← Torna a Codice delle comunicazioni elettroniche
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • È vietato agli aeromobili italiani o stranieri che si trovano nello spazio aereo territoriale italiano effettuare emissioni radioelettriche diverse da quelle previste dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze.
  • Il divieto si applica indifferentemente ad aeromobili nazionali e stranieri che si trovino entro lo spazio aereo italiano.
  • Ai trasgressori si applicano le sanzioni previste dall'articolo 98 del Codice.
  • La norma garantisce la protezione dello spettro radioelettrico allocato per usi aeronautici e civili nello spazio aereo italiano.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 205 D.Lgs. 259/2003 — Norme e divieti relativi ad emissioni radioelettriche nello spazio aereo territoriale

Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

1. È vietato agli aeromobili italiani o stranieri nello spazio aereo territoriale italiano di effettuare emissioni radio elettriche diverse da quelle stabilite dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze.

2. Ai trasgressori si applicano le sanzioni previste all’articolo 98. articolo precedente articolo successivo

In sintesi

  • È vietato agli aeromobili italiani o stranieri che si trovano nello spazio aereo territoriale italiano effettuare emissioni radioelettriche diverse da quelle previste dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze.
  • Il divieto si applica indifferentemente ad aeromobili nazionali e stranieri che si trovino entro lo spazio aereo italiano.
  • Ai trasgressori si applicano le sanzioni previste dall'articolo 98 del Codice.
  • La norma garantisce la protezione dello spettro radioelettrico allocato per usi aeronautici e civili nello spazio aereo italiano.
Indice dei contenuti

Il divieto di emissioni non autorizzate nello spazio aereo italiano

L'articolo 205 introduce un divieto assoluto e a portata generale: gli aeromobili — sia italiani sia stranieri — che si trovano nello spazio aereo territoriale italiano non possono effettuare emissioni radioelettriche diverse da quelle previste dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze. La norma presidia l'integrità del piano di allocazione dello spettro, garantendo che le frequenze assegnate a usi specifici non siano occupate da trasmissioni non autorizzate che potrebbero causare interferenze ai servizi autorizzati e, in particolare, alle comunicazioni aeronautiche di sicurezza.

Il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze come riferimento

Il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze è il documento con cui l'Italia recepisce le decisioni internazionali dell'UIT sulla gestione dello spettro radioelettrico e le adatta alle esigenze nazionali. Per il settore aeronautico, il Piano definisce le bande di frequenza allocate ai servizi aeronautici (VHF per la comunicazione aeromobile-terra, radar, ILS, VOR, sistemi di comunicazione emergenza) e stabilisce quali trasmissioni sono ammesse su ciascuna frequenza. Qualsiasi emissione radioelettrica da un aeromobile in volo nello spazio aereo italiano che non rientri nelle fattispecie autorizzate dal Piano costituisce una violazione dell'articolo 205.

Il principio di territorialità e la sua applicazione agli aeromobili stranieri

Un aspetto particolarmente rilevante della norma è la sua applicazione agli aeromobili stranieri. Normalmente, gli aeromobili stranieri che transitano nello spazio aereo italiano sono soggetti, per gli aspetti radioelettrici di bordo, alla normativa dello stato di immatricolazione (principio della bandiera). Tuttavia, per le emissioni radioelettriche effettuate nello spazio aereo territoriale italiano, il principio di territorialità prevale: il divieto si applica a tutti gli aeromobili presenti in quello spazio, indipendentemente dalla loro bandiera. Questa estensione è giustificata dal fatto che le emissioni non autorizzate causano interferenze nel territorio italiano, compromettendo l'integrità delle comunicazioni aeronautiche locali.

Il rinvio alle sanzioni dell'articolo 98

Il comma 2 rinvia alle sanzioni dell'articolo 98 per i trasgressori. L'articolo 98 del Codice prevede sanzioni per l'uso non autorizzato delle frequenze radioelettriche. Il rinvio garantisce coerenza nel regime sanzionatorio, applicando ai trasgressori le stesse sanzioni previste per chiunque effettui emissioni radioelettriche non conformi al piano di ripartizione delle frequenze, indipendentemente dal mezzo (terrestre, navale o aereo) dal quale le emissioni sono effettuate.

