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Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il segnale «SEMAFORO» è un segnale di pericolo che avvisa i conducenti della presenza di un impianto semaforico nelle vicinanze: il suo impiego è obbligatorio sulle strade extraurbane e facoltativo nei centri abitati.
  • Il simbolo riproducente il semaforo è composto da tre dischi — rosso, giallo e verde — che devono essere realizzati in materiale rifrangente per garantire la visibilità notturna e nelle condizioni di scarsa illuminazione.
  • Il disco giallo del simbolo può essere sostituito da un segnale luminoso giallo lampeggiante, soluzione frequente quando l'impianto semaforico funziona in modalità di lampeggio continuativo.
  • I tre dischi possono essere disposti verticalmente o orizzontalmente sul pannello del segnale, in modo da rispecchiare la disposizione effettiva delle lanterne del semaforo cui il segnale si riferisce.
  • Il formato del segnale deve essere grande ovunque le condizioni di impianto lo consentano, per garantire la massima leggibilità a distanza adeguata di preavviso.
  • L'articolo attua le disposizioni del Codice della Strada in materia di segnaletica verticale di pericolo, integrando i requisiti tecnici degli impianti semaforici.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 99 DPR 495/1992 — Segnale semaforo

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Il segnale SEMAFORO deve essere usato per presegnalare un impianto semaforico. Il suo impiego è obbligatorio sulle strade extraurbane.

2. I tre dischi, rosso, giallo e verde, del simbolo del semaforo devono essere rifrangenti. Il disco giallo può essere sostituito con un segnale luminoso giallo lampeggiante.

3. I tre dischi possono essere disposti in verticale (fig. II.31/a) o in orizzontale (fig. II.31/b) a seconda della disposizione effettiva delle lanterne del semaforo cui il segnale si riferisce.

4. Le dimensioni del segnale devono essere di formato grande ovunque le condizioni di impianto lo consentano.

In sintesi

  • Il segnale «SEMAFORO» è un segnale di pericolo che avvisa i conducenti della presenza di un impianto semaforico nelle vicinanze: il suo impiego è obbligatorio sulle strade extraurbane e facoltativo nei centri abitati.
  • Il simbolo riproducente il semaforo è composto da tre dischi — rosso, giallo e verde — che devono essere realizzati in materiale rifrangente per garantire la visibilità notturna e nelle condizioni di scarsa illuminazione.
  • Il disco giallo del simbolo può essere sostituito da un segnale luminoso giallo lampeggiante, soluzione frequente quando l'impianto semaforico funziona in modalità di lampeggio continuativo.
  • I tre dischi possono essere disposti verticalmente o orizzontalmente sul pannello del segnale, in modo da rispecchiare la disposizione effettiva delle lanterne del semaforo cui il segnale si riferisce.
  • Il formato del segnale deve essere grande ovunque le condizioni di impianto lo consentano, per garantire la massima leggibilità a distanza adeguata di preavviso.
  • L'articolo attua le disposizioni del Codice della Strada in materia di segnaletica verticale di pericolo, integrando i requisiti tecnici degli impianti semaforici.
Indice dei contenuti

Funzione e inquadramento normativo del segnale «SEMAFORO»

L'art. 99 del DPR 495/1992 disciplina una specifica tipologia di segnale verticale di pericolo: il segnale «SEMAFORO», destinato a presegnalare ai conducenti la presenza di un impianto semaforico che regola la precedenza all'intersezione o al punto critico successivo. Si tratta di un segnale di avviso, non di regolamentazione: il conducente che lo vede non è direttamente vincolato a un comportamento immediato, ma viene messo in allerta rispetto a un prossimo obbligo di rispettare le luci semaforiche.

La norma si inserisce nel sistema della segnaletica stradale verticale disciplinata dal Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) e dall'intero Titolo II del regolamento di esecuzione, che classifica i segnali in pericolo, regolamentazione e indicazione. Il segnale «SEMAFORO» appartiene alla categoria dei segnali di pericolo, tradizionalmente riconoscibili per la forma triangolare con vertice in alto, bordo rosso e simbolo su fondo bianco.

