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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione con cui il GUP di Verbania chiedeva di sopprimere l’istituto dell’udienza preliminare, ritenuto inutile dopo l’introduzione del diritto incondizionato al giudizio abbreviato. La Corte ricorda che l’udienza preliminare è una scelta discrezionale del legislatore e che la valutazione della sua opportunità non spetta al controllo di costituzionalità.
Di cosa si tratta
Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Verbania investito di un procedimento per cessione di stupefacenti aveva sollevato questione di costituzionalità dell’intero Titolo IX del Libro V del codice di procedura penale (che disciplina l’udienza preliminare) e dell’art. 550, comma 1 (che limita i casi di citazione diretta a giudizio). La tesi era che l’udienza preliminare fosse divenuta inutile dopo la legge n. 479 del 1999, che aveva introdotto il diritto incondizionato dell’imputato di accedere al giudizio abbreviato.
La questione di legittimità costituzionale
Norme impugnate: intero Titolo IX del Libro V del codice di procedura penale e art. 550, comma 1, dello stesso codice. Parametri: artt. 3, 97 e 111 della Costituzione. Rimettente: GUP del Tribunale di Verbania, ordinanza del 5 febbraio 2008. Il rimettente sosteneva che mantenere l’udienza preliminare fosse irragionevole, contrario al buon andamento e alla durata ragionevole del processo, in quanto il giudice dell’udienza non avrebbe mai potuto pronunciare non luogo a procedere se l’imputato poteva comunque chiedere il giudizio abbreviato.
La decisione della Corte
La Corte dichiara la questione manifestamente inammissibile. Richiedere l’eliminazione di un intero istituto processuale è una richiesta di intervento additivo su norme processuali che rientrano nella discrezionalità del legislatore. La Corte non può sostituirsi al Parlamento nella scelta dei modelli processuali, specie quando la norma non presenta un vizio identificabile che la rende incostituzionale in una parte specifica e determinata.
Il principio
La Corte non può essere investita di richieste che si risolvono sostanzialmente nell’abrogazione di interi istituti processuali: tale valutazione di opportunità e bilanciamento spetta al legislatore. Una questione di legittimità costituzionale deve avere un oggetto specifico e una soluzione costituzionalmente obbligata, non una semplice critica all’efficienza del sistema.
Domande e risposte
Cos’è l’udienza preliminare nel processo penale?
L’udienza preliminare è una fase processuale in cui il GUP valuta se il pubblico ministero abbia elementi sufficienti per rinviare l’imputato a giudizio. Se gli elementi sono insufficienti, pronuncia sentenza di non luogo a procedere, evitando un dibattimento inutile.
Cos’è il giudizio abbreviato incondizionato?
Il giudizio abbreviato è un rito alternativo in cui l’imputato chiede di essere giudicato allo stato degli atti, rinunciando al dibattimento. In cambio, ottiene uno sconto di pena di un terzo. Dopo la riforma del 1999, il diritto al rito abbreviato è diventato incondizionato: il giudice non può rifiutare la richiesta dell’imputato.
Perché il GUP riteneva inutile l’udienza preliminare?
Il ragionamento era: se il giudice dell’udienza preliminare avrebbe dovuto pronunciare non luogo a procedere in base agli atti, lo stesso risultato sarebbe stato raggiunto nell’abbreviato. Ma la Corte ha considerato questo un giudizio di opportunità, non di costituzionalità.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di ragionevolezza, parametro invocato dal rimettente
- Art. 97 della Costituzione — buon andamento della pubblica amministrazione, esteso al sistema giudiziario
- Art. 111 della Costituzione — durata ragionevole del processo, parametro della questione
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