Indice
- Rivelazione di segreti d'ufficio violando doveri della funzione: 6 mesi-3 anni
- Divulgazione aggravata per procurare indebito profitto: 2-5 anni
- Forma colposa: fino a 1 anno reclusione
- Tutela riservatezza dati pubblici, segreti di stato, informazioni sensibili amministrative
Testo dell'articoloVigente
Art. 326 c.p. – Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio
Testo vigente — R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio, o comunque abusando della sua qualità, rivela notizie di ufficio, le quali debbano rimanere segrete, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se l’agevolazione è soltanto colposa, si applica la reclusione fino a un anno.
Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, per procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale, si avvale illegittimamente di notizie di ufficio, le quali debbano rimanere segrete, è punito con la reclusione da due a cinque anni. Se il fatto è commesso al fine procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad altri un danno ingiusto, si applica la pena della reclusione fino a due anni .
Stesso numero, altri codici
- Art. 326 D.Lgs. 209/2005 — Articolo abrogato
- Art. 326 Codice Civile: Inalienabilità dell'usufrutto legale
- Articolo 326 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 326 Codice di Procedura Civile: Decorrenza dei termini
- Art. 326 c.p.p.: Finalità delle indagini preliminari
- Art. 326 Codice della Navigazione — Durata del contratto a tempo determinato e di quello per più viaggi
In sintesi
Il pubblico ufficiale che rivela segreti d'ufficio è punito da sei mesi a tre anni; se per profitto patrimoniale, da due a cinque anni.
Ratio
L'articolo 326 protegge riservatezza dell'amministrazione pubblica e dei dati amministrativi da abuso informativo del pubblico ufficiale. A differenza di art. 325 (sfruttamento scoperta per lucro privato), qui la lesione è alla confidenzialità stessa del sistema: il funzionario tradisce il dovere di segretezza rivelando notizie che 'debbano rimanere segrete'. Ratio è plurimo: proteggere indagini in corso, segreti di stato, dati sensibili cittadini, strategie amministrative.
Analisi
Primo comma: rivelazione di notizie d'ufficio che debbano rimanere segrete, in violazione doveri funzione, oppure 'comunque abusando della qualità', con reclusione 6 mesi-3 anni. Secondo comma: agevolazione colposa della conoscenza di segreto, fino a 1 anno. Terzo comma: rivelazione per procurare a sé/altri indebito profitto patrimoniale, con 2-5 anni. Quarto comma: rivelazione per procurare profitto non patrimoniale o cagionare danno ingiusto, fino a 2 anni.
Quando si applica
Maresciallo carabinieri rivela a giornalista dettagli di indagine penale in corso (notizia segreta): art. 326 comma 1. Funzionario tributario divulga dati fiscali cliente di azienda concorrente per facilitare concorrente nel colpire il cliente: art. 326 comma 1 (abuso qualità). Agente di polizia vende a rivista gossip foto dossier riservato su politico: art. 326 comma 3 se per ricavare compenso dalla rivista (profitto patrimoniale).
Connessioni
Rimandi artt. 314 (peculato), 325 (invenzioni), 324 (abrogato), 317 (concussione), legge 124/2007 (segreti di stato), codice dell'amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005 su dati sensibili), GDPR (protezione dati personali). Collegato a dovere segreto d'ufficio e dever di astensione da conflitto interesse.
Pronunce della Corte Costituzionale
Corte Cost., sent. n. 222/2019
Prassi dell'Agenzia delle Entrate
Ministero della Giustizia
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio, funzionario carabinieri, rivela a Caio (amico giornalista) dettagli indagine su corruzione ancora in corso, inclusi nomi dei testimoni e strategie investigative. Atto è violazione doveri funzione (segretezza indagine penale); Tizio configura art. 326 comma 1, pena 6 mesi-3 anni. Non ha ricavato compenso, quindi non comma 3 (profitto patrimoniale).
Caso 2: Caso 2
Sempronio, ispettore tributario, accede al fascicolo di verifica fiscale di azienda rivale di Mevio. Sempronio vende informazioni riservate (redditi, compensi fornitori) a Mevio, per ricavare 3.000 euro. Commette art. 326 comma 3: rivelazione segreto d'ufficio per procurare a sé (Sempronio) profitto patrimoniale, pena 2-5 anni.
Domande frequenti
Che cosa si intende per 'segreto d'ufficio'?
Informazione che per natura, contesto o normativa deve rimanere riservata: indagini penali in corso, dati fiscali/tributari, documenti classificati, dati sanitari pazienti, comunicazioni intercorse con altre amministrazioni.
Se rivelo un segreto d'ufficio verbalmente (non per iscritto), è comunque reato?
Sì, mezzo di rivelazione non rileva. Basta che comunichi notizia segreta a chi non ha legittimo diritto (terzo esterno, giornalista, privato), anche verbalmente.
Se ero funzionario e dopo aver lasciato il lavoro rivelo un segreto, sono punibile?
Sì, se l'obbligo di riservatezza sussisteva al momento della conoscenza. Il dovere di segretezza non cessa automaticamente quando abbandoni ufficio; dipende dalla natura del segreto.
Qual è la differenza tra rivelazione semplice e per profitto?
Semplice: 6 mesi-3 anni; per profitto patrimoniale: 2-5 anni. Se riveli per danno altrui (non patrimoniale), fino a 2 anni. Profitto patrimoniale aggrava considerevolmente.
Se scopro che un funzionario rivela segreti, a chi posso segnalare?
Puoi denunciare a Procura della Repubblica. Se sei danneggiato (es. persona il cui dato riservato fu divulgato), puoi anche querelare privatamente e costituirti parte civile nel processo penale.
Fonti consultate: 2 fontei verificate