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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 77/2026 la Corte costituzionale ha salvato, leggendola in modo conforme a Costituzione, la disciplina del concordato sui motivi d’appello introdotta dalla riforma Cartabia, respingendo i dubbi sollevati dalla Cassazione.

Di cosa si tratta

La riforma Cartabia del processo penale (d.lgs. n. 150 del 2022) ha reintrodotto il cosiddetto concordato in appello, cioe l’accordo tra imputato e accusa sui motivi di impugnazione e sulla pena. L’art. 87-bis di quel decreto ne fissa i presupposti, tra cui alcune condizioni e limiti. La Corte di cassazione, prima sezione penale, ha sollevato dubbi su due aspetti di quella disciplina, sospettando che producessero disparita di trattamento e tensioni con il diritto di difesa e con i vincoli europei sul giusto processo. Il tema riguarda molti imputati: il concordato in appello e uno strumento deflattivo che consente di chiudere prima il processo con una pena concordata, e i suoi confini incidono direttamente sulle scelte difensive e sulla durata dei procedimenti.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 87-bis, commi 7, lettera c), e 8, del d.lgs. n. 150 del 2022 (riforma Cartabia) per contrasto con gli artt. 3, 24 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 6 CEDU sul giusto processo. A sollevare le questioni e stata la Corte di cassazione, prima sezione penale, con piu ordinanze poi riunite.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimita costituzionale dell’art. 87-bis, commi 7, lettera c), e 8, del d.lgs. n. 150 del 2022. Si tratta di una pronuncia interpretativa di rigetto: la disciplina del concordato in appello e salva se applicata nel significato indicato dalla Corte.

Il principio

La disciplina del concordato sui motivi d’appello introdotta dalla riforma Cartabia non e illegittima se interpretata in modo conforme a Costituzione, nel rispetto del diritto di difesa e del giusto processo.

Domande e risposte

Cos’e il concordato in appello?

E un accordo tra imputato e accusa con cui si rinuncia ad alcuni motivi di impugnazione e si concorda la pena, per chiudere piu rapidamente il giudizio di appello. La riforma Cartabia lo ha reintrodotto con l’art. 87-bis.

La Corte ha cambiato le regole del concordato?

No. Ha respinto le questioni con una pronuncia interpretativa: la disciplina resta in vigore, ma va applicata nel significato conforme a Costituzione indicato in motivazione.

Perche era stato chiamato in causa il giusto processo europeo?

Perche la Cassazione sospettava che la disciplina incidesse sul diritto di difesa e sul giusto processo tutelati anche dall’art. 6 CEDU, richiamato tramite l’art. 117, primo comma, Cost. La Corte ha escluso il contrasto, fornendone la lettura corretta.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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