Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 19/2025 la Corte costituzionale ha respinto le censure sulla disciplina della rivalutazione (perequazione) delle pensioni prevista dalla legge di bilancio 2023.

Di cosa si tratta

Il caso riguarda la rivalutazione automatica delle pensioni, cioè l’adeguamento annuale degli importi all’aumento del costo della vita (la cosiddetta perequazione). La legge di bilancio 2023 aveva ridisegnato il meccanismo, prevedendo per le pensioni più elevate una rivalutazione meno che proporzionale. La Corte dei conti, nelle sezioni giurisdizionali di Toscana e Campania, ha sollevato dubbi di legittimità, ritenendo che il sacrificio imposto ai pensionati potesse violare il principio di adeguatezza della pensione, di proporzionalità della retribuzione e di uguaglianza. Il tema, ricorrente nella giurisprudenza costituzionale, riguarda l’equilibrio fra la tutela del potere d’acquisto delle pensioni e le esigenze di sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale, che giustificano interventi di contenimento.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 1, comma 309, della legge n. 197 del 2022 (legge di bilancio 2023) e l’art. 69 della legge n. 388 del 2000 sulla perequazione delle pensioni. La Corte dei conti rimettente lamentava il contrasto con gli artt. 3, 36 e 38 della Costituzione: uguaglianza, proporzionalità e adeguatezza della retribuzione e della pensione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni. Ha ritenuto che la disciplina della perequazione rientrasse nella discrezionalità del legislatore, in un quadro di sostenibilità finanziaria del sistema, senza superare i limiti di ragionevolezza e di tutela dell’adeguatezza delle pensioni.

Il principio

Il legislatore può modulare la rivalutazione delle pensioni, riducendola per gli importi più elevati, a tutela della sostenibilità del sistema previdenziale, purché non sacrifichi in modo irragionevole l’adeguatezza del trattamento pensionistico.

Domande e risposte

Cos’è la perequazione delle pensioni?

È l’adeguamento automatico degli importi delle pensioni all’aumento del costo della vita, per proteggerne il potere d’acquisto.

Si può ridurre la rivalutazione delle pensioni alte?

Sì, entro limiti di ragionevolezza: la Corte ha ritenuto legittima la modulazione prevista dalla legge di bilancio 2023 a tutela della sostenibilità del sistema.

Le pensioni sono tutelate dalla Costituzione?

Sì: gli artt. 36 e 38 garantiscono l’adeguatezza e la proporzionalità del trattamento, ma il legislatore conserva margini di intervento per la sostenibilità finanziaria.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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