Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 211 del 2023 la Corte costituzionale ha tutelato le vincitrici di concorso nella Polizia penitenziaria assenti per maternità, riconoscendo loro la stessa decorrenza giuridica degli altri vincitori.
Di cosa si tratta
Chi vince un concorso pubblico nella Polizia penitenziaria deve frequentare un corso di formazione, al termine del quale è immesso in ruolo con una determinata decorrenza, anche giuridica, importante per l’anzianità e la progressione di carriera. Una vincitrice che, al momento del corso, si trovi in maternità non può frequentarlo insieme agli altri e deve attendere il primo corso utile successivo. La disciplina, però, non prevedeva che, una volta conseguita l’idoneità in quel corso successivo, la decorrenza giuridica fosse allineata a quella degli altri vincitori dello stesso concorso. Il risultato era penalizzante: la lavoratrice perdeva anzianità e posizione solo perché era stata madre nel periodo del corso originario. La questione è stata sollevata per evitare che la maternità si traduca in uno svantaggio di carriera, in contrasto con la parità tra uomo e donna e con la tutela della maternità e della famiglia.
La questione di legittimità costituzionale
Erano impugnati gli artt. 27, comma 2, e 28, comma 4, del decreto legislativo n. 443 del 1992 (ordinamento del personale del Corpo di polizia penitenziaria), in riferimento, tra gli altri, agli artt. 3 e 117 della Costituzione, nella parte in cui non garantiscono alle vincitrici assenti per maternità la stessa decorrenza giuridica degli altri vincitori.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 27, comma 2, e 28, comma 4, del d.lgs. n. 443 del 1992 nella parte in cui non prevedono che le vincitrici del concorso per vice ispettori, divenute idonee al primo corso successivo all’assenza per maternità, siano immesse in ruolo con la stessa decorrenza giuridica attribuita agli altri vincitori dello stesso concorso.
Il principio
La maternità non può tradursi in uno svantaggio di carriera: alla vincitrice di concorso che ha dovuto rinviare il corso di formazione per maternità deve essere riconosciuta, una volta conseguita l’idoneità, la stessa decorrenza giuridica degli altri vincitori, a tutela della parità e della maternità.
Domande e risposte
Chi beneficia di questa decisione?
Le vincitrici di concorso nella Polizia penitenziaria che, assenti per maternità, hanno frequentato il primo corso utile successivo: ora hanno diritto alla stessa decorrenza giuridica degli altri vincitori.
Cosa significa “decorrenza giuridica”?
È la data da cui si calcolano anzianità e progressione di carriera: allinearla a quella degli altri vincitori evita che la maternità causi una perdita di posizione.
Perché era una discriminazione?
Perché penalizzava la lavoratrice unicamente per aver esercitato la maternità, in contrasto con la parità tra i sessi e con la tutela costituzionale della maternità.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione – parità e divieto di discriminazioni.
- Art. 117 della Costituzione – vincoli, anche sovranazionali, in materia di parità.
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Vedi anche
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