- I simboli di identificazione delle strade combinano lettere e cifre su sfondi di colore diverso a seconda della categoria: verde per itinerari internazionali e autostrade, blu per strade statali e provinciali, bianco per strade comunali extraurbane.
- I segnali di progressiva distanziometrica indicano le distanze in chilometri o ettometri e chilometri; sulle strade già aperte al traffico è ammesso mantenere i tradizionali segnali distanziometrici lapidei (le pietre miliari).
- I simboli di identificazione possono comparire su segnali di preavviso, preselezione, direzione, conferma, oppure costituire segnali autonomi.
- L'altezza minima delle lettere e cifre è 8 cm sui segnali di direzione, proporzionata al tipo di segnale negli altri casi.
- I segnali di identificazione possono essere abbinati a frecce direzionali per fungere da indicatori di direzione.
Testo dell'articoloVigente
Art. 129 DPR 495/1992 — Segnali di identificazione strade e progressive distanziometriche
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. I simboli di identificazione delle strade sono composti da lettere e cifre in combinazione, le cui caratteristiche sono: a) per itinerari internazionali a fondo verde (fig. II.256); b) per autostrade e trafori a fondo verde (fig. II.257); c) per strade statali a fondo blu (fig. II.258); d) per strade provinciali a fondo blu (fig. II.259); e) per strade comunali extraurbane a fondo bianco (fig. II.260).
2. I segnali di progressiva distanziometrica riportano le distanze espresse in chilometri o eventualmente in ettometri e chilometri (figg. da II.261 a II.268). Sulle strade già aperte al traffico è consentito mantenere in opera segnali distanziometrici lapidei.
3. I simboli di cui al comma 1 possono essere posti su segnali di preavviso, di preselezione, di direzione, di conferma, oppure possono costituire segnali a se stanti.
4. L'altezza delle lettere e delle cifre dei simboli di cui al comma 1 non deve essere inferiore a 8 cm sui segnali di direzione e, negli altri casi, di dimensioni adeguate e proporzionate a quelle del segnale ed alla distanza di leggibilità necessaria.
5. I segnali di identificazione strade combinati con freccia possono essere usati in funzione di segnali di direzione (figg. II.269, II.270 e a II.271).
6. Con circolare del Ministro dei lavori pubblici, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, sono stabiliti i numeri da attribuire alle autostrade ed ai trafori.
Stesso numero, altri codici
- Art. 129 Cod. Amb. — accessi ed ispezioni
- Art. 129 D.Lgs. 209/2005 — Soggetti esclusi dall'assicurazione
- Art. 129 D.Lgs. 42/2004 — Provvedimenti legislativi particolari
- Art. 129 Codice Civile: Diritti dei coniugi in buona fede
- Articolo 129 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 129 Codice del Consumo: Conformità al contratto
In sintesi
Indice dei contenuti
Funzione e struttura dei simboli di identificazione stradale
L'articolo 129 del DPR 495/1992 disciplina i segnali di identificazione delle strade e i segnali di progressiva distanziometrica. Si tratta di due categorie di segnali di indicazione che assolvono una funzione orientativa fondamentale: consentire al conducente di sapere su quale strada si trova e a quale distanza si trovano le mete indicate. La norma ne definisce composizione grafica, colori e dimensioni minime.
I simboli di identificazione sono composti da lettere e cifre in combinazione — tipicamente una lettera che indica la categoria amministrativa della strada (es. «A» per autostrada, «SS» per strada statale, «SP» per strada provinciale, «SC» per strada comunale) seguita dal numero progressivo assegnato. Il colore di sfondo varia in modo codificato per categoria, rendendo immediatamente riconoscibile la natura della strada anche a distanza.
Il codice cromatico per categoria di strada
La norma definisce cinque combinazioni cromatiche. Il fondo verde identifica gli itinerari internazionali (es. la rete E) e le autostrade, inclusi i trafori autostradali. Il colore verde è internazionalmente associato alle infrastrutture di grande comunicazione, ed è coerente con la segnaletica delle autostrade italiane.
Il fondo blu è riservato alle strade statali e provinciali. Si tratta della fascia intermedia della rete viaria ordinaria, gestita rispettivamente da ANAS e dalle Province. Il blu è il colore prevalente della segnaletica di indicazione sulle strade italiane fuori dalle autostrade.
Il fondo bianco contraddistingue le strade comunali extraurbane, che sono gestite dai Comuni ma si sviluppano al di fuori dei centri abitati. Nelle strade comunali urbane i segnali di indicazione hanno generalmente fondo blu, secondo le norme generali sulla segnaletica di indicazione urbana.
I segnali di progressiva distanziometrica
I segnali di progressiva distanziometrica — comunemente detti cartelli chilometrici o «cippi» — indicano la distanza percorsa dall'origine della strada o da un punto di riferimento convenzionale, espressa in chilometri o, con maggiore precisione, in ettometri e chilometri. Sono posizionati lungo il lato della carreggiata a intervalli regolari e consentono al conducente, ai soccorritori e alle forze dell'ordine di localizzare con precisione qualsiasi punto della strada.
Il comma 2 prevede una disposizione transitoria di grande interesse pratico: sulle strade già aperte al traffico è consentito mantenere in opera i segnali distanziometrici lapidei, cioè le tradizionali pietre miliari in pietra o marmo con la distanza incisa. Questo riconosce esplicitamente il valore storico e la perdurante funzionalità di questi manufatti, che lungo alcune strade statali risalgono al periodo napoleonico o preunitario. La loro sostituzione non è imposta, ma la manutenzione e la leggibilità devono essere garantite.
Posizionamento, dimensioni e usi combinati
I simboli di identificazione stradale godono di grande flessibilità nel posizionamento: il comma 3 consente di inserirli su segnali di preavviso (che indicano una svolta imminente), di preselezione (che guidano il conducente verso la corsia giusta prima di uno svincolo), di direzione (le frecce con destinazione), di conferma (che confermano la direzione intrapresa) oppure come segnali autonomi.
Sul piano dimensionale, il comma 4 fissa una soglia minima di 8 cm per l'altezza di lettere e cifre sui segnali di direzione. Per gli altri usi (preavviso, preselezione, segnale autonomo) la dimensione deve essere «adeguata e proporzionata» alla distanza di leggibilità necessaria, lasciando un margine di adattamento tecnico che l'ente proprietario deve esercitare con discernimento.
Il comma 5 prevede infine la possibilità di abbinare i simboli di identificazione a una freccia direzionale, in modo che il segnale assolva contestualmente la funzione di indicatore di direzione. Questa soluzione è frequente nei casi in cui la strada identificata si trova a una svolta: la freccia indica la direzione da prendere, mentre il simbolo identifica la strada che si prende.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti