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Nel celebre caso Eternit bis, la Corte dichiara illegittimo l’art. 649 c.p.p. nella parte in cui escludeva il divieto di un secondo processo per il solo fatto che tra reato già giudicato e nuovo reato vi sia concorso formale: il «medesimo fatto» va inteso in senso storico-naturalistico.

Di cosa si tratta

Il Giudice dell’udienza preliminare di Torino doveva decidere sul rinvio a giudizio per omicidio doloso di un imputato già giudicato in via definitiva, per il medesimo fatto storico, per disastro doloso e omissione di cautele. Si poneva il problema del ne bis in idem, il divieto di essere giudicati due volte per lo stesso fatto.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 649 del codice di procedura penale, in riferimento all’art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all’art. 4 del Protocollo n. 7 alla CEDU, nella parte in cui limitava il divieto di un secondo giudizio al «medesimo fatto giuridico» anziché al «medesimo fatto storico». Giudice rimettente: il GUP del Tribunale ordinario di Torino.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 649 c.p.p. nella parte in cui esclude che il fatto sia il medesimo per la sola circostanza che sussiste un concorso formale tra il reato già giudicato con sentenza irrevocabile e il reato per cui è iniziato il nuovo procedimento.

Il principio

L’identità del fatto, ai fini del ne bis in idem, va valutata in base alla dimensione storico-naturalistica della condotta, dell’evento e del nesso causale: la mera diversa qualificazione giuridica o il concorso formale di reati non legittimano, di per sé, un secondo processo.

Domande e risposte

Che cos’è il ne bis in idem?

È il divieto di essere processati o puniti due volte per lo stesso fatto già giudicato con sentenza definitiva; è sancito dall’art. 649 c.p.p. e dall’art. 4 del Protocollo n. 7 alla CEDU.

Che cosa ha cambiato la Corte?

Ha stabilito che l’identità del fatto si misura sul piano storico-naturalistico: non basta un concorso formale di reati o una diversa qualificazione giuridica per consentire un nuovo processo.

La decisione ha bloccato il processo Eternit bis?

No: la Corte ha rimosso solo un limite interpretativo dell’art. 649; resta poi al giudice valutare in concreto se i fatti siano davvero i medesimi.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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