Testo dell'articoloVigente
Art. 33 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione
D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi prestazioni professionali e forniture, denominato ‘indicatore annuale di tempestività dei pagamentì , nonché l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici . A decorrere dall’anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato ‘indicatore trimestrale di tempestività dei pagamentì , nonché l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici . Gli indicatori di cui al presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalità definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 33 affronta uno dei temi più sensibili del rapporto tra pubblica amministrazione e operatori economici: la tempestività dei pagamenti. Per decenni il ritardo nei pagamenti della PA è stato un fattore di crisi finanziaria per molte imprese, in particolare PMI, e ha attirato anche l'attenzione delle istituzioni europee. La direttiva late payments e le successive disposizioni nazionali hanno costruito un quadro vincolante; l'articolo 33 ne rappresenta il versante della trasparenza.
L'indicatore annuale di tempestività
Il primo strumento previsto è l'indicatore annuale di tempestività dei pagamenti, che misura il tempo medio intercorso tra la scadenza delle fatture relative ad acquisti di beni, servizi e forniture e l'effettivo pagamento. Il calcolo è effettuato secondo metodologie standardizzate definite dalla Ragioneria generale dello Stato, in coerenza con la piattaforma dei crediti commerciali, e consente confronti tra amministrazioni omogenee e nel tempo.
L'indicatore trimestrale
A decorrere dal 2015 è stato introdotto un indicatore trimestrale di tempestività con il medesimo oggetto. La cadenza più stretta risponde all'esigenza di intercettare tempestivamente fenomeni di deterioramento dei tempi di pagamento, senza dover attendere la rilevazione annuale. È uno strumento di early warning che alimenta anche le politiche correttive del MEF.
L'ammontare complessivo dei debiti
Accanto agli indicatori temporali, la norma richiede la pubblicazione dell'ammontare complessivo dei debiti commerciali e del numero delle imprese creditrici. Sono due dati che insieme restituiscono la dimensione del fenomeno: il primo misura l'esposizione finanziaria dell'amministrazione verso il sistema produttivo, il secondo segnala l'ampiezza della platea di soggetti coinvolti. Un debito elevato concentrato su pochi creditori ha implicazioni diverse da un debito analogo distribuito su molte piccole imprese.
Lo schema tipo e il portale unico
La parte finale del comma 1 prevede che gli indicatori siano elaborati e pubblicati anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo definito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza unificata. La centralizzazione persegue due obiettivi: assicurare l'omogeneità metodologica e consentire viste aggregate utili per le politiche nazionali. Il portale di riferimento è quello della piattaforma dei crediti commerciali, gestita dalla Ragioneria generale dello Stato.
Conseguenze sostanziali del dato pubblicato
I dati pubblicati non sono fini a sé stessi: alimentano valutazioni di performance dei dirigenti, possono incidere sulle premialità in attuazione della disciplina della performance, e in alcuni casi sono fattori considerati nelle decisioni di affidamento delle stazioni appaltanti. Inoltre, l'indicatore di tempestività è parte integrante delle relazioni allegate al rendiconto e al bilancio consolidato, secondo le regole della contabilità armonizzata.
Il ruolo della Corte dei conti e degli organi di revisione
Sia la Corte dei conti, attraverso le sue sezioni di controllo, sia gli organi di revisione contabili interni utilizzano i dati di tempestività nei loro accertamenti. La trasparenza ex articolo 33 si inserisce dunque in una catena di controlli più ampia, che combina pubblicità diffusa e vigilanza istituzionale, con effetti tangibili sulla disciplina della spesa.
Casi pratici
Caso 1: Indicatore in peggioramento
Tizio è imprenditore titolare di una PMI fornitrice di una grande azienda sanitaria. Consulta la sezione trasparenza dell'ente e nota che l'indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti è progressivamente peggiorato negli ultimi quattro trimestri. Decide di richiedere un confronto formale con l'ufficio acquisti per ottenere garanzie sul rispetto delle scadenze contrattuali e valuta di attivare le procedure di sollecito previste dalla normativa sui ritardi di pagamento.
Caso 2: Riduzione del debito commerciale
Caio è dirigente del settore bilancio di un Comune. A inizio anno predispone un piano di riduzione del debito commerciale puntando su erogazioni mirate di anticipazioni di liquidità e su una rivisitazione del ciclo di registrazione delle fatture. A fine anno, in sede di pubblicazione ex articolo 33, l'indicatore annuale registra un miglioramento significativo, riflettendo il successo del piano e producendo effetti positivi anche sulla valutazione di performance del settore.
Domande frequenti
Cosa misura l'indicatore di tempestività dei pagamenti?
Il tempo medio intercorso tra la scadenza delle fatture per beni, servizi e forniture e l'effettivo pagamento da parte dell'amministrazione.
Con quale frequenza si pubblica?
Annualmente con l'indicatore annuale e, dal 2015, anche trimestralmente con l'indicatore trimestrale di tempestività.
Quali altri dati si pubblicano insieme all'indicatore?
L'ammontare complessivo dei debiti commerciali dell'amministrazione e il numero delle imprese creditrici, per dimensionare il fenomeno.