L'importanza pratica dell'articolo è elevata: sulle strade extraurbane, dove la velocità di percorrenza è spesso sostenuta e la presenza di un semaforo può essere inattesa, la presegnalazione obbligatoria fornisce al conducente il tempo necessario per rallentare in modo graduale e sicuro, riducendo il rischio di frenate brusche o di attraversamento con semaforo rosso per impreparazione.

Obbligo di impiego e differenziazione tra strade extraurbane e urbane

Il comma 1 introduce una distinzione fondamentale sotto il profilo dell'obbligo: sulle strade extraurbane l'utilizzo del segnale è obbligatorio, mentre all'interno dei centri abitati rimane discrezionale. La ratio è chiara: in ambito urbano il conducente, già abituato alla presenza di incroci regolamentati, è in uno stato di allerta visiva più elevato; sulle strade extraurbane, invece, la successione di chilometri senza incroci può abbassare la soglia di attenzione, rendendo la presegnalazione essenziale per la sicurezza.

L'obbligo ricade sull'ente proprietario della strada, che è responsabile dell'installazione e della manutenzione della segnaletica. In caso di omissione della presegnalazione su una strada extraurbana, qualora un incidente si colleghi causalmente alla mancata informazione del conducente, l'ente può essere chiamato a rispondere per omissione nella manutenzione stradale ai sensi delle norme civilistiche sulla responsabilità del custode.

Nelle città la scelta se installare o meno il segnale spetta all'amministrazione comunale, che la esercita tipicamente in funzione della visibilità dell'impianto semaforico, della larghezza della strada e della velocità di avvicinamento consentita. Agli incroci con semaforo ben visibile da lontano, in tratto rettilineo, la presegnalazione è spesso ritenuta superflua.

Il simbolo: tre dischi rifrangenti e la variante del lampeggiante giallo

Il comma 2 prescrive le caratteristiche cromatiche e tecniche del simbolo: tre dischi — rosso in alto, giallo al centro, verde in basso, seguendo la disposizione convenzionale delle lanterne semaforiche — che devono essere rifrangenti. La rifrangenza è un requisito generale di tutta la segnaletica stradale notturna: consente ai fari dei veicoli di illuminare il segnale restituendo un bagliore visibile anche a grande distanza e nelle condizioni di scarsa illuminazione ambientale.

La norma prevede la possibilità di sostituire il disco giallo con un segnale luminoso giallo lampeggiante. Questa soluzione tecnica trova applicazione prevalentemente quando l'impianto semaforico non è in funzione con ciclo tricolore regolare ma opera in modalità di lampeggio (tipicamente nelle ore notturne o in festività con traffico ridotto): il segnale di presegnalazione rispecchia così lo stato effettivo dell'impianto, evitando confusione nel conducente che si aspetterebbe un ciclo rosso-giallo-verde e si trova invece davanti a un lampeggio giallo continuo che indica solo l'obbligo di procedere con prudenza.

Disposizione verticale e orizzontale dei dischi

Il comma 3 regola la disposizione grafica dei tre dischi sul pannello del segnale: possono essere allineati verticalmente (fig. II.31/a) o orizzontalmente (fig. II.31/b), a seconda della disposizione effettiva delle lanterne del semaforo cui il segnale si riferisce. Il principio è quello della corrispondenza visiva: il segnale di presegnalazione deve rappresentare il semaforo così come il conducente lo vedrà avvicinandosi all'impianto, per ridurre il tempo di elaborazione cognitiva e prevenire l'incertezza sulla corretta interpretazione delle luci.

I semafori con lanterne disposte in verticale — la configurazione più comune sulle strade italiane — trovano il loro corrispondente nel segnale con dischi verticali. Le installazioni orizzontali, meno frequenti, si incontrano tipicamente in presenza di limitazioni di altezza (gallerie, portici, tratti con strutture aeree), dove la disposizione laterale è l'unica tecnicamente praticabile.

