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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha ordinato la restituzione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Napoli in seguito a ius superveniens: la questione sull’art. 18, comma 7, l. 354/1975 (visto di censura sulla corrispondenza dei detenuti e mancanza di ricorso giurisdizionale) richiedeva una nuova valutazione alla luce delle norme sopravvenute.

Di cosa si tratta

L’art. 18, comma 7, dell’ordinamento penitenziario (l. 354/1975) consentiva al magistrato di sorveglianza di sottoporre a visto di censura la corrispondenza del detenuto. Il Tribunale di sorveglianza di Napoli aveva sollevato questione perché la norma non prevedeva né i limiti entro cui esercitare tale potere, né alcun mezzo di impugnazione per il detenuto che avesse subito il provvedimento.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 15 e 24 della Costituzione, questione sull’art. 18, comma 7, l. 354/1975, “nella parte in cui non prescrive i limiti entro i quali il magistrato di sorveglianza può esercitare il potere di limitare il diritto alla tutela e segretezza della corrispondenza e non prevede la possibilità per il detenuto di tutelare il proprio diritto nell’ambito di un procedimento giurisdizionale”.

La decisione della Corte

La Corte ha ordinato la restituzione degli atti ai giudici a quibus per una nuova valutazione della rilevanza e non manifesta infondatezza della questione, alla luce di norme sopravvenute che avevano modificato la disciplina penitenziaria in materia di corrispondenza e dei relativi rimedi giurisdizionali.

Il principio

Quando, in pendenza di un giudizio di legittimità costituzionale, intervengono norme che modificano la disciplina oggetto della questione, la Corte restituisce gli atti al giudice rimettente affinché rivaluti la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione alla luce del nuovo quadro normativo.

Domande e risposte

Cosa è il visto di censura sulla corrispondenza dei detenuti?

È un controllo del contenuto della corrispondenza del detenuto disposto dal magistrato di sorveglianza, che può limitare il diritto alla segretezza della corrispondenza (art. 15 Cost.) per ragioni di sicurezza o di ordine nell’istituto.

Perché la Corte non ha deciso nel merito?

Perché nel frattempo erano intervenute norme che avevano modificato la disciplina del controllo sulla corrispondenza dei detenuti; il giudice rimettente doveva rivalutare se la questione fosse ancora rilevante e non manifestamente infondata alla luce del nuovo diritto.

Qual è la tutela del detenuto in materia di corrispondenza?

Il detenuto ha diritto alla segretezza della corrispondenza (art. 15 Cost.) e a un rimedio giurisdizionale effettivo (art. 24 Cost.) contro i provvedimenti che la limitino. La questione sollevata riguardava proprio l’assenza di tali garanzie nell’ordinamento penitenziario dell’epoca.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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