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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche
In sintesi
  • Nei canali a distribuzione per ruota, le acque sorgenti o sfuggite ma rimaste nell'alveo non possono essere trattenute o derivate se non dall'utente nel cui turno si trovano.
  • La norma tutela l'ordine turnario impedendo che acque residue avvantaggino utenti fuori turno.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 1087 c.c. – Acque sorgenti o sfuggite

Testo vigente — R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Nei canali soggetti a distribuzioni per ruota le acque sorgenti o sfuggite, ma contenute nell’alveo del canale, non possono trattenersi o derivarsi da un utente che al tempo del suo turno.

In sintesi

  • Nei canali a distribuzione per ruota, le acque sorgenti o sfuggite ma rimaste nell'alveo non possono essere trattenute o derivate se non dall'utente nel cui turno si trovano.
  • La norma tutela l'ordine turnario impedendo che acque residue avvantaggino utenti fuori turno.

Commento all'art. 1087 c.c., Acque sorgenti o sfuggite

L'art. 1087 c.c. completa la disciplina della distribuzione per ruota (art. 1086 c.c.) affrontando un caso particolare ma frequente nella gestione dei canali irrigui: la presenza di acque sorgenti o sfuggite che rimangono nell'alveo del canale durante un turno di distribuzione.

Acque sorgenti e acque sfuggite. Le «acque sorgenti» sono quelle che emergono spontaneamente dal sottosuolo all'interno dell'alveo del canale, incrementandone la portata in modo non programmato. Le «acque sfuggite» sono invece quelle che, per infiltrazioni o rotture, sono fuoriuscite dal canale in precedenza e vi sono poi rifluita. Entrambe le categorie condividono la caratteristica di trovarsi nell'alveo senza essere state formalmente assegnate ad alcun turno.

Il principio della turnazione esclusiva. La norma stabilisce che tali acque, pur essendo «extra» rispetto al flusso normale, possono essere trattenute o derivate solo dall'utente nel cui turno si trovano. Nessun altro utente, anche se le acque si trovassero fisicamente più vicine alla sua bocca di derivazione, può appropriarsene fuori turno. Il principio del turno funge da criterio allocativo esclusivo.

Ratio normativa. La disposizione preserva l'integrità del sistema turnario: se gli utenti fuori turno potessero approfittare delle acque sorgenti o sfuggite, si creerebbero incentivi a captare abusivamente risorse idriche in periodi non assegnati, compromettendo l'equità della distribuzione e generando conflitti tra utenti.

Coordinamento sistematico. L'art. 1087 c.c. va letto insieme agli artt. 1085 e 1086 c.c. come parte di un microsistema normativo suppletivo (art. 1084 c.c.) per la gestione dei canali a turno. Le stesse acque, se si trovano fuori dall'alveo del canale, ricadono sotto discipline diverse (artt. 913 e ss. c.c. sulle acque scorrenti sul fondo).

Domande frequenti

Cosa sono le acque sorgenti nei canali?

Sono acque che emergono spontaneamente dal sottosuolo all'interno dell'alveo del canale, incrementandone la portata in modo non programmato rispetto alle assegnazioni turnarie.

Cosa si intende per acque sfuggite?

Sono acque che hanno lasciato il canale per infiltrazioni o rotture e sono poi rifluita nell'alveo, risultando così disponibili senza una specifica assegnazione turnaria.

Chi può derivare le acque sorgenti o sfuggite in un canale a turno?

Solo l'utente nel cui turno tali acque si trovano. Nessun altro utente può captarle o trattenerle, anche se fossero fisicamente accessibili.

Perché la norma vieta ad altri utenti di appropriarsi di tali acque?

Per preservare l'integrità del sistema turnario e impedire che utenti fuori turno traggano vantaggio da apporti idrici casuali, compromettendo l'equità della distribuzione.

L'art. 1087 c.c. si applica a tutti i canali?

No, solo ai canali soggetti a distribuzione per ruota. Si applica in via suppletiva quando il titolo e gli usi locali non prevedono diversamente (art. 1084 c.c.).

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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