Il formato del segnale: dimensioni e requisiti di visibilità

Il comma 4 stabilisce che il segnale deve essere di formato grande «ovunque le condizioni di impianto lo consentano». Il richiamo alle condizioni di impianto introduce un elemento di flessibilità tecnica: non sempre è fisicamente possibile installare un segnale di grandi dimensioni (pensa a una strada stretta con alberi ravvicinati o a un'intersezione con molti segnali già presenti), ma laddove vi sia spazio sufficiente il formato grande è prescritto come regola.

Il requisito si giustifica con la funzione stessa del segnale di presegnalazione: esso deve essere percepibile con anticipo rispetto all'impianto semaforico, soprattutto sulle strade extraurbane dove la velocità di avvicinamento può essere elevata. Un formato ridotto ridurrebbe la distanza di riconoscimento, annullando in parte l'efficacia della presegnalazione. Le dimensioni dei formati (piccolo, normale, grande) sono stabilite dalle tabelle tecniche allegate al regolamento.

Implicazioni per la condotta di guida e le sanzioni

Dal punto di vista del conducente, il segnale «SEMAFORO» impone un comportamento specifico: moderare la velocità e tenersi pronti ad arrestarsi alla luce rossa. Sul piano sanzionatorio, occorre distinguere: la violazione che si consuma è quella di non rispettare il segnale semaforico (rosso), disciplinata dall'art. 146 del Codice della Strada, con le significative conseguenze in termini di sanzione pecuniaria, decurtazione di punti dalla patente e sospensione in caso di recidiva. Il segnale di presegnalazione, in sé, non impone obblighi di arresto o di manovra specifica: indica solo la prossima presenza di un semaforo. Tuttavia, ignorare il segnale e non adeguare la velocità può integrare una condotta imprudente rilevante in sede di accertamento della responsabilità in caso di sinistro.

Il segnale «SEMAFORO» nel contesto del sistema semaforico: coordinamento con altri segnali

Il segnale «SEMAFORO» non esaurisce il sistema di presegnalazione degli impianti: su tratte extraurbane ad alta velocità o con ridotta visibilità (curve, dossi, nebbia frequente), l'ente proprietario può integrare la segnaletica con altri dispositivi di avviso, come segnali luminosi aggiuntivi o pannelli a messaggio variabile che indicano lo stato del semaforo prima ancora che diventi visibile. In questi contesti, il segnale previsto dall'art. 99 funge da elemento base obbligatorio, su cui si innestano eventuali misure integrative discrezionali.

Un aspetto frequentemente trascurato riguarda la distanza di collocazione del segnale rispetto all'impianto. Il regolamento non fissa una distanza fissa per il segnale «SEMAFORO», a differenza di altri segnali di pericolo che hanno distanze di avvistamento minime standardizzate. La posizione è determinata dall'ente proprietario in base alle condizioni geometriche e di visibilità della strada: su una rettilineo con buona visibilità il segnale potrà essere collocato più vicino all'impianto, mentre su un tracciato con curve o con vegetazione che limita la visuale dovrà essere posizionato con maggiore anticipo. L'obiettivo rimane costante: fornire al conducente il tempo tecnico necessario per decelerate da qualsiasi velocità consentita su quel tratto fino all'arresto in sicurezza prima della linea di arresto semaforica.

Nel contesto delle strade extraurbane, il segnale «SEMAFORO» si colloca spesso in combinazione con altri segnali di pericolo (es. segnale di intersezione, segnale di rallentamento) su un'unica palina o su più paline ravvicinate. La presenza simultanea di più segnali richiede che la loro disposizione rispetti il principio di leggibilità sequenziale: il conducente deve poter elaborare i segnali nell'ordine in cui deve agire su di essi. Nelle situazioni di maggiore complessità, la progettazione della segnaletica è affidata a professionisti specializzati che tengono conto di tutti i fattori in gioco.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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