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La Corte dichiara non fondata la questione sull’art. 464, comma 2, c.p.p. Quando l’imputato, opponendosi al decreto penale, chiede anche l’oblazione, il giudice può comunque prosciogliere ex art. 129 c.p.p. se l’innocenza è evidente: il presupposto interpretativo del rimettente era errato.
Di cosa si tratta
Chi riceve un decreto penale di condanna può fare opposizione e, allo stesso tempo, chiedere l’oblazione (il pagamento di una somma che estingue il reato). Il giudice per le indagini preliminari di Tivoli temeva di essere costretto a «imporre» il pagamento anche quando dagli atti emergesse chiaramente l’innocenza dell’imputato, senza poterlo assolvere.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 464, comma 2, del codice di procedura penale, in riferimento agli artt. 3, 24, 27 e 111 della Costituzione, sollevato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli. Secondo il rimettente il «diritto vivente» (Cass. sez. un. n. 21243/2010) avrebbe impedito al giudice di prosciogliere l’imputato ex art. 129 c.p.p. quando vi sia domanda di oblazione contestuale all’opposizione.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato non fondata la questione. Il «diritto vivente» evocato dal rimettente non riguarda l’ipotesi in esame: le sezioni unite hanno indicato proprio la decisione sull’oblazione (art. 464, comma 2, c.p.p.) come eccezione alla carenza di poteri decisori del g.i.p. Il sub-procedimento di oblazione, ex art. 141 disp. att. c.p.p., implica un esame del merito in cui può innestarsi la regola di precedenza dell’art. 129 c.p.p.
Il principio
L’obbligo di immediata declaratoria delle cause di non punibilità (art. 129 c.p.p.) opera anche nel sub-procedimento di oblazione attivato con l’opposizione a decreto penale: il giudice deve dare precedenza al proscioglimento nel merito rispetto alla mera estinzione del reato. La questione era basata su un erroneo presupposto interpretativo.
Domande e risposte
Cosa chiedeva il giudice rimettente?
Voleva poter assolvere subito l’imputato ex art. 129 c.p.p. quando l’innocenza è evidente, anche se questi aveva chiesto l’oblazione opponendosi al decreto penale.
Perché la Corte ha respinto la questione?
Perché il giudice partiva da un presupposto sbagliato: la norma, correttamente interpretata, consente già il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. nel sub-procedimento di oblazione.
Cosa significa «non fondata»?
Significa che la norma, letta nel modo corretto, non viola la Costituzione: non viene quindi annullata.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di ragionevolezza e di uguaglianza, evocato sulla presunta disparità di trattamento dell’imputato
- Art. 24 della Costituzione — Diritto di difesa, ritenuto compresso secondo il rimettente
- Art. 27 della Costituzione — Garanzie sulla responsabilità penale, invocate per il diritto all’assoluzione
- Art. 111 della Costituzione — Giusto processo e ragionevole durata, parametro della questione
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