Implicazioni pratiche

Per i piloti e gli operatori di aeromobili, la norma impone di effettuare trasmissioni radioelettriche esclusivamente sulle frequenze autorizzate per l'aeromobile e per il tipo di comunicazione che si intende effettuare. L'utilizzo non autorizzato di frequenze allocate ad altri servizi — ad esempio, l'uso di frequenze marine su un aeromobile in volo — costituisce una violazione dell'articolo 205. Per gli aeromobili stranieri, vale la stessa regola nello spazio aereo italiano, anche se il loro Stato di immatricolazione avesse norme più permissive.

Casi pratici

Caso 1: Emissione radioelettrica non autorizzata da un aeromobile straniero

Un aeromobile cargo di bandiera straniera in transito nello spazio aereo italiano effettua trasmissioni su una frequenza non allocata al servizio aeronautico dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, causando interferenze a comunicazioni civili. Il Ministero, rilevata la violazione tramite il sistema di monitoraggio delle frequenze, applica ai sensi dell'articolo 205, comma 2, le sanzioni dell'articolo 98. La sanzione è notificata all'operatore attraverso i canali diplomatici, e la circostanza è segnalata alle autorità di vigilanza dello Stato di immatricolazione dell'aeromobile.

Caso 2: Pilota che utilizza una frequenza marittima su un aeromobile leggero

Tizio, pilota di un piccolo aereo da turismo, utilizza per comodità una radio marina VHF di bordo — non prevista nella licenza di esercizio — per comunicare con la sua barca ormeggiata durante il volo di avvicinamento costiero. Le trasmissioni su frequenze marine non sono previste per gli aeromobili dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze nello spazio aereo. Il Ministero, ricevuta una segnalazione, riscontra la violazione dell'articolo 205 e applica le sanzioni dell'articolo 98. Tizio riceve anche una diffida a cessare l'uso non autorizzato delle frequenze.

Caso 3: Aeromobile sperimentale con trasmissioni non standard

Un'azienda aerospaziale intende testare un nuovo sistema di comunicazione aeronautica a bordo di un aeromobile sperimentale. Prima di iniziare i test in volo, verifica che le frequenze previste per il sistema non siano già allocate ad altri usi nel Piano nazionale di ripartizione delle frequenze. Riscontrando una sovrapposizione, l'azienda Alfa Aerospace richiede al Ministero un'autorizzazione speciale per i test, al fine di evitare violazioni dell'articolo 205. Il Ministero concede l'autorizzazione per le frequenze di test per il periodo e le aree geografiche definite nel piano dei voli sperimentali.

Domande frequenti

Il divieto dell'articolo 205 si applica anche agli aeromobili stranieri in transito?

Sì, il divieto si applica espressamente a tutti gli aeromobili, «italiani o stranieri», che si trovano nello spazio aereo territoriale italiano. Il principio di territorialità prevale sul principio della bandiera per quanto riguarda le emissioni radioelettriche che avvengono nello spazio aereo italiano.

Cos'è il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze richiamato dall'articolo 205?

È il documento che stabilisce le allocazioni delle bande di spettro radioelettrico per i diversi servizi di radiocomunicazione in Italia, in coerenza con le decisioni internazionali dell'UIT. Per il settore aeronautico, definisce le frequenze riservate alle comunicazioni aeromobile-terra, ai servizi di navigazione, alle comunicazioni di emergenza e agli altri servizi aeronautici.

Quali sanzioni si applicano agli aeromobili che violano il divieto dell'articolo 205?

Il comma 2 rinvia alle sanzioni previste dall'articolo 98 del Codice, che disciplina le sanzioni per l'uso non autorizzato delle frequenze radioelettriche. Le sanzioni hanno natura amministrativa pecuniaria e si applicano ai trasgressori, indipendentemente dalla nazionalità dell'aeromobile.

Un aeromobile può richiedere un'autorizzazione speciale per utilizzare frequenze non standard?

Sì, il divieto dell'articolo 205 riguarda le emissioni non previste dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, ma il Piano stesso può prevedere frequenze sperimentali o riservate, e l'amministrazione può rilasciare autorizzazioni speciali per usi sperimentali o temporanei. Le autorizzazioni speciali consentono di operare nel rispetto del quadro normativo senza incorrere nel divieto.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.