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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 216 del 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma della legge di stabilità 2015 che aveva abrogato il premio spettante a determinati piloti militari alla cessazione dal servizio.

Di cosa si tratta

Il Codice dell’ordinamento militare prevedeva un premio per gli ufficiali piloti dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica in possesso del brevetto di pilota militare che, per ragioni legate ai limiti di età, non avevano potuto svolgere tutti i periodi di ferma volontaria consentiti. Il premio veniva corrisposto, in un’unica soluzione, alla cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età, e serviva a compensare la differenza tra i premi spettanti per i periodi di ferma e quelli effettivamente percepiti. La legge di stabilità 2015 ha però disposto l’abrogazione di questa previsione. Alcuni piloti che avevano maturato o stavano maturando il diritto al beneficio si sono visti privare di un’attribuzione patrimoniale su cui avevano fatto affidamento. Il Consiglio di Stato ha sollevato la questione di legittimità costituzionale, dubitando della ragionevolezza di un’abrogazione che incideva su posizioni consolidate e sul legittimo affidamento dei destinatari.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 1, comma 261, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità 2015), nella parte in cui aveva abrogato la norma del Codice dell’ordinamento militare sul premio ai piloti, sollevato dal Consiglio di Stato in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 1 del Primo Protocollo addizionale alla CEDU (tutela della proprietà).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 261, della legge n. 190 del 2014 nella parte in cui ha disposto l’abrogazione dell’art. 2261 del Codice dell’ordinamento militare. È stata così ripristinata la tutela del premio per i piloti militari che ne avevano i presupposti.

Il principio

L’abrogazione di un beneficio economico su cui i destinatari hanno fatto ragionevole affidamento, incidendo su posizioni consolidate, deve rispettare i principi di ragionevolezza e di tutela del legittimo affidamento: un intervento che li sacrifica senza adeguata giustificazione è costituzionalmente illegittimo.

Domande e risposte

Chi beneficia di questa decisione?

I piloti militari che avevano maturato i presupposti del premio previsto dal Codice dell’ordinamento militare, abrogato dalla legge di stabilità 2015 e ora ripristinato.

Cosa è il legittimo affidamento?

È la tutela della ragionevole aspettativa del cittadino sulla stabilità delle situazioni giuridiche su cui ha fatto conto: il legislatore non può travolgerla in modo arbitrario.

Perché è stata richiamata la CEDU?

Perché la Convenzione, all’art. 1 del Primo Protocollo, tutela il diritto di proprietà, comprensivo delle aspettative patrimoniali consolidate come quella al premio.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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