Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

In sintesi

Il CCNL Domestico prevede preavviso di 8-30 giorni per le cessazioni, variabile per anzianità e per orario settimanale (più o meno di 25h). Il licenziamento è ad nutum (senza giustificazione, eccetto durante gravidanza e per giusta causa documentata). Le dimissioni vanno presentate per iscritto al datore, NON telematicamente (eccezione al regime generale).

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
Ultimo rinnovo
28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
Vigenza
Fino al 31 ottobre 2028
Platea
~860.000 (di cui ~360.000 badanti)

Tabella riepilogativa

Preavviso CCNL Domestico per anzianità e orario
Anzianità Orario >=25h/sett Orario <25h/sett
Fino a 5 anni 15 giorni di calendario 8 giorni di calendario
Oltre 5 anni 30 giorni di calendario 15 giorni di calendario

Il preavviso si dimezza per le DIMISSIONI del lavoratore rispetto al licenziamento.

Preavviso variabile per anzianità e orario

Il CCNL Domestico ha una struttura unica: il preavviso varia sia per anzianità che per orario settimanale. Ci sono 4 casi possibili:

Caso Preavviso
Orario >=25h/sett, anzianità fino a 5 anni 15 giorni
Orario >=25h/sett, anzianità oltre 5 anni 30 giorni
Orario <25h/sett, anzianità fino a 2 anni 8 giorni
Orario <25h/sett, anzianità oltre 2 anni 15 giorni

I giorni sono di calendario (non lavorativi), e iniziano a decorrere dal giorno successivo alla comunicazione.

Licenziamento ad nutum e tutele specifiche

Il datore può licenziare ad nutum (senza giustificazione) il lavoratore domestico, perché l’art. 4 della legge 108/1990 esclude i lavoratori domestici dalle tutele contro i licenziamenti illegittimi.

Le uniche tutele rimaste:

  • Divieto di licenziamento durante la gravidanza e fino al 1° anno del bambino
  • Divieto di licenziamento discriminatorio (razza, religione, opinioni politiche, ecc.)
  • Obbligo di rispettare il preavviso o pagare l’indennità sostitutiva

Dimissioni: regola particolare

Le dimissioni dei lavoratori domestici sono una eccezione alla regola generale: NON vanno presentate telematicamente all’INPS (come nel resto dei settori). Vanno consegnate al datore per iscritto, con preavviso secondo l’anzianità.

Il preavviso delle dimissioni è dimezzato rispetto al licenziamento:

  • Orario >=25h, anzianità qualsiasi: 15 giorni
  • Orario <25h, anzianità qualsiasi: 8 giorni

Indennità di mancato preavviso

Se una parte recede senza rispettare il preavviso, deve corrispondere all’altra l’indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito durante il preavviso.

Esempio: badante CS con 7 anni di anzianità, orario 40h/sett. Preavviso dovuto: 30 giorni. Stipendio mensile: € 1.313,50. Se il datore licenzia con effetto immediato: deve pagare € 1.313,50 + ferie e tredicesima maturate.

Casi pratici

Tizio – Licenziamento di colf B con 3 anni
Tizio è colf livello B (40h/sett) da 3 anni. Il datore lo licenzia con 15 giorni di preavviso (orario >=25h, anzianità fino a 5 anni). Tizio lavora i 15 giorni e poi cessa. Riceve TFR, ferie non godute, tredicesima proporzionale.
Caia – Dimissioni di badante DS con 6 anni
Caia è badante DS convivente da 6 anni. Dà le dimissioni per cambiare famiglia. Preavviso dovuto: 15 giorni (dimissioni dimezzate, anche se anzianità oltre 5 anni). Lavora 15 giorni, poi cessa. Riceve TFR e quote maturate.
Sempronio – Licenziamento immediato senza preavviso
Sempronio è colf B da 4 anni (30h/sett). Il datore lo licenzia con effetto immediato (no preavviso). Deve pagare indennità sostitutiva: 15 giorni × stipendio mensile / 30 = ~€ 380, oltre a TFR, ferie, tredicesima maturate.

