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La Corte dichiara non fondate e in parte inammissibili le censure della Regione Campania contro il tetto di 240.000 euro alle retribuzioni pubbliche: imporre alle Regioni il limite massimo allo stipendio del personale è un principio di coordinamento della finanza pubblica, legittimamente fissato dallo Stato.

Di cosa si tratta

Per contenere la spesa pubblica, una norma del 2014 ha esteso anche al personale delle Regioni il tetto massimo al trattamento economico annuo onnicomprensivo, fissato in 240.000 euro lordi. La Regione Campania ha impugnato la disposizione, lamentando l’invasione della propria competenza in materia di organizzazione amministrativa e la lesione dell’autonomia finanziaria.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 13, commi 1-4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (convertito dalla legge n. 89 del 2014), in riferimento agli artt. 3, 97, 117 (primo, terzo e quarto comma), 118, 119, 120 e 123 della Costituzione. Le censure effettive riguardavano il comma 3, che impone alle Regioni di adeguarsi al nuovo limite retributivo.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondate le censure sul riparto di competenze e inammissibili le altre. Il contenimento della spesa per il personale, anche tramite un tetto massimo, è legittima espressione del principio di «coordinamento della finanza pubblica» (art. 117, terzo comma, Cost.), che può tradursi anche in norme puntuali. Inoltre il trattamento economico dei dipendenti pubblici rientra nell’«ordinamento civile», di competenza statale, che prevale sulle attribuzioni regionali. Le censure aggiunte solo con memoria, quelle sul termine di adeguamento e quella sull’art. 97 Cost. sono state ritenute inammissibili (per tardività, genericità, mancata interpretazione conforme o difetto di «ridondanza»).

Il principio

Il tetto agli stipendi del personale pubblico è un principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica e, insieme, materia di ordinamento civile: entrambe le competenze sono statali e prevalgono sull’autonomia organizzativa e finanziaria delle Regioni.

Domande e risposte

Lo Stato può imporre alle Regioni un tetto agli stipendi del personale?

Sì. Il limite massimo alle retribuzioni pubbliche è un principio di coordinamento della finanza pubblica e attiene all’ordinamento civile, materie entrambe di competenza statale.

Il tetto viola l’autonomia finanziaria della Regione?

No. Trattandosi di coordinamento finanziario uniforme su tutto il territorio, l’autonomia di spesa regionale recede di fronte a tali misure.

Perché alcune censure non sono state esaminate nel merito?

Perché inammissibili: alcune introdotte tardivamente con memoria, altre formulate in modo generico, altre ancora prive della dimostrazione che il vizio incidesse sulle competenze regionali.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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