- Articolo 236: Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CONOU)
- Regime EPR di filiera con contributi ambientali a carico dei produttori
- Raccordo con le discipline speciali (RAEE, ELV, pile, PFU, oli)
- Ruolo dei consorzi obbligatori riconosciuti dal MASE
- Tracciabilita tramite formulari e registri di carico/scarico
- Controlli a campione delle agenzie regionali di protezione ambientale
Testo dell'articoloVigente
Art. 236 Cod. Amb. — Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato
1. Al fine di razionalizzare e organizzare la gestione degli oli minerali usati, da avviare obbligatoriamente alla rigenerazione tesa alla produzione di oli base, le imprese di cui al comma 4, sono tenute a partecipare all’assolvimento dei compiti previsti al comma 12 tramite adesione al consorzio di cui all’ articolo 11 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95 , . I consorzio adottano sistemi di gestione conformi ai principi di cui all’articolo
237. 2. Il consorzio di cui al comma 1, già riconosciuto dalla previgente normativa, ha personalità giuridica di diritto privato senza scopo di lucro e adegua il proprio statuto in conformità allo schema tipo approvato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro centoventi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e ai principi contenuti nel presente decreto ed in particolare a quelli di trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità, nonché di libera concorrenza nelle attività di settore. Nei consigli di amministrazione del consorzio il numero dei consiglieri di amministrazione in rappresentanza dei raccoglitori e dei riciclatori dei rifiuti deve essere uguale a quello dei consiglieri di amministrazione in rappresentanza dei produttori. Lo statuto adottato dal consorzio è trasmesso entro quindici giorni al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che lo approva di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, salvo motivate osservazioni cui il consorzio è tenuto ad adeguarsi nei successivi sessanta giorni. Qualora il consorzio non ottemperi nei termini prescritti, le modifiche allo statuto sono apportate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico; Il decreto ministeriale di approvazione dello statuto del consorzio è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
3. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 16 GENNAIO 2008, N.4 . Le imprese che eliminano gli oli minerali usati tramite co-combustione e all’uopo debitamente autorizzate e gli altri consorzio di cui al presente articolo sono tenute a fornire al Consorzio di cui all’ articolo 11 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95 , i dati tecnici di cui al comma 12, lettera h), affinchè tale consorzio comunichi annualmente tutti i dati raccolti su base nazionale ai Ministeri che esercitano il controllo, corredati da una relazione illustrativa. Alla violazione dell’obbligo si applicano le sanzioni di cui all’articolo 258 per la mancata comunicazione di cui all’articolo 189, comma
3. 4. Ai consorzio partecipano in forma Paritetica tutte le imprese che: a) le imprese che producono, importano o mettono in commercio oli base vergini; b) le imprese che producono oli base mediante un processo di rigenerazione; c) le imprese che effettuano il recupero e la raccolta degli oli usati; d) le imprese che effettuano la sostituzione e la vendita degli oli lubrificanti.
5. Le quote di partecipazione ai consorzio sono ripartite fra le categorie di imprese di cui al comma 4 e nell’ambito di ciascuna di esse sono attribuite in proporzione delle quantità di lubrificanti prodotti, commercializzati rigenerati o recuperati.
6. Le deliberazioni degli organi del consorzio, adottate in relazione alle finalità della parte quarta del presente decreto ed a norma dello statuto, sono vincolanti per tutti i consorziati. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 16 GENNAIO 2008, N.4 .
7. I consorzio determinano annualmente, con riferimento ai costi sopportati nell’anno al netto dei ricavi per l’assolvimento degli obblighi di cui al presente articolo, il contributo per chilogrammo dell’olio lubrificante che sarà messo a consumo nell’anno successivo. Ai fini della parte quarta del presente decreto si considerano immessi al consumo gli oli lubrificanti di base e finiti all’atto del pagamento dell’imposta di consumo.
8. Le imprese partecipanti sono tenute a versare al consorzio i contributi dovuti da ciascuna di esse secondo le modalità ed i termini fissati ai sensi del comma
9. 9. Le modalità e i termini di accertamento, riscossione e versamento dei contributi di cui al comma 8, sono stabiliti con decreto del Ministro della economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e delle attività produttive, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale entro un mese dall’approvazione dello statuto del consorzio.
10. Il consorzio di cui al comma 1 trasmettono annualmente al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed al Ministro delle attività produttive i bilanci preventivo e consuntivo entro sessanta giorni dalla loro approvazione. I consorzio di cui al comma 1, entro il 31 maggio di ogni anno, presentano al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed al Ministro delle attività produttive una relazione tecnica sull’attività complessiva sviluppata dagli stessi e dai loro singoli aderenti nell’anno solare precedente.
