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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma introdotta dalla legge sulla sicurezza pubblica del 2009 che imponeva allo straniero, per contrarre matrimonio in Italia, di esibire un documento attestante la regolarità del soggiorno. L’obbligo del permesso di soggiorno come condizione per sposarsi viola il diritto al matrimonio e il principio di uguaglianza.

Di cosa si tratta

Una cittadina italiana e un cittadino marocchino avevano richiesto di contrarre matrimonio davanti all’ufficiale di stato civile. Quest’ultimo aveva rifiutato perché lo straniero non aveva esibito la documentazione attestante la regolarità del soggiorno, richiesta dalla legge n. 94/2009 (pacchetto sicurezza). Il Tribunale di Catania, investito della controversia, aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Catania ha impugnato l’art. 116, primo comma, del codice civile, come modificato dall’art. 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole «nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano». I parametri invocati erano gli artt. 2, 3, 29, 31 e 117, primo comma, della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 116, primo comma, del codice civile nella parte in cui imponeva allo straniero di produrre il documento di regolarità del soggiorno per contrarre matrimonio in Italia. La norma condizionava l’esercizio di un diritto fondamentale — il matrimonio — alla regolarità della presenza sul territorio, introducendo una limitazione sproporzionata e irragionevole.

Il principio

Il diritto al matrimonio è un diritto fondamentale della persona che non può essere subordinato alla regolarità del soggiorno dello straniero. Condizionare la capacità matrimoniale alla posizione amministrativa rispetto all’ingresso nel territorio statale viola gli artt. 2 e 29 Cost. e il principio di uguaglianza. Il controllo sull’immigrazione irregolare non può essere perseguito comprimendo diritti fondamentali della persona.

Domande e risposte

Lo straniero irregolare può ancora sposarsi in Italia dopo questa sentenza?

Sì. La sentenza elimina il requisito del documento di regolarità del soggiorno come condizione per le pubblicazioni e la celebrazione del matrimonio. Lo straniero irregolare può contrarre matrimonio in Italia come chiunque altro, producendo solo i documenti richiesti dalla disciplina ordinaria del codice civile.

Questa sentenza facilita matrimoni di comodo?

La Corte ha ritenuto che l’obiettivo di contrastare i matrimoni di comodo debba essere perseguito con altri strumenti, non comprimendo il diritto fondamentale al matrimonio. Gli ufficiali di stato civile dispongono di altri strumenti per verificare la genuinità del consenso matrimoniale.

Quali articoli della Costituzione tutela il diritto al matrimonio?

L’art. 29 Cost. riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. L’art. 2 Cost. garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. L’art. 31 Cost. impone alla Repubblica di agevolare la formazione della famiglia.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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