- I beni del demanio aeronautico civile statale sono assegnati all'ENAC in uso gratuito per il successivo affidamento in concessione al gestore aeroportuale.
- L'individuazione dei singoli beni avviene mediante atto di intesa tra le amministrazioni statali competenti.
- I beni del demanio militare aeronautico non più funzionali a fini militari possono essere trasferiti al demanio civile con provvedimento del Ministero della difesa di concerto con il Ministero dei trasporti.
- Il Ministero della difesa può concedere temporaneamente parti di aeroporti militari per attività aeronautiche civili.
- Regioni e province autonome di Trento e Bolzano hanno diritto di prelazione sull'acquisto dei beni aeroportuali civili in caso di alienazione o dismissione da parte dello Stato.
Testo dell'articoloVigente
Art. 693 Codice della Navigazione — Assegnazione dei beni del demanio aeronautico
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione
I beni del demanio aeronautico di cui alle lettere a) e b) del primo comma dell'art. 692 sono assegnati all'ENAC in uso gratuito per il successivo affidamento in concessione al gestore aeroportuale. All'individuazione dei beni di cui al primo comma provvedono le amministrazioni statali competenti con apposito atto di intesa. I beni del demanio militare aeronautico, non più funzionali ai fini militari e da destinare all'aviazione civile in quanto strumentali all'attività del trasporto aereo, sono individuati con provvedimento del Ministero della difesa, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e trasferiti al demanio aeronautico civile per l'assegnazione in uso gratuito all'ENAC ed il successivo affidamento in concessione di cui al primo comma. Il Ministero della difesa può disporre, compatibilmente con le esigenze istituzionali, la concessione temporanea di parti di suolo od infrastrutture di aeroporti militari per destinazioni comunque afferenti ad attività aeronautiche. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno diritto di prelazione per l'acquisizione al proprio demanio o patrimonio degli aeroporti e dei beni del demanio aeronautico civile di cui all'articolo 692, in caso di loro alienazione o dismissione da parte dello Stato.
Commento
Il meccanismo di assegnazione e concessione
L'articolo 693 del Codice della navigazione disciplina il regime giuridico di circolazione dei beni del demanio aeronautico civile statale, individuando una catena di rapporti che va dallo Stato al gestore aeroportuale. I beni individuati ai sensi dell'art. 692 vengono assegnati in uso gratuito all'ENAC dall'Agenzia del demanio o dalle altre amministrazioni statali competenti. L'ENAC, pur non divenendo proprietario, acquisisce la disponibilità giuridica dei beni e può, anzi deve, affidarli in concessione al gestore aeroportuale, che li utilizza per lo svolgimento dell'attività aeroportuale. Questo schema — proprietà statale, disponibilità ENAC, uso concessorio del gestore — rispecchia il modello tipico della gestione delle infrastrutture pubbliche strategiche nel diritto italiano.
Individuazione dei beni: l'atto di intesa
La norma prevede che l'individuazione dei beni da assegnare all'ENAC avvenga tramite un apposito atto di intesa tra le amministrazioni statali competenti. Tale atto consente di perimetrare con precisione il patrimonio demaniale aeronautico, evitando incertezze sulla natura giuridica dei singoli beni e sulla responsabilità della loro gestione. L'intesa è necessaria perché diversi ministeri possono avere titolarità su beni aeroportuali (Ministero delle infrastrutture, Ministero dell'economia tramite l'Agenzia del demanio, Ministero della difesa per le aree miste).
Trasferimento dal demanio militare a quello civile
Il terzo comma disciplina il trasferimento dei beni del demanio militare aeronautico al demanio civile, quando tali beni non siano più funzionali agli scopi militari e siano suscettibili di utilizzo nell'aviazione civile. La procedura richiede un provvedimento del Ministero della difesa di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, garantendo così il coordinamento interministeriale. Una volta trasferiti, i beni seguono il regime dell'art. 693 (assegnazione ENAC e successiva concessione al gestore), permettendo la riconversione di ex-aeroporti militari in infrastrutture civili. Questo meccanismo ha trovato applicazione pratica in diversi scali regionali italiani nati da ex-basi aeree militari.
