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La Corte dichiara non fondate le questioni sollevate dalla Provincia autonoma di Trento sull’art. 49, comma 4-ter, del d.l. n. 78/2010, che qualificava la disciplina della SCIA come «livello essenziale delle prestazioni» e come «tutela della concorrenza»: entrambe materie di competenza legislativa esclusiva statale.

Di cosa si tratta

L’art. 49, comma 4-ter, del d.l. n. 78/2010 qualificava espressamente la nuova disciplina della SCIA (che sostituiva la DIA — Dichiarazione di Inizio Attività) come attinente alla tutela della concorrenza (art. 117, comma 2, lett. e, Cost.) e come livello essenziale delle prestazioni (art. 117, comma 2, lett. m, Cost.). La Provincia autonoma di Trento ne contestava l’applicabilità alle proprie competenze statutarie in numerose materie.

La questione di legittimità costituzionale

La Provincia autonoma di Trento ha impugnato l’art. 49, comma 4-ter, del d.l. n. 78/2010, convertito dalla legge n. 122/2010, in riferimento agli artt. 8 e 9 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, nonché agli artt. 117 e 118 Cost. La ricorrente sosteneva che quella qualificazione legislativa non potesse vincolare le sue competenze statutarie primarie in materie quali urbanistica, turismo, commercio. Giudice relatore: Alessandro Criscuolo.

La decisione della Corte

La Corte dichiara non fondate le questioni. La qualificazione dell’art. 49, comma 4-ter, come attinente alla tutela della concorrenza e ai livelli essenziali delle prestazioni è coerente con la natura della SCIA: lo strumento è funzionale alla liberalizzazione delle attività economiche (concorrenza) e garantisce una standard minimo uniforme di semplificazione procedimentale su tutto il territorio nazionale (livello essenziale). Tale qualificazione è perciò legittima e si impone anche alle autonomie speciali.

Il principio

Il legislatore statale può qualificare come «tutela della concorrenza» e «livello essenziale delle prestazioni» la disciplina della SCIA, rendendola applicabile su tutto il territorio nazionale, anche nelle materie di competenza delle autonomie speciali, quando essa sia realmente funzionale alla libertà di iniziativa economica e all’uniformità del trattamento dei cittadini.

Domande e risposte

Cosa sono i «livelli essenziali delle prestazioni»?

Sono standard minimi uniformi che lo Stato può fissare su tutto il territorio nazionale per garantire uguaglianza di trattamento dei cittadini nell’accesso a diritti civili e sociali. La loro determinazione è materia di competenza esclusiva statale (art. 117, comma 2, lett. m, Cost.).

La SCIA è davvero una misura di «concorrenza»?

Secondo la Corte sì: semplificare l’avvio delle attività economiche abbattendo le barriere burocratiche all’accesso rientra nella tutela della concorrenza, che impone condizioni di parità su tutto il territorio.

Le Province autonome possono avere procedure diverse dalla SCIA?

Non per le materie in cui la SCIA è qualificata come livello essenziale; possono però disciplinare aspetti procedurali propri nelle materie di competenza statutaria, purché non comprimano lo standard minimo nazionale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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