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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 11-quinquies, comma 7, del d.l. 203/2005 (conv. l. 248/2005), che escludeva alcuni immobili già inseriti nella procedura di dismissione SCIP dalla vendita ai locatari, vanificando sentenze definitivi già pronunciate in loro favore.

Di cosa si tratta

Il processo di dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali (INPS, INPDAP ecc.) tramite la società SCIP s.r.l. prevedeva il diritto di prelazione e acquisto degli immobili da parte degli inquilini. Il comma 7 dell’art. 11-quinquies del d.l. 203/2005 aveva estratto dalla procedura di vendita alcuni specifici immobili, impedendo così agli inquilini — alcuni dei quali avevano già ottenuto sentenze definitive favorevoli — di acquistare l’abitazione.

La questione di legittimità costituzionale

Il Consiglio di Stato aveva sollevato la questione con due ordinanze, censuravano la norma in riferimento agli artt. 3 (uguaglianza e affidamento), 97 (buon andamento e imparzialità) e 81 (copertura finanziaria) della Costituzione. I rimettenti rilevavano che la norma mirava a neutralizzare l’effetto di sentenze passate in giudicato a favore di determinati inquilini, concretando un’illegittima legge-provvedimento.

La decisione della Corte

La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 11-quinquies, comma 7, del d.l. 203/2005 (conv. l. 248/2005). La norma è una legge-provvedimento che incide su un numero determinatissimo di soggetti (i locatari di due specifici immobili), vanificando sentenze definitive pronunciate in loro favore e ledendo l’affidamento del cittadino nella certezza del diritto e nel buon andamento dell’amministrazione.

Il principio

Una norma di legge che vanifica l’esecuzione di sentenze definitive a favore di privati, incidendo su un numero assolutamente limitato e determinato di destinatari, è una legge-provvedimento costituzionalmente illegittima perché lede l’affidamento del cittadino, il principio di uguaglianza e il buon andamento dell’amministrazione.

Domande e risposte

Cosa è la SCIP?

La Società di cartolarizzazione degli immobili pubblici (SCIP s.r.l.) era il veicolo creato dallo Stato per procedere alla dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, acquistando gli immobili e rivendendoli sul mercato, con prelazione per gli inquilini.

Cos’è una “legge-provvedimento”?

È una legge che, pur avendo la forma di atto normativo, ha contenuto concreto e individuale: incide su situazioni specifiche o su soggetti determinati, anziché disciplinare in via astratta e generale. La Corte le sottopone a uno scrutinio più stretto.

L’Avvocatura dello Stato può mandatare società private nel processo?

Nel caso SCIP, era l’INPS stesso, quale mandatario della SCIP, a stare in giudizio. La rappresentanza di società controllate dallo Stato nei giudizi costituzionali segue le regole generali della rappresentanza processuale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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