11. Lo statuto di cui al comma 2, prevede, in particolare, gli organi dei consorzio e le relative modalità di nomina.
12. I consorzio svolgono per tutto il territorio nazionale i seguenti compiti: a) promuovere la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche della raccolta; b) assicurare ed incentivare la raccolta degli oli usati ritirandoli dai detentori e dalle imprese autorizzate; c) espletare direttamente la attività di raccolta degli oli usati dai detentori che ne facciano richiesta nelle aree in cui la raccolta risulti difficoltosa o economicamente svantaggiosa; d) selezionare gli oli usati raccolti ai fmi della loro corretta eliminazione tramite rigenerazione, combustione o smaltimento; e) cedere gli oli usati raccolti: 1) in via prioritaria, alla rigenerazione tesa alla produzione di oli base; 2) in caso ostino effettivi vincoli di carattere tecnico economico e organizzativo, alla combustione o coincenerimento; 3) in difetto dei requisiti per l’avvio agli usi di cui ai numeri precedenti, allo smaltimento tramite incenerimento o deposito permanente; f) perseguire ed incentivare lo studio, la sperimentazione e la realizzazione di nuovi processi di trattamento e di impiego alternativi; g) operare nel rispetto dei principi di concorrenza, di libera circolazione dei beni, di economicità della gestione, nonché della tutela della salute e dell’ambiente da ogni inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo; h) annotare ed elaborare tutti i dati tecnici relativi alla raccolta ed eliminazione degli oli usati e comunicarli annualmente al Consorzio di cui all’ articolo 11 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95 , affinchè tale Consorzio li trasmetta ai Ministeri che esercitano il controllo, corredati da una relazione illustrativa; i) concordare con le imprese che svolgono attività di rigenerazione i parametri tecnici per la selezione degli oli usati idonei per l’avvio alla rigenerazione; l) incentivare la raccolta di oli usati rigenerabili; l-bis) cedere gli oli usati rigenerabili raccolti alle imprese di rigenerazione che ne facciano richiesta in ragione del rapporto fra quantità raccolte e richieste, delle capacità produttive degli impianti previste dalle relative autorizzazioni e, per gli impianti già in funzione, della pregressa produzione di basi lubrificanti rigenerate di qualità idonea per il consumo; l-ter) corrispondere alle imprese di rigenerazione un corrispettivo a fronte del trattamento determinato in funzione della situazione corrente del mercato delle basi lubrificanti rigenerate, dei costi di raffinazione e del prezzo ricavabile dall’avvio degli oli usati al riutilizzo tramite combustione; tale corrispettivo sarà erogato con riferimento alla quantità di base lubrificante ottenuta per tonnellata di olio usato, di qualità idonea per il consumo ed effettivamente ricavata dal processo di rigenerazione degli oli usati ceduti dal consorzio all’impresa stessa; l-quater) assicurare l’avvio alla combustione dell’olio usato non rigenerabile ma riutilizzabile ovvero dell’olio rigenerabile non ritirato dalle imprese di rigenerazione e lo smaltimento dell’olio usato non riutilizzabile nel rispetto delle disposizioni contro l’inquinamento.
13. I consorzio possono svolgere le proprie funzioni sia direttamente che tramite mandati conferiti ad imprese per determinati e limitati settori di attività o determinate aree territoriali. L’attività dei mandatari è svolta sotto la direzione e la responsabilità dei consorzio stessi.
14. I soggetti giuridici appartenenti alle categorie di cui al comma 4 che vengano costituiti o inizino comunque una delle attività proprie delle categorie medesime successivamente all’entrata in vigore della parte quarta del presente decreto aderiscono ad uno dei consorzio di cui al comma 1, entro sessanta giorni dalla data di costituzione o di inizio della propria attività. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 16 GENNAIO 2008, N.4
15. Decorsi novanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di approvazione dello statuto di cui al comma 2, chiunque detiene oli minerali esausti è obbligato al loro conferimento ai consorzio di cui al comma 1, direttamente o mediante consegna a soggetti incaricati del consorzio o autorizzati, in base alla normativa vigente, a esercitare le attività di gestione di tali rifiuti. L’obbligo di conferimento non esclude la facoltà per il detentore di cedere gli oli minerali esausti ad imprese di altro Stato membro della Comunità europea.
16. Per il raggiungimento degli obiettivi pluriennali di recupero e riciclaggio, gli eventuali avanzi di gestione accantonati dai consorzio di cui al comma 1 nelle riserve costituenti il patrimonio netto non concorrono alla formazione del reddito, a condizione che sia rispettato il divieto di distribuzione, sotto qualsiasi forma, ai consorziati di tali avanzi e riserve, anche in caso di scioglimento dei consorzi medesimi.
