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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'art. 70 del D.Lgs. 231/2001 disciplina gli effetti della sentenza di condanna nelle operazioni di trasformazione, fusione e scissione societaria che coinvolgono l'ente responsabile. La norma impone al giudice di indicare nel dispositivo gli enti «successori» — quelli risultanti dalla trasformazione o fusione ovvero i beneficiari della scissione — nonché l'ente originariamente responsabile. La sentenza pronunciata contro l'originario ente responsabile produce effetti anche nei confronti degli enti indicati, evitando che le operazioni straordinarie societarie si trasformino in uno strumento di elusione del sistema sanzionatorio 231. Questa norma si coordina con gli artt. 28-33, che regolano la responsabilità degli enti nei casi di trasformazione, fusione e scissione, stabilendo i criteri di trasmissione della responsabilità. Il MOG e l'OdV devono essere adeguati in occasione di tali operazioni per evitare lacune di compliance. La distinzione tra D.Lgs. 231/2001 e D.Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio) rimane essenziale: si tratta di normative distinte che perseguono obiettivi differenti.

Testo dell'articoloVigente

Art. 70 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Sentenza in caso di vicende modificative dell’ente

In vigore dal 04/07/2001

1. Nel caso di trasformazione, fusione o scissione dell'ente responsabile, il giudice dà atto nel dispositivo che la sentenza è pronunciata nei confronti degli enti risultanti dalla trasformazione o fusione ovvero beneficiari della scissione, indicando l'ente originariamente responsabile.

2. La sentenza pronunciata nei confronti dell'ente originariamente responsabile ha comunque effetto anche nei confronti degli enti indicati nel comma 1.

Commento

L'art. 70 affronta un rischio concreto nell'applicazione pratica del sistema 231: l'ente condannato o in procinto di essere condannato potrebbe tentare di sottrarsi alle sanzioni attraverso operazioni straordinarie. La fusione per incorporazione, la scissione parziale o la trasformazione potrebbero in teoria far «scomparire» il soggetto giuridico condannato, trasferendo le attività in capo a un ente non formalmente toccato dalla sentenza. L'art. 70 impedisce questo esito prevedendo la estensione soggettiva degli effetti della sentenza.

Il meccanismo si articola in due momenti. In primo luogo, il giudice individua gli enti succeduti all'originario responsabile e li nomina nel dispositivo, garantendo trasparenza e certezza nell'identificazione dei soggetti vincolati. In secondo luogo, la sentenza produce automaticamente i propri effetti nei confronti di tali enti: sanzioni pecuniarie, interdittive e confisca si trasferiscono secondo i criteri degli artt. 28-33, che stabiliscono regole differenziate per fusione, scissione e trasformazione (con limiti quantitativi legati al patrimonio netto trasferito per le scissioni parziali).

Sul piano della compliance, l'art. 70 è un incentivo ulteriore a condurre accurate due diligence 231 prima di qualsiasi operazione straordinaria: l'acquirente di un ente con procedimenti 231 pendenti può ereditare sanzioni significative. Le Linee Guida Confindustria raccomandano di includere la verifica del registro 231 e dei procedimenti pendenti nella checklist di ogni due diligence M&A. Il whistleblowing ex D.Lgs. 24/2023 deve essere recepito nel MOG degli enti risultanti dall'operazione. È fondamentale il supporto di un professionista legale qualificato nelle fasi di strutturazione delle operazioni straordinarie.

Casi pratici

Caso 1: Fusione per incorporazione post-condanna

Caso 2: Due diligence 231 in un'acquisizione

Domande frequenti

Cosa succede alla condanna 231 in caso di fusione dell'ente condannato?

Ai sensi dell'art. 70, il giudice indica nel dispositivo l'ente risultante dalla fusione (incorporante o nuovo ente) come destinatario degli effetti della sentenza. La condanna produce effetti anche nei suoi confronti, secondo i criteri degli artt. 28-29 che regolano la responsabilità nelle fusioni. L'incorporante subentra nella responsabilità sanzionatoria, ma con i limiti del patrimonio netto trasferito e delle sanzioni pecuniarie proporzionali al vantaggio conseguito dall'originario ente.

Perché la due diligence 231 è importante nelle operazioni M&A?

Perché l'acquirente di un ente con procedimenti 231 pendenti può ereditare le sanzioni derivanti da condanne pronunciate anche dopo il closing. L'art. 70 estende gli effetti della sentenza agli enti risultanti da fusione o scissione, rendendo necessario verificare prima dell'operazione l'esistenza di indagini o rinvii a giudizio ex D.Lgs. 231/2001. Un MOG adeguato nell'ente acquisito riduce il rischio di responsabilità trasferita ma non lo elimina per fatti già commessi.

In caso di scissione parziale, tutti i beneficiari rispondono dell'intera sanzione?

No. Gli artt. 30-31 prevedono che in caso di scissione i beneficiari rispondano della sanzione pecuniaria nei limiti del patrimonio netto ricevuto in sede di scissione. La sanzione interdittiva si applica solo agli enti che hanno effettivamente beneficiato dell'attività nel cui ambito è stato commesso il reato presupposto. Il giudice deve indicare specificamente quali enti beneficiari sono soggetti a quali sanzioni, rispettando il principio di proporzionalità.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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