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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibili le questioni relative ai termini per la notifica delle cartelle di pagamento, sollevate dalla Commissione tributaria provinciale di Campobasso. Le questioni erano affette da gravi difetti di motivazione: i parametri costituzionali evocati erano in parte inconferenti, l’ordinanza non indicava in modo intelligibile i vizi e il giudice non aveva verificato la rilevanza rispetto all’annualità d’imposta controversa.
Di cosa si tratta
Le disposizioni censurate modificavano i termini entro cui l’Agente della riscossione deve notificare le cartelle di pagamento ai contribuenti, distinguendo tra tributi iscritti a ruolo a seguito di controllo automatizzato (art. 36-bis del d.P.R. n. 600/1973 e art. 54-bis del d.P.R. n. 633/1972) e altri tributi. Il contribuente aveva impugnato una cartella per un’annualità tributaria, lamentando che la notifica fosse tardiva rispetto ai nuovi termini introdotti nel 2005.
La questione di legittimità costituzionale
La Commissione tributaria provinciale di Campobasso ha sollevato questione di legittimità dell’art. 25, comma 1, del d.P.R. n. 602 del 1973 e dell’art. 36, comma 2, del d.lgs. n. 46 del 1999, in riferimento agli artt. 3, 23, 24, 31, 41, 47, 53 e 97 Cost., denunciando l’irragionevolezza dei termini di notifica delle cartelle.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità di tutte le questioni. I vizi erano molteplici: evocazione di parametri non pertinenti (artt. 31, 41 e 47 Cost.), motivazione generica e per relationem senza indicare i vizi specifici, mancata verifica della rilevanza rispetto all’annualità in esame e all’applicabilità delle norme censurate al caso concreto.
Il principio
L’ordinanza di rimessione deve contenere una motivazione specifica e non generica: non è ammissibile una rimessione «in bianco» che evochi vaste serie di parametri costituzionali senza spiegare in che modo ciascuno di essi sia violato e senza verificare se la norma censurata sia effettivamente applicabile al caso concreto.
Domande e risposte
Cosa sono le cartelle di pagamento e quando devono essere notificate?
Le cartelle di pagamento sono gli atti con cui l’Agente della riscossione (Agenzia delle Entrate-Riscossione) porta a conoscenza del contribuente l’iscrizione a ruolo di somme dovute. I termini di notifica variano a seconda del tipo di controllo che ha originato il ruolo e dell’annualità interessata.
Perché gli artt. 31, 41 e 47 Cost. non erano pertinenti?
L’art. 31 riguarda la protezione della famiglia, l’art. 41 la libertà di iniziativa economica e l’art. 47 il risparmio. Nessuno di questi parametri ha attinenza diretta con i termini di notifica delle cartelle di pagamento, il che ha reso la questione priva di una motivazione plausibile.
I termini di notifica delle cartelle sono cambiati dopo il 2005?
Sì: la materia è stata più volte riformata. Le norme censurate nel 2008 si riferivano alle modifiche introdotte dal d.l. n. 106 del 2005, convertito dalla legge n. 156 del 2005, che aveva ristrutturato i termini di decadenza per la notifica delle cartelle di pagamento.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di ragionevolezza rispetto ai termini di notifica
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa del contribuente destinatario della cartella
- Art. 97 della Costituzione — buon andamento della riscossione tributaria
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