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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione sull’art. 33-sexies c.p.p., che non prevede la rimessione in termini dell’imputato per richiedere il rito alternativo (patteggiamento o abbreviato) quando il giudice dell’udienza preliminare abbia erroneamente disposto il rinvio a giudizio invece di procedere con citazione diretta.

Di cosa si tratta

Un imputato dinanzi al Tribunale di Lecce (sezione distaccata di Nardò) era stato rinviato a giudizio ordinario per furto con destrezza. In dibattimento aveva chiesto la rimessione in termini per accedere al patteggiamento, sostenendo che avrebbe dovuto esser citato direttamente a giudizio (rito più semplice per i reati meno gravi) e che il rito errato gli aveva fatto perdere la chance di accedere ai riti alternativi. L’art. 33-sexies c.p.p. disciplina le declinazioni di competenza per connessione in sede penale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Lecce ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 33-sexies c.p.p., nella parte in cui non prevede la rimessione in termini dell’imputato per la richiesta di patteggiamento o rito abbreviato qualora il giudice dell’udienza preliminare abbia erroneamente disposto il rinvio a giudizio omettendo di rilevare la competenza del giudice monocratico con citazione diretta.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza. Ha rilevato che già il Tribunale di Lecce aveva errato nel suo sillogismo: il giudice di legittimità aveva indicato che una interpretazione delle norme vigenti consentiva di applicare in via analogica i meccanismi di rimessione in termini. La Corte ha considerato manifestamente infondata la questione anche per mancanza di motivazione sull’art. 111 Cost.

Il principio

La questione di legittimità costituzionale è manifestamente infondata quando l’interpretazione delle norme vigenti già consente di tutelare il diritto lamentato dall’imputato, rendendo non necessario un intervento manipolativo della Corte.

Domande e risposte

Cos’è la citazione diretta a giudizio in materia penale?

La citazione diretta a giudizio è un rito semplificato per reati meno gravi (di competenza del tribunale monocratico) che salta l’udienza preliminare: il pubblico ministero cita direttamente l’imputato davanti al giudice del dibattimento.

In cosa consiste il vantaggio perso dall’imputato?

Chi è citato direttamente ha più tempo per scegliere il rito alternativo (patteggiamento, rito abbreviato). Se invece si passa per il GUP, i termini per tali scelte maturano prima, e un errore procedurale può far perdere quella finestra.

Cosa prevede l’art. 33-sexies c.p.p.?

Disciplina la declinazione della competenza nei casi di connessione tra reati di competenza del tribunale collegiale e monocratico, stabilendo i criteri di attribuzione del processo al giudice competente.

Norme collegate

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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