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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dal Tribunale di Milano contro la Camera dei deputati in relazione alla delibera di insindacabilità delle dichiarazioni dell’on. Vittorio Sgarbi nei confronti dei magistrati Colombo, Davigo e Greco. Il conflitto può procedere nel merito.

Di cosa si tratta

I magistrati Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Francesco Greco convengono in giudizio l’on. Vittorio Sgarbi per il risarcimento del danno derivante da dichiarazioni in cui li aveva definiti, tra l’altro, “assassini” e “un’associazione a delinquere”. La Camera dichiara insindacabili quelle opinioni. Il Tribunale di Milano contesta il difetto di nesso funzionale con l’attività parlamentare.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Milano solleva conflitto di attribuzioni nei confronti della Camera dei deputati in relazione alla delibera del 30 maggio 2000, contestando che le espressioni di Sgarbi — rese su quotidiani nel 1994 — abbiano il necessario “nesso funzionale” con l’esercizio delle funzioni parlamentari ex art. 68, primo comma, Cost.

La decisione della Corte

La Corte dichiara ammissibile il conflitto: il Tribunale è un potere dello Stato e la delibera della Camera è idonea a menomare le sue attribuzioni giurisdizionali, con conseguente obbligo di procedere alla verifica del merito in separata sede.

Il principio

Dichiarazioni rese da un parlamentare sulla stampa — senza corrispondenza con atti tipicamente parlamentari precedenti o contestuali — non godono automaticamente dell’immunità ex art. 68 Cost.; la delibera camerale che le qualifichi come tali è impugnabile con conflitto di attribuzioni.

Domande e risposte

Le critiche ai magistrati da parte di un parlamentare sono sempre insindacabili?

No. L’immunità copre solo le opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni parlamentari, ovvero quelle con un nesso funzionale diretto con atti parlamentari tipici (interrogazioni, discorsi in aula, ecc.). Dichiarazioni rese su quotidiani senza tale connessione non sono automaticamente protette.

Chi può sollevare un conflitto di attribuzioni?

Un “potere dello Stato”, secondo l’art. 37, legge n. 87/1953. I tribunali ordinari, quando esercitano la funzione giurisdizionale, sono “poteri dello Stato” legittimati ad agire davanti alla Corte costituzionale.

Cosa accade dopo l’ammissibilità?

La Corte fissa un termine entro cui il ricorrente deve notificare il ricorso alla Camera dei deputati, poi la questione viene discussa nel merito in un’udienza successiva, dove la Corte stabilisce se la delibera fosse legittima o meno.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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