Stesso numero, altri codici
- Art. 236 D.Lgs. 209/2005 — Adempimenti finali
- Art. 236 Codice Civile: Atto di nascita e possesso di stato
- Articolo 236 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Art. 236 C.d.S.: Norme transitorie relative al titolo IV
- Articolo 236 Codice di Procedura Civile: Caso di revocabilità
- Art. 236 c.p.p.: Documenti relativi al giudizio sulla personalità
Commento
La disposizione disciplina un flusso specifico di rifiuti soggetto a regime EPR di filiera: Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CONOU). EPR sugli oli lubrificanti usati, contributo di riciclaggio versato all'immissione in consumo, raccolta obbligatoria. L'esigenza di una regolazione settoriale nasce dalla peculiarita merceologica, ambientale e logistica di alcune categorie di rifiuti, che impone un'organizzazione gestionale dedicata anche per soddisfare gli obiettivi quantitativi dei corrispondenti atti eurounitari.
Logica della responsabilita estesa del produttore
Il modello EPR settoriale ricalca, con adattamenti, l'architettura degli imballaggi: il produttore (o, in alcuni casi, l'importatore o il distributore) e obbligato all'adesione a un consorzio obbligatorio riconosciuto dal MASE o, in alternativa, alla costituzione di un sistema autonomo. Il contributo ambientale, versato all'immissione sul mercato del prodotto da cui originera il rifiuto, costituisce la provvista per coprire i costi di raccolta, trasporto, trattamento e recupero. In linea generale, la giurisprudenza ha valorizzato la natura solidaristica del modello, che internalizza nel prezzo del prodotto i costi ambientali della sua fine vita.
Raccordo con le discipline speciali
Diverse fattispecie sono regolate da decreti settoriali che affiancano l'art. 227 e gli articoli vicini: per i RAEE il d.lgs. 49/2014; per i veicoli fuori uso il d.lgs. 209/2003 e il regolamento in corso di approvazione in sede UE (proposta ELVR); per pile e accumulatori il d.lgs. 188/2008 e il regolamento UE 2023/1542 sulle batterie; per i pneumatici (PFU) il d.m. 82/2011; per i rifiuti sanitari il d.P.R. 254/2003. Il coordinamento tra norma generale e discipline speciali avviene secondo il criterio di specialita, fermo restando l'ombrello dei principi del codice.
Tracciabilita, controlli e profili sanzionatori
Il sistema poggia su strumenti di tracciabilita (formulari di identificazione del rifiuto, registri di carico e scarico, MUD annuale e, per i soggetti tenuti, RENTRI). I controlli sono distribuiti tra agenzie regionali di protezione ambientale, organi di polizia giudiziaria e, per i flussi transfrontalieri, dogana e capitanerie di porto. Il regime sanzionatorio combina sanzioni amministrative pecuniarie e fattispecie penali della Parte VI-bis del codice; per le condotte associative gravi rilevano anche le figure dei reati ambientali introdotte dalla l. 68/2015.
Profili operativi per le imprese
L'impresa che immette sul mercato un prodotto soggetto a EPR deve censire i propri obblighi gia in fase di marketing del prodotto, individuare il consorzio o sistema autonomo competente, attivare la posizione contributiva, predisporre etichettatura e schede tecniche informative e sincronizzare la propria reportistica ambientale. Sul piano contrattuale, occorre rivedere clausole di fornitura per definire la titolarita dell'obbligo nelle filiere lunghe e nelle vendite a distanza, tipicamente attribuendolo al primo immettitore sul mercato italiano.
Connessioni sistemiche
La disposizione si coordina con gli artt. 178 ss. (principi e obblighi generali), 188 (responsabilita della gestione), 193 (formulario), 212 (Albo gestori ambientali), 188-bis e ss. (RENTRI), oltre che con le disposizioni della Parte VI sul danno ambientale e con il regolamento UE 2024/1157 sulle spedizioni di rifiuti. Ulteriori raccordi si rinvengono nei piani regionali di gestione dei rifiuti e negli atti programmatori del MASE.
Domande frequenti
L'art. 236 si applica anche al piccolo produttore?
In linea generale si: l'obbligo EPR scatta gia con la prima immissione sul mercato. Esistono pero soglie quantitative e regimi semplificati per micro-imprese previsti dalle discipline speciali, che vanno verificati per il singolo settore (RAEE, pile, PFU, oli).
Come si coordina con le discipline speciali?
Si applica il principio di specialita: la disciplina settoriale prevale sull'art. 227 e sugli articoli vicini per gli aspetti tecnico-gestionali. Il codice resta riferimento per i principi generali (responsabilita, tracciabilita, sanzioni residuali).
Quali strumenti di tracciabilita devo usare?
Tipicamente: registro di carico e scarico, formulario di identificazione del rifiuto e dichiarazione MUD annuale. Per i soggetti obbligati e in corso l'attivazione del RENTRI, sistema telematico unico di tracciabilita gestito dall'albo nazionale dei gestori ambientali.
Vedi anche