Domande frequenti

Quanto preavviso devo dare se mi dimetto?
Dipende dall’orario settimanale: 15 giorni se lavori 25 o più ore alla settimana, 8 giorni se lavori meno. Le dimissioni dimezzano il preavviso rispetto al licenziamento.
Il datore può licenziarmi senza motivo?
Sì, ad nutum (l’art. 4 della legge 108/1990 esclude i lavoratori domestici dalle tutele anti-licenziamento). Ma deve rispettare il preavviso (15-30 giorni) o pagare l’indennità sostitutiva.
Le dimissioni devono essere telematiche?
NO, eccezione per i lavoratori domestici: le dimissioni vanno presentate per iscritto al datore (lettera consegnata a mano con firma per ricevuta o raccomandata A/R). NON serve la procedura telematica INPS.
Cos'è l'indennità di mancato preavviso?
È la retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito durante il preavviso, dovuta da chi recede senza rispettare i giorni di preavviso. Esempio: licenziamento immediato di badante con 30 giorni di preavviso dovuti = 1 mese di stipendio.
Posso essere licenziata durante la gravidanza?
NO, è VIETATO dal momento della comunicazione della gravidanza al compimento del 1° anno del bambino. È una tutela specifica del Testo Unico Maternità (D.Lgs. 151/2001), applicabile anche al lavoro domestico.
La giusta causa esiste anche nel CCNL Domestico?
Sì, in caso di grave inadempimento (furto, violenza, abbandono dell’assistito): licenziamento immediato SENZA preavviso. Il datore deve documentare i fatti per evitare contestazioni.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti, malattia e infortunio di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il CCNL Domestico prevede un preavviso variabile per anzianità e per orario settimanale (sopra o sotto le 25 ore).
  • Il licenziamento è ad nutum, cioè senza obbligo di giustificazione, salvo i divieti per gravidanza e per discriminazione.
  • Il preavviso dovuto in caso di dimissioni del lavoratore è dimezzato rispetto a quello del licenziamento.
  • Le dimissioni del lavoratore domestico vanno presentate per iscritto al datore, in deroga al regime telematico generale.
  • Chi recede senza rispettare il preavviso deve l'indennità sostitutiva corrispondente.
Indice dei contenuti

Il lavoro domestico costituisce un settore peculiare del diritto del lavoro, retto da un CCNL che si discosta su più punti dalle regole generali. La ragione storica risiede nella particolare natura del rapporto, che si svolge all'interno della famiglia e si fonda su un elemento fiduciario marcato. Questa specificità si riflette tanto sulla disciplina del recesso quanto sulle forme della sua comunicazione.

La cornice civilistica del recesso

Anche nel lavoro domestico vale il principio dell'art. 2118 c.c., secondo cui ciascuna parte può recedere dal contratto a tempo indeterminato dando il preavviso stabilito, salva l'ipotesi di recesso per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 c.c., che consente la cessazione immediata in presenza di un fatto che non consente la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto. Il preavviso ha la funzione di consentire alla controparte di organizzarsi per la cessazione.

Il licenziamento ad nutum

La caratteristica più rilevante è che il datore può licenziare ad nutum, cioè senza obbligo di addurre una giustificazione, perché l'ordinamento esclude il lavoro domestico dall'apparato di tutele contro i licenziamenti illegittimi previsto per la generalità dei rapporti. Restano però fermi alcuni limiti inderogabili: il divieto di licenziamento durante la gravidanza e fino al primo anno del bambino e il divieto di licenziamento discriminatorio, presidi che operano a tutela di valori fondamentali.

Il preavviso: una struttura a quattro variabili

Il sistema del preavviso è insolitamente articolato, perché dipende sia dall'anzianità di servizio sia dall'orario settimanale, con la soglia delle 25 ore a fare da spartiacque. Ne deriva una griglia con più ipotesi, in cui a maggiore anzianità e maggiore orario corrispondono termini più lunghi. I giorni di preavviso si computano di calendario e decorrono dal giorno successivo alla comunicazione.

Il preavviso ridotto per le dimissioni

Quando è il lavoratore a recedere, il preavviso dovuto è dimezzato rispetto a quello richiesto in caso di licenziamento. Si tratta di una previsione che agevola la mobilità del prestatore, riconoscendo che l'esigenza organizzativa della famiglia datrice, pur meritevole di tutela, non giustifica un vincolo eccessivo alla libertà di recesso del lavoratore.

La forma delle dimissioni

Una deroga significativa riguarda la forma: le dimissioni del lavoratore domestico non seguono la procedura telematica obbligatoria valida per la generalità dei settori, ma vanno presentate per iscritto direttamente al datore. È una semplificazione coerente con la natura del rapporto, ma impone comunque attenzione alla prova della comunicazione e al rispetto del preavviso.

L'indennità di mancato preavviso

Se una parte recede senza rispettare il preavviso, è tenuta a corrispondere all'altra un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo. Vale per entrambe le direzioni: il datore che licenzia con effetto immediato, fuori dai casi di giusta causa, e il lavoratore che si dimette senza preavviso. La giusta causa, ove sussista, esonera dall'obbligo.

Domande frequenti

Il datore può licenziare il lavoratore domestico senza motivo?

Sì, il licenziamento è ad nutum, ma restano fermi il divieto durante la gravidanza fino al primo anno del bambino e il divieto di licenziamento discriminatorio.

Da cosa dipende la durata del preavviso?

Da due variabili combinate: l'anzianità di servizio e l'orario settimanale, con la soglia delle 25 ore come spartiacque. I giorni sono di calendario.

Il preavviso è uguale per dimissioni e licenziamento?

No. In caso di dimissioni del lavoratore il preavviso è dimezzato rispetto a quello previsto per il licenziamento.

Come vanno presentate le dimissioni?

Per iscritto direttamente al datore: il lavoro domestico è escluso dalla procedura telematica obbligatoria prevista per gli altri settori.

Cosa accade se non rispetto il preavviso?

È dovuta un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo di preavviso non rispettato, salvo il caso di recesso per giusta causa.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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