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Con la sentenza n. 7 del 2016 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni del decreto-legge «Sblocca Italia» nella parte in cui non prevedevano l’intesa o il parere delle Regioni nell’approvazione di opere e piani incidenti su materie di competenza concorrente.

Di cosa si tratta

La pronuncia riguarda l’art. 1 del decreto-legge n. 133 del 2014 («Sblocca Italia») in materia di grandi opere infrastrutturali, piano di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria e contratti di programma con i gestori aeroportuali. Il tema centrale è il coinvolgimento delle Regioni quando lo Stato incide su materie di competenza concorrente.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnate le previsioni dell’art. 1, commi 2, 4, 10-bis e 11, del d.l. n. 133 del 2014, censurate perché non prevedevano forme di coinvolgimento regionale (intesa o parere) nell’approvazione dei progetti e dei piani, in violazione del riparto di competenze e del principio di leale collaborazione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle disposizioni nella parte in cui non prevedevano: l’intesa con la Regione interessata per l’approvazione dei progetti; l’intesa con la Conferenza Stato-Regioni per il Piano di ammodernamento ferroviario; il parere della Regione sui contratti di programma tra ENAC e gestori aeroportuali.

Il principio

Quando lo Stato esercita funzioni in materie di competenza concorrente, incidendo su interessi regionali, deve assicurare adeguate forme di coinvolgimento delle Regioni — intesa o parere — in attuazione del principio di leale collaborazione; l’assenza di tali strumenti rende illegittima la disciplina.

Domande e risposte

Cosa ha dichiarato illegittimo la Corte?

Le norme dello «Sblocca Italia» che approvavano grandi opere, il piano ferroviario e i contratti aeroportuali senza prevedere l’intesa o il parere delle Regioni.

Perché serviva il coinvolgimento delle Regioni?

Perché le opere incidevano su materie di competenza concorrente: il principio di leale collaborazione impone intese o pareri con le autonomie.

Che differenza c’è tra intesa e parere?

L’intesa richiede un accordo tra Stato e Regione, mentre il parere è un’opinione che lo Stato deve acquisire ma che ha minore vincolatività.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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