Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 192 del 2020 la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione sulla mancata previsione della rimessione in termini per chiedere l’oblazione quando il giudice riqualifica il fatto in un reato che la consente.

Di cosa si tratta

L’oblazione (art. 162-bis cod. pen.) consente, per alcune contravvenzioni, di estinguere il reato pagando una somma di denaro entro determinati termini processuali. L’art. 141, comma 4-bis, delle norme di attuazione del codice di procedura penale disciplina i termini per avanzare la relativa domanda.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Teramo ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 141, comma 4-bis, delle norme di attuazione del cod. proc. pen., in relazione all’art. 162-bis cod. pen., in riferimento all’art. 24, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui non prevede che l’imputato sia rimesso in termini per l’oblazione quando il giudice riqualifichi il fatto in dibattimento.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione, osservando che né la direttiva 2012/13/UE né l’art. 48 della Carta dei diritti fondamentali UE impongono al legislatore di prevedere una rimessione in termini per accedere a riti premiali in caso di mera modifica della qualificazione giuridica del fatto.

Il principio

Il diritto di difesa non impone una rimessione in termini per chiedere l’oblazione ogniqualvolta il giudice riqualifichi giuridicamente il fatto contestato, purché l’imputato sia informato della modifica in tempo utile per reagire; spetta alla discrezionalità del legislatore disciplinare i termini di accesso ai riti premiali.

Domande e risposte

Cos’è l’oblazione?

È una causa di estinzione di alcune contravvenzioni che si realizza pagando una somma di denaro entro termini stabiliti, evitando il processo e la condanna.

Cosa chiedeva il giudice di Teramo?

Di poter rimettere l’imputato in termini per chiedere l’oblazione quando il giudice, in dibattimento, riqualifica il fatto in un reato che la ammette.

Come si è conclusa?

Con una declaratoria di non fondatezza: la Corte ha ritenuto che il diritto di difesa non imponga quella rimessione in termini.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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