Concessione temporanea di infrastrutture militari
Il quarto comma consente al Ministero della difesa di disporre, compatibilmente con le esigenze istituzionali, la concessione temporanea di parti di aeroporti militari per «destinazioni comunque afferenti ad attività aeronautiche». Questa disposizione consente un utilizzo più flessibile e ottimale delle infrastrutture militari, permettendo l'uso civile di piste, hangar o strutture di terra negli intervalli in cui non sussistono esigenze operative militari. Si tratta di un meccanismo di valorizzazione del patrimonio pubblico che non comporta il trasferimento definitivo della proprietà né la perdita della destinazione militare del bene.
Diritto di prelazione di regioni e province autonome
Il quinto comma riconosce alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano un diritto di prelazione per l'acquisizione al proprio demanio o patrimonio degli aeroporti e dei beni del demanio aeronautico civile in caso di alienazione o dismissione da parte dello Stato. Questo diritto si inserisce nel quadro dell'autonomia regionale e del principio di sussidiarietà, garantendo agli enti territoriali la possibilità di acquisire il controllo di infrastrutture aeroportuali rilevanti per lo sviluppo economico del territorio. La prelazione si applica solo in caso di alienazione o dismissione, e non nelle ordinarie assegnazioni in uso o concessione.
Casi pratici
Caso 1: Assegnazione di un aeroporto regionale all'ENAC
Tizio, funzionario dell'Agenzia del demanio, predispone l'atto di intesa per l'assegnazione in uso gratuito all'ENAC di un aeroporto regionale precedentemente gestito direttamente dall'amministrazione statale. Una volta formalizzata l'assegnazione, l'ENAC indice la gara per l'affidamento in concessione dell'aeroporto al gestore che subentrerà nella gestione operativa.
Caso 2: Riconversione di una base militare in aeroporto civile
Caio, dirigente del Ministero della difesa, avvia la procedura di trasferimento di un'ex-base aerea militare non più operativa al demanio aeronautico civile, di concerto con il Ministero delle infrastrutture. Dopo il trasferimento, il bene viene assegnato all'ENAC in uso gratuito e successivamente concesso al gestore aeroportuale regionale per la riconversione in aeroporto commerciale.
Caso 3: Esercizio del diritto di prelazione da parte di una regione
Sempronio, assessore ai trasporti di una regione del Sud Italia, apprende che lo Stato intende dismettere un aeroporto civile regionale classificato come bene del demanio aeronautico. La regione esercita il diritto di prelazione riconosciuto dall'art. 693, ultimo comma, per acquisire l'aeroporto al proprio demanio e garantire la continuità del servizio ai cittadini del territorio.
Domande frequenti
Come vengono gestiti i beni del demanio aeronautico?
Vengono assegnati in uso gratuito all'ENAC dalle amministrazioni statali competenti tramite atto di intesa. L'ENAC li affida poi in concessione al gestore aeroportuale per la gestione operativa.
Un aeroporto militare può diventare civile?
Sì. Il Ministero della difesa, di concerto con il Ministero delle infrastrutture, può trasferire al demanio aeronautico civile i beni militari non più funzionali a scopi militari e destinabili all'aviazione civile.
Le regioni possono acquisire aeroporti statali?
Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano hanno diritto di prelazione per l'acquisizione al proprio demanio o patrimonio degli aeroporti civili in caso di alienazione o dismissione da parte dello Stato.
Si possono usare aeroporti militari per attività civili?
Sì, in via temporanea. Il Ministero della difesa può concedere parti di aeroporti militari per attività aeronautiche civili, compatibilmente con le esigenze istituzionali, senza trasferire la proprietà del bene.
Vedi anche