae del rapporto principale, evitando soluzioni arbitrarie.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 21 L. 218/1995 — Commorienza

Legge 31 maggio 1995, n. 218 — Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato

1. Quando occorre stabilire la sopravvivenza di una persona ad un’altra e non consta quale di esse sia morta prima, il momento della morte si accerta in base alla legge regolatrice del rapporto rispetto al quale l’accertamento rileva. articolo precedente articolo successivo

In sintesi

L'articolo 21 della L. 218/1995 stabilisce il criterio per risolvere, nell'ambito dei rapporti internazionali, il problema della commorienza: quando occorre accertare chi tra due persone sia sopravvissuta all'altra e non risulti quale delle due sia morta per prima, il momento della morte si determina in base alla legge che regola il rapporto giuridico rispetto al quale l'accertamento è rilevante. Si tratta di una norma di conflitto che rinvia alla lex causae del rapporto principale, evitando soluzioni arbitrarie.
Indice dei contenuti

Il problema della commorienza nei rapporti transnazionali

La commorienza si verifica quando due o più persone muoiono in circostanze che non consentono di stabilire quale di esse sia sopravvissuta all'altra, come avviene tipicamente in caso di incidenti stradali, catastrofi naturali o disastri aerei. Il problema ha importanti ricadute pratiche soprattutto in materia successoria: se due coniugi muoiono nello stesso sinistro senza che si possa stabilire chi sia sopravvissuto anche solo di pochi istanti, la questione di chi abbia ereditato i beni dell'altro (e chi quindi abbia trasmesso alla propria linea ereditaria quella quota) può produrre conseguenze patrimoniali rilevanti.

Il diritto italiano interno, nell'articolo 4 del codice civile, adotta la presunzione di morte simultanea: in assenza di prova contraria, i commorienti si presumono deceduti nello stesso momento. Altri ordinamenti adottano soluzioni diverse: alcuni presumono la sopravvivenza del più giovane, altri del più robusto, altri ancora invertono la presunzione in favore del genitore o del coniuge. Queste differenze rendono essenziale una norma di conflitto che indichi quale legge deve essere applicata quando il rapporto presenta elementi di internazionalità.

La soluzione della L. 218/1995: rinvio alla legge regolatrice del rapporto

L'articolo 21 risolve il conflitto mediante un rinvio alla legge regolatrice del rapporto rispetto al quale l'accertamento della sopravvivenza rileva. Si tratta di una scelta tecnica coerente: se la questione della commorienza si pone nell'ambito di una successione ereditaria, la legge applicabile alla successione (individuata secondo l'articolo 46 della stessa legge) determina anche la soluzione della commorienza. Se si pone nell'ambito di un rapporto contrattuale o assicurativo, sarà la legge regolatrice di quel contratto a fornire la risposta. Questo approccio evita frammentazioni e garantisce uniformità di trattamento all'interno dello stesso rapporto giuridico.

La norma non impone una soluzione sostanziale precisa (come farebbe una norma materiale speciale), ma si limita a indicare quale legge debba fornirla. Di conseguenza, la presunzione applicabile potrà essere quella della morte simultanea (come nel diritto italiano), della sopravvivenza del più giovane (come in certi sistemi di common law) o qualsiasi altra soluzione prevista dall'ordinamento richiamato. L'operatore giuridico deve dunque preliminarmente identificare la lex causae del rapporto principale, e solo in un secondo momento verificare come quella legge risolva il problema della commorienza.

Commorienza e successione ereditaria: il caso più frequente

L'applicazione più frequente e rilevante dell'articolo 21 è in materia successoria. Quando due coniugi di nazionalità diversa muoiono in un incidente e non è possibile stabilire l'ordine delle morti, ciascuna successione è regolata da una legge potenzialmente diversa. Se la legge applicabile alla successione del marito prevede la sopravvivenza della moglie (e quindi che la moglie abbia ereditato dal marito, salvo poi trasmettere i beni ai suoi eredi), mentre la legge applicabile alla successione della moglie prevede la morte simultanea, si possono generare risultati asimmetrici. L'articolo 21 non risolve questa possibile asimmetria: ogni successione è retta dalla sua lex causae, e la questione della commorienza è risolta secondo ciascuna di esse, anche se i risultati dovessero divergere. Spetta all'operatore valutare caso per caso le conseguenze di questa applicazione.

Aspetti processuali: onere della prova e giurisdizione

Sul piano processuale, l'articolo 21 ha ricadute sull'onere della prova. La legge regolatrice del rapporto determina non solo la presunzione applicabile ma anche chi è gravato dall'onere di dimostrare la sopravvivenza o la precedenza della morte. Il processo civile che si svolge in Italia è retto dalla legge italiana (articolo 12 della stessa legge), ma la distribuzione dell'onere della prova su questioni sostanziali di commorienza segue la lex causae indicata dall'articolo 21. La distinzione tra profili processuali e profili sostanziali della prova è tradizionalmente dibattuta in dottrina e può generare complessità nell'applicazione pratica.

Profili di diritto comparato: le diverse presunzioni nazionali

Gli ordinamenti nazionali adottano soluzioni eterogenee per il problema della commorienza. Il diritto italiano e quello francese presumono la morte simultanea (articolo 4 c.c. italiano; articolo 725-1 code civil francese). Il diritto tedesco (paragrafo 11 dello Verschollenheitsgesetz) non stabilisce alcuna presunzione di sopravvivenza reciproca: in mancanza di prova, nessuna delle persone si considera sopravvissuta all'altra. Il diritto inglese segue un approccio simile, mentre alcuni ordinamenti degli Stati Uniti del codice uniforme sulle successioni (Uniform Probate Code) presumevano la sopravvivenza del più anziano in certi casi, soluzione poi abbandonata. Conoscere queste differenze è essenziale per l'operatore italiano chiamato ad applicare la legge straniera richiamata dall'articolo 21: prima di applicare la presunzione, occorre ricostruire la soluzione adottata da quell'ordinamento, che può divergere significativamente da quella italiana.

Rapporto con altre norme della legge e profili sistematici

L'articolo 21 si inserisce nel capo dedicato alle persone fisiche (Capo I del Titolo III) insieme agli articoli 20 (capacità giuridica), 22 (scomparsa e morte presunta) e 23 (capacità di agire). Il filo conduttore è l'applicazione della legge nazionale per le questioni di stato personale, con deroghe funzionali alla lex causae del rapporto specifico quando la questione non attiene alla condizione generale della persona ma all'accertamento di un fatto (la morte e il suo ordine) strumentale a un determinato rapporto giuridico. L'articolo 22, che segue immediatamente, adotta un criterio diverso (ultima legge nazionale) per la scomparsa e la morte presunta, confermando che la legge sceglie criteri differenziati a seconda del tipo di questione da risolvere.

Casi pratici

Caso 1:

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Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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