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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ordina la restituzione degli atti al TAR per il Piemonte affinché rivaluti la rilevanza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 32 del d.lgs. n. 286/1998 (Testo unico sull’immigrazione) in materia di trattenimento degli stranieri, alla luce delle modifiche normative sopravvenute che hanno mutato il quadro legislativo di riferimento.

Di cosa si tratta

Il TAR per il Piemonte, con tre ordinanze di identico tenore, aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 32, commi 1 e 1-bis, del Testo unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) in riferimento agli artt. 3, 10 primo comma, e 117 primo comma della Costituzione. Le disposizioni impugnate riguardavano le condizioni e i limiti del trattenimento degli stranieri nei centri di identificazione ed espulsione.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 10, primo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 32, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico sull’immigrazione), concernente le modalità di trattenimento degli stranieri.

La decisione della Corte

La Corte costituzionale, riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte per una nuova valutazione riguardo alla rilevanza della questione alla luce del mutato quadro normativo. Sopravvenute modifiche legislative hanno cambiato la disciplina censurata e il TAR deve valutare se la questione mantenga attualità e rilevanza nel giudizio principale.

Il principio

Quando, nel corso del giudizio di legittimità costituzionale, interviene una modifica legislativa rilevante che muta il quadro normativo di riferimento, la Corte può disporre la restituzione degli atti al giudice rimettente affinché rivaluti se la questione rimanga rilevante e se la norma impugnata sia ancora applicabile nel giudizio principale.

Domande e risposte

Cosa comporta la restituzione degli atti al giudice rimettente?

Il giudice rimettente deve riesaminare la questione alla luce delle nuove norme: se ritiene che la questione sia ancora rilevante e non manifestamente infondata, può presentare una nuova ordinanza di rimessione alla Corte; altrimenti definisce il giudizio principale applicando le norme sopravvenute.

Perché il mutato quadro normativo incide sulla questione di legittimità costituzionale?

Perché la questione di legittimità costituzionale deve essere rilevante nel giudizio principale: se la norma impugnata non è più quella applicabile al caso concreto (perché sostituita o modificata), la questione perde il suo presupposto e diventa irrilevante.

Quali diritti erano in gioco nel caso del trattenimento degli stranieri?

I parametri invocati erano l’art. 3 Cost. (uguaglianza), l’art. 10, primo comma (conformità dell’ordinamento alle norme internazionali) e l’art. 117, primo comma (rispetto degli obblighi internazionali e comunitari); in sostanza si lamentava che le regole sul trattenimento degli stranieri non rispettassero i principi internazionali in materia di libertà personale degli